Restiamo sempre devoti a San Tommaso: crediamo solo nei fatti e in quello che vediamo. E, del resto, non avevamo dubbi. Il sopralluogo effettuato in loco,https://giornalemio.it/cronaca/bradanica-riapre-attendiamo-ufficialita-e-rimozione-divieti/, a ridosso del viadotto Santo Stefano nel tratto materano della Bradanica ce ne ha dato conferma. Quel tronco della fondovalle era e resta chiuso finchè sensori collocati a ridosso della struttura non consiglieranno all’Anas e all’impresa il da farsi, come riportato in precedenti servizi. Ci vorrà il tempo che servirà e, naturalmente, risorse adeguate.

Nel frattempo, e invitiamo i rappresentanti istituzionali a verificarlo sul campo, il traffico di mezzi pesanti continua a essere incessante vista l’importanza della Bradanica che attraversa aree industriali del Materano, della Provincia di Potenza e pugliesi lungo la trasversale jonico-adriatica. Un flusso continuo a rischio di incidenti, come testimoniano i guardrails danneggiati e i dissesti sui tornanti a gomito che passano sulla vecchia provinciale per Grassano.

La soluzione del problema non è dietro l’angolo. Per cui non sarebbe male pensare di utilizzare quel tronco solo per il traffico leggero, riducendo così i disagi dei pendolari in particolare, costretti a un percorso alternativo a ridosso del borgo e dell’area industriale di La Martella. Il traffico pesante andrebbe sull’attuale tracciato, ma mettendo in sicurezza l’attuale provinciale o realizzando una pista alternativa. Servono buon senso e tempi certi.



