domenica, 8 Marzo , 2026
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Bolognetti: alla patriottica on. Augusta Montaruli rispondo con 240 ore consecutive di digiuno.

Sarebbe bastato un “bau-bau” di rimando (memori della sua famigerata esibizione televisiva canina) alla onnipresente Augusta Montaruli, parlamentare piemontese di Fratelli d’Italia che a reti unificate e dall’alto della sua condanna definitiva per peculato, quotidianamente spiega agli italiani e ai giudici cosa è la giustizia e quant’altro. Ed invece alla stessa, che incidentalmente è anche Vice presidente della Commissione di Vigilanza RAI, Maurizio Bolognetti (Segretario di Radicali lucani) -dopo aver ricevuto una telefonata dalla stessa da cui ha dedotto che non aveva “letto una, dico una soltanto, delle missive che le abbiamo indirizzato” e registrato una “arroganza nascosta da una fasulla e inesistenze gentilezza e disponibilità all’ascolto“- ha deciso di rispondere con “10 giorni consecutivi di digiuno” a partire da questa sera. Quindi, badando al ruolo dell’interlocutrice più che allo spessore, mette in campo le sue specifiche metodiche di battaglia, ma nel contempo, con la nota che segue – come canta il Cirano di Guccini- grida: “coi furbi e i prepotenti, da sempre mi balocco, e al fin della licenza, io non perdono e tocco”.

Dopo la patriottica conversazione, che ho avuto con la sorella d’Italia on. Augusta Montaruli nella giornata del 2 marzo, -scrive infatti Bolognetti- ho deciso di rafforzare il mio dialogo nonviolento ripreso il 21 febbraio. A partire dalle ore 23.59 di martedì 3 marzo, infatti, proseguirò con 10 giorni consecutivi di digiuno per poi tornare a nutrire il mio Satyagraha alternando un giorno di digiuno e un giorno di sciopero della fame. Come al solito – come avviene dalla nascita della Res Pubblica – si son spartiti tutto. Tutto, anche i sottoscala della Repubblica e l’aria che respiriamo. Quasi ottant’anni di “Peste” non potevano che produrre un progressivo peggioramento della qualità della nostra democrazia.
La loro è la democrazia della stadera, ma una stadera starata e dove i pesi sono fasulli, dove il Kg ormai pesa poco più di pochi decigrammi. Più del solito si son spartiti tutto e con tronfia arroganza hanno il coraggio di dirti: “Noi non chiediamo niente, non abbiamo mai chiesto niente”. E già, non chiedete perché ricevete senza nemmeno chiedere; perché tutto sommato siete sempre stati la parte del regime che si accontentava di prendere la sua parte di bottino. Viene in mente, non so perché, l’Alighieri e quel suo “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”. Dico a me stesso e a futura memoria: “Ma cosa volevi aspettarti da una Repubblica sempre più delle banane e che sempre più fa rimpiangere il CAF e un ceto dirigente che aveva certissimo spessore umano e politico?”. Qualcuno parla oggi, non so perché, di “Quarta Repubblica”; a me pare che siamo ai calci di rigore ad oltranza della Prima, ma senza la qualità e i contenuti di un De Gasperi, di un Fanfani, di un Berlinguer o di un Bettino Craxi. Non prendete, Augusta onorevole, perché per dirla con Almirante: “Il fascismo è qui”. Io potrei aggiungere, anche il fascismo degli antifascisti e lo stalinismo di presunti liberali. Sì, Onorevole, manca l’aria, l’avete aspirata tutta e in cambio ci date i gas di scarico dell’ottantennio. Pensavo che i più accaniti mazzieri in seno alla Commissione fossero i rappresentanti pentastellari, a partire dalla Presidente Floridia. Tocca prendere atto che lei e il suo gruppo non siete da meno. Del resto, gli estremi spesso si saldano. Dal 15 novembre, Onorevole vicepresidente, vi stiamo interpellando per rappresentarvi quello che a noi appare un patente attacco ai diritti politici del cittadino e per chiedervi di intervenire su una censura da accanimento terapeutico. Su tutto questo lei fa spallucce e con la tracotanza di un potere impunito si limita a chiedermi di rivolgermi alla “vostra”, non mia, “Agcom”? In risposta alla sua sgradevole telefonata di mera e presunta cortesia, Gentile On. Augusta Montaruli, vicepresidente di una Commissione fantasma, sono e resto disarmato; disarmato di fronte alla sua disarmante “leggerezza”. Mi perdoni, ma davvero, come da lei stessa affermato, non ha capito i motivi non della mia protesta, ma della mia fame e della mia sete. In compenso io ho capito perché avete tradito il vostro mandato e l’istituzione che siete stati chiamati a rappresentare e che è diventata solo l’ennesimo contenitore spartitocratico, altro che vigilanza. Qui verrebbe da chiedersi chi controlla coloro che dovrebbero vigilare. In compenso ho capito perché non vi riunite da un anno e mezzo. Ascoltare le parole che lei ha pronunciato è stato molto istruttivo. Istruttivo sentir liquidare il diritto innanzitutto dei cittadini al conoscere per deliberare come se fosse una fastidiosa pratica burocratica. Istruttivo apprendere che lei non ha letto una, dico una soltanto, delle missive che le abbiamo indirizzato. Istruttivo per l’arroganza nascosta da una fasulla e inesistenze gentilezza e disponibilità all’ascolto. Se lei pensa che la democrazia viva nelle sue parole e nella reiterata censura Rai, sbaglia di grosso. Semplicemente ridicolo, poi, sentirle dire che FDI non ha mai chiesto niente. Certo, voi partecipate soltanto alla lottizzazione della Rai. Se questa è la risposta dei Fratelli d’Itaglia, la mia risposta di fronte a tanta miseria e squallore non può che essere una e una soltanto: dalle 23.59 di martedì 3 marzo e per le successive 240 ore continuerò ad alimentare il mio Satyagraha con il digiuno. Prima ho detto che sono disarmato; no, non è vero, io ho le “armi” della nonviolenza gandhiana e del Satyagraha. Non ricatto perché chiedo, al di là ed oltre delibere pensate per escludere, il rispetto di un popolo a poter conoscere per deliberare e dico no all’olio di ricino distillato da lei, Onorevole, e da questo regime in via avanzata di putrefazione e decomposizione. Siete degli stalinisti travestiti da fascisti o viceversa, poco importa. Avete ridotto la democrazia a una farsa. Vi fate scudo di non so quali delibere da voi volute, concordate e pensate per escludere voci scomode. Complimenti!”

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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