sabato, 1 Ottobre , 2022
HomeCronacaBasilicata: stabile rapporto positivi/tamponi e ricoveri. Presidi bocciano norme per il rientro...

Basilicata: stabile rapporto positivi/tamponi e ricoveri. Presidi bocciano norme per il rientro a scuola.

Rimane stabile sotto il 20% il rapporto positivi/tamponi ed anche i ricoveri totali non subiscono variazioni significative, solo quelli in terapia intensiva arrivano ora a quattro, mentre non si registra alcun decesso. Lo si evince dai dati del report odierno (Task Force Coronavirus bollettino del 7 agosto 2022).

I nuovi positivi riscontrati su 1.064 tamponi processati, sono stati 206, pari ad una incidenza del 19,36%, sostanzialmente identico al 19,23% del giorno precedente, sempre molto al di sotto del 25,51% del dato aggregato dell’incidenza positivi/tamponi settimanale ultima.

Di essi, 184 sono riferiti a residenti (133 nel potentino e 51 nel materano) che sono stati riscontrati per: 30 a Potenza, 17 a Matera, 11 a Genzano di Lucania, poi in numero minore in altre comunità che potete consultare al link iniziale.

I ricoveri variano da 71 a 70: 31 al San Carlo e 39 al Madonna delle Grazie, dei quali ora sono quattro in terapia intensiva (3 a Potenza e 1 a Matera).

Tenuto conto dei 220 guariti di giornata e dei 210 riferiti a periodi precedenti e non ancora contabilizzati, il totale dei positivi in regione scende da 11.462 a 11.216.

Sono state varate solo due giorni fa le nuove regole anti-Covid per il rientro in sicurezza dietro i banchi di scuola stilate dall’Istituto superiore di sanità, con i ministeri della Salute e dell’Istruzione e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ma già i presidi le hanno bollate come inadeguate, molto generiche e poco percorribili, ma soprattutto prive di novità strutturali rispetto al passato.

Secondo il presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, Mario Rusconi, molti passaggi delle linee guida non offrono “indicazioni percorribili” e sono “molto generiche”. Rusconi si chiede “chi dovrà individuare le categorie di alunni a rischio che dovranno indossare la mascherina a settembre?” come previsto dal documento, ma soprattutto critica l’indicazione, in caso di recrudescenza della pandemia, il distanziamento interpersonale di un metro tra gli studenti in classe perchè, sottolinea “dopo quasi tre anni di epidemia ancora non ci si rende conto che parecchi studenti sono stati obbligati alla didattica a distanza perché molto aule non permettevano il distanziamento. Una situazione in gran parte rimasta immutata”.

Il grande limite delle norme in questione è l’arretratezza delle strutture scolastiche che in questi anni di pandemia sono rimaste ferme agli standard del passato, così come sottolinea Antonello Giannelli, presidente nazionale dell’Anp, che parla della mancata introduzione della “ventilazione forzata… perché sarebbero servite ingentissime risorse economiche”.

Paola Bortoletto, presidente dell’Associazione nazionale dirigenti scolastici, accusa: “La tecnologia ci fornisce tante possibilità, ma ci sono dei costi e bisogna darli questi denari”. E poi segnala la situazione poco chiara per il rientro in classe per i più piccoli sotto i sei anni per i quali mancano ancora “le linee guida“. Nessuna novità anche sul fronte trasporto pubblico per agevolare gli spostamenti degli alunni.

Ma cosa prevedono  le “Indicazioni strategiche” per la riapertura delle scuole a settembre?

Il documento – che riguarda solo le scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione (nei prossimi giorni è prevista la pubblicazione delle indicazioni per le scuole dell’infanzia), messo a punto dall’Istituto superiore di sanità con i ministeri della Salute e dell’Istruzione, insieme alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome , detta norme ai fini di “mitigazione delle infezioni da Sars-CoV-2 in ambito scolastico (anno scolastico 2022-2023)”.

Il testo contiene misure standard di prevenzione per l’inizio dell’anno scolastico, che tengono conto dell’attuale quadro pandemico, e regole che potranno essere applicate progressivamente in base alla valutazione del rischio e al possibile cambiamento del quadro epidemiologico.

Per quel che concerne le misure di prevenzione di base, che saranno valide al momento dell’inizio dell’anno scolastico, il documento individua le seguenti misure di prevenzione:

-la possibilità di permanenza a scuola è consentita solo senza sintomi/febbre e senza test diagnostico per la ricerca di Sars-CoV-2 positivo;
-l’igiene delle mani ed ‘etichetta’ respiratoria, ossia modalità di protezione durante i colpi di tosse e starnuti;
-l’utilizzo di mascherine (Ffp2) per personale scolastico e alunni che sono a rischio di sviluppare forme severe di Covid-19;
-sanificazione ordinaria (periodica) e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati;
-strumenti per gestione casi sospetti/confermati e contatti;
-ricambi d’aria frequenti.
Dunque non è previsto l’utilizzo delle mascherine salvo per le eccezioni sopra indicate. Non sarà nemmeno necessario il distanziamento, con le attività che riprenderanno come prima della pandemia: restano raccomandati “il ricambio frequente dell’aria”. A scuola dovrà comunque esserci il referente Covid come negli anni scorsi.

Laddove il quadro pandemico dovesse peggiorare,  le possibili ulteriori misure di prevenzione applicabili sono:

-il distanziamento di almeno 1 metro (ove le condizioni logistiche e strutturali lo consentano);
-precauzioni nei momenti a rischio di aggregazione;
-aumento della frequenza di sanificazione periodica;
-gestione di attività extracurriculari, laboratori, garantendo l’attuazione di misure di prevenzione;
-mascherine chirurgiche, o Ffp2, sia da fermi che in movimento (da modulare nei diversi contesti e fasi della presenza scolastica);
-concessione di palestre/locali a terzi con obbligo di sanificazione;
-somministrazione dei pasti nelle mense con turnazione;

-consumo delle merende al banco.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti