Il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi è stato tranchant e non sembrerebbe lasciare spazio alcuno per un recupero in zona cesarini della vicenda del rinnovo della convenzione con Radio Radicale.

Una posizione “che se ne frega di tutto si…” (per dirla con Vasco e sdrammatizzare per quanto possibile) che sfida ogni convenzione sin qui praticata dalle forze politiche che si sono succedute in Parlamento di qualsiasi latitudine fossero…che introduce -per questo- un elemento forse imprevisto che rischia di spingere oltre ogni proposito lo sciopero della fame messo in atto, oramai dal 27 febbraio scorso, da Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e membro della Presidenza del Partito Radicale.

La posizione è molto chiara: l’intenzione del Governo, mia e del Mise è di non rinnovare la convenzione con Radio Radicale“, ha scandito infatti  Crimi, come riportato dall’Ansa. “Nessuno ce l’ha con Radio Radicale o vuole la sua chiusura” ma -ha aggiunto-che “sta nella libertà del Governo farlo” sottolinenando che la stessa “ha svolto da 25 anni un servizio senza alcun tipo di gara e valutazione dell’effettivo valore di quel servizio”. Ora, ha concluso: “la valutazione è stata fatta: esiste Rai Parlamento, un servizio pubblico, un canale istituzionale che trasmette le sedute parlamentari e delle commissioni”.

Tutto qui, 25 anni al servizio dell’informazione italiana, con archivi che -come ampiamente sottolineato- costituiscono un infinito e prezioso scrigno per la democrazia, trattati e liquidati come una pratica qualsiasi.  Agghiacciante, ma questo passa il convento e c’è poco da stare allegri.

A fronte di ciò da par suo Bolognetti ha replicato che non mollerà la presa e continuerà nella sua protesta, costi quel che costi. Ecco il suo messaggio:

Bolognetti: Non MOLLARE!!!

“Non lasceremo che calpestino diritti a noi cari, restando a guardare.

Agli schiaffi di Crimi e Di Maio, porgiamo l’altra guancia, continuando ad alimentare una lotta in tutte le sue forme e articolazioni.

Non ci faremo “assassinare” in silenzio.

Vivano democrazia e diritto alla conoscenza e quindi viva Radio Radicale.

Nutriti dal rossiano “Non mollare” e da memorie a noi care continuiamo a lottare per quel che si deve.”

Dove si andrà a parare, allora? Non è dato saperlo al momento.

Perchè a fronte di una generosa, pacifica e forte protesta, nel solco della tradizione dei radicali italiani che pur nella loro spigolosità hanno sempre trovato un ampio e generalizzato riconoscimento della validità sostanziale delle loro azioni e alla fine anche un esito positivo, ora c’è un ceto politico (quello grillino in specie) senza storia e (pare evidente) senza orizzonti particolarmente chiari e definiti, animati esclusivamente da un nuovismo portato spesso alle estreme conseguenze e che disconosce spesso cose che non dovrebbe.

Siamo preoccupati, non vorremmo assistere alla riedizione di quella drammatica  prova di coraggio (la chicken run del film Gioventù bruciata) in cui -come ricorderete- consisteva nel lanciarsi a forte velocità a bordo di due auto e il più coraggioso gettarsi fuori il più tardi possibile prima che queste precipitassero nello strapiombo sul mare. Quella si risolse tragicamente -per un elemento imprevisto : la manica della giacca di Buzz che rimase impigliata nella maniglia, impedendogli di saltare in tempo utile fuori dall’auto.

Siamo preoccupati e pur sapendo che Maurizio non ha certo bisogno dei nostri suggerimenti, ci permettiamo amichevolmente di invitarlo a stare attento a quel burrone costituito dalla inadeguatezza di questo ceto politico così insensibile e così poco attrezzato culturalmente a gestire situazioni come questa.

Ricordando che -purtroppo- non essendo noi quel “Beato popolo”  di brechtiana memoria  “che non ha bisogno di eroi” ….faremmo volentieri a meno di averne, in modo particolare nella fattispecie.

Perchè si può anche perdere una battaglia….e poi provare a vincere la guerra.

Comunque vada, qualunque cosa decida Maurizio,  si capisce da che parte siamo.