Basilicata: scendono ancora ricoveri e positivi totali, nessun decesso.

Dai dati odierni del report della Basilicata (Task Force Coronavirus bollettino del 19 maggio 2022) si apprende che non vi è stato alcun decesso, che i ricoveri continuano a scendere e che grazie al numero dei guariti superiore ai nuovi casi, scende ancora anche il numero totale dei positivi in regione.

Dunque, i ricoveri totali che passano da 77 a 75 (48 al San Carlo e 27 al Madonna delle Grazie), di cui solo uno in terapia intensiva a Potenza.

E come dicevamo, tenuto conto dei 393 guariti (389 residenti), superiori ai nuovi casi che riportiamo a seguire, il totale complessivo degli attuali positivi in regione scende ancora -per il quarto giorno- da 28.764 a 28.683.

317 i nuovi casi (308 i residenti) che sono stati riscontrati su 1.496 tamponi processati nella giornata di ieri, con una incidenza che torna ad oscillare in crescita al 21,19% rispetto al 17,72% del giorno prima, pur rimanendo al di sotto del 22,31% riferito alla settimana appena conclusa.

I 308 nuovi positivi residenti (214 nel potentino e 94 nel materano) sono stati riscontrati principalmente nei comuni di: Potenza (47), Matera (38), Melfi (19), Venosa (10), poi in altre comunità con numeri minori come da elenco che è consultabile nel report di cui al link iniziale.

 

Aspetto cruciale per delineare una sanità migliore di quella precedente alla pandemia, la sua insufficienza è stata la principale causa del lockdown, è l’assunzione di nuovo personale. In materia, il ministro della Salute Roberto Speranza, durante il question time di ieri alla Camera, ha spiegato quale sarà il personale sanitario, assunto a tempo determinato durante la fase emergenziale della pandemia, che verrà stabilizzato: “Lavoratori che hanno maturato al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui sei durante la fase dell’emergenza”.

La questione del personale sanitario -ha detto- è la vera questione fondamentale di cui ci dobbiamo occupare, in vista del piano di rilancio che stiamo finanziando sia con fondi ordinari, cioè quelli del fondo sanitario nazionale passato in pochi da 114 a 124 miliardi, sia con quelli straordinari, come è noto la missione 6 del Pnrr, circa 20 miliardi di investimento. La spesa del personale sanitario può essere allargata, in una dinamica di investimento come quella che abbiamo definito anche con l’aumento delle borse di specializzazione. Oggi la programmazione della spesa sanitaria è costruita per tetti e silos chiusi. Voglio ricordare che aver bloccato il tetto della spesa sanitaria ha prodotto sacche di lavoro meno stabile anche per il personale sanitario. Le norme dell’ultima legge di bilancio hanno avvitato un percorso che permetterà agli enti del SSN di stabilizzare una parte significativa del personale sanitario: a tutti i lavoratori che hanno maturato al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui sei durante la fase dell’emergenza“.

Durante i giorni più difficili -ha ancora aggiunto Speranza- abbiamo imparato come si possano comprare camici e mascherine, ma come non si possa certo comprare il personale sanitario. Negli ultimi due anni abbiamo finanziato 30mila borse di specializzazioni per medici neolaureati. E l’anno scorso ben 17.400, il triplo di tre anni fa, il doppio di due anni fa. Un passo avanti importante, il cui impatto per il SSN lo vedremo solo alla fine di questo percorso. Dobbiamo cambiare il modello di programmazione della spesa sanitaria. Abbiamo iniziato a farlo ma bisogna fare molto di più. Nella legge di bilancio ci sono due segnali che vanno in questa direzione: si può alzare questo tetto fino al 10%, per tutte le Regioni italiane. Poi il miliardo di euro in legge di bilancio per coprire gli investimenti pluriennali del Pnrr, che sono a termine, fino al 2026, per la prima volta nella storia del finanziamento del personale sanitario è fuori dal tetto di spesa. Non è abbastanza, ma facciamo un passo avanti“.

 

 

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