Rocco Scarangella, segretario regionale Funzione Pubblica della Cisl e con cuore e mente per i colleghi del Corpo Vigili del Fuoco e di quanti come loro stanno in trincea nel comparto sicurezza, è persona che non ha peli sulla lingua quando deve dire e commentare le cose. E la lunga vicenda con la task force e la Regione Basilicata per ottenere l’esame dei tamponi per tutelarsi da eventuali contagi da coronavirus ne è una conferma. Apprezzamento al presidente della giunta regionale di Basilicata per l’avvio del servizio con tempi e luoghi da concordare ma, allo stesso tempo, netta presa di posizione per avviare quel confronto che avrebbe portato a trattare la materia in maniera organica con la sottoscritto di un protocollo tra le parti. Nulla invece e né tantomeno un incontro, né in sede e né in videoconferenza. Altrove è stato fatto. La Regione Basilicata ha evitato. Peccato. Persa un’occasione per attivare nella normale dialettica democratica opportunità di confronto e di collaborazione per una emergenza , come quella da epidemia da virus a corona ‘’covid 19’’, che richiede tanto senso di responsabilità.

IL COMMENTO DI ROCCO SCARANGELLA

Abbiamo appreso con una certa soddisfazione che il presidente Bardi ha finalmente compreso la necessità di attivare una campagna di controllo diagnostico dal rischio contagio per gli operatori della sicurezza presenti sul territorio regionale. La tardiva consapevolezza di questa criticità aveva portato fin dallo scorso mese di marzo, la CISL e la sua federazione della sicurezza a rivolgere numerosi appelli sia il governo regionale che a vari esponenti politici Lucani per evidenziare questo rischio legato allo svolgimento di attività particolarmente esposte alla possibilità di contagio non solo per gli stessi operatori, ma di riflesso, per l’intera comunità. Anche in questo caso l’azione del sindacato ha anticipato quella istituzionale per evidenziare ciò che di per sé doveva già rientrare nella sensibilità e nelle prerogative del soggetto di governo per la tutela della salute del proprio personale che svolge un compito così importante e delicato. Prendiamo comunque positivamente atto delle disposizioni emanate dalla giunta per consentire il controllo al tampone diagnostico per i carabinieri, i vigili del fuoco e la polizia di stato mentre attendiamo che le stesse disposizioni siano, in questi giorni, estese al personale della Polizia delle polizie municipali e provinciali, della Guardia di Finanza e della polizia penitenziaria.

Non condividiamo l’ennesimo rifiuto al confronto che avrebbe consentito la sottoscrizione di un protocollo che, così come avvenuto nella quasi totalità delle regioni delle altre regioni italiane,, avrebbe consentito di definire meglio le priorità e le modalità tempi dei controlli in un insieme di regole che individuando anche i tempi di ripetizione periodica dei test diagnostici avrebbe trasmesso certezze e tranquillità ai lavoratori il cui interesse è quello di essere sottoposti a un controllo costante e continuativo che rappresenta l’elemento fondamentale di un’azione di prevenzione efficace a i rischi del contagio. Purtroppo anche questa volta il governo regionale si è voluto sottrarre la possibilità di un confronto utile e costruttivo con il sindacato.