Stiamo tornando ad avere cluster familiari come nella prima ondata. Arrivano in reparto moglie, marito padre e figli, ma anche genitori anziani con le badanti. Era già successo nella prima ondata, anche se allora non c’era il vaccino. Bastava che un componente della famiglia contraesse il Covid per passarlo a tutti i parenti. Adesso abbiamo un vaccino, ma. ci sono intere famiglie no-vax“. E’ quanto ha detto, in una intervista al Corriere della Sera,  Annamaria Cattelan, medico primario di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera di Padova, sottolineato inoltre l’urgenza di tornare a occuparsi delle altre malattie trascurate durante gli anni di pandemia: “Stiamo trascurando le persone con Hiv e abbiamo rallentato molto la campagna Oms per l’eradicazione dell’epatite C. Garantiamo al momento le urgenze con le risorse e il personale a disposizione visto che quasi tutti sono assorbiti dal Covid”.

E c’è chi come l’Austria che -per fronteggiare la nuova ondata di Covi-19- ha deciso di usare il pugno duro : da lunedì entrerà in vigore un lockdown totale per tutti, vaccinati e non, che durerà fino al 12 dicembre, mentre da febbraio sarà introdotto l’obbligo vaccinale (primo paese europeo a prendere una decisione simile e il quarto nel mondo dopo l’Indonesia, la Micronesia e Turkmenistan).

E chi in Italia, come l’immunologa dell’università di Padova Antonella Viola che lancia un appello ai no vax: “Vi prego di pensarci e vaccinarvi“, “Mi rivolgo senza nessuna presunzione a chi rifiuta il vaccino: cambiare idea non è segno di debolezza, ma di intelligenza. Se fino a qualche mese fa eravate convinti che il vaccino non fosse sicuro o necessario, adesso potreste rivalutare le vostre posizioni guardando la situazione epidemiologica“.

E si spera che l’evidenza convinca chi non è contro i vaccini per principio ma semplicemente per dubbi e paure, al fine di evitare misure ulteriori.

In Basilicata, con i dati odierni il numero dei contagi, sebbene in numero non rilevante, porta il totale dei positivi in regione a quota 1.000.

Ed a metà mattinata di oggi è giunta anche la notizia del decesso di un signore di Potenza, positivo ma non ricoverato, giunto al pronto soccorso dell’ospedale.  

Ma ecco in sintesi la situazione odierna:

  • sono 24.990 i lucani che hanno ricevuto la terza dose;
  • i ricoveri totali da 23 risalgono a 24, mentre i ricoverati in terapia intensiva sono sempre due (uno all’Ospedale San Carlo ed l’altro al Madonna delle Grazie);
  • l’incidenza dei positivi sui tamponi processati ieri è del 4,92%, superiore al 3,15% del giorno precedente ed anche al dato della settimana appena conclusa che è stato del 4,59%;
  • il totale dei positivi in regione che, tenuto conto dei 29 nuovi casi e delle 10 guarigioni odierne, sale a 1.000.

Ecco a seguire il comunicato ufficiale riferito alla giornata di ieri mentre le relative tabelle riepilogative le aggiungeremo in coda appena disponibili:
La task force regionale comunica che nella giornata di ieri, 19 novembre, sono state effettuate 2.179 vaccinazioni. A ieri sono 435.629 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (78,7 per cento) e 400.380 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (72,4 per cento) e 24.990 (4,5 per cento) quelli che hanno ricevuto la terza dose per un totale di somministrazioni effettuate pari a 860.999 su 553.254 residenti (dati portale Poste italiane).

Sempre nella giornata di ieri, sono stati processati 589 tamponi molecolari per la ricerca di contagio da Covid-19, 29 dei quali (tutti relativi a residenti in Basilicata) sono risultati positivi. Nella stessa giornata si sono registrate 10 guarigioni, tutte di residenti in Basilicata.”

==============&&&&&&&&&&=============

…ed ecco giunte anche le tabelle riepilogative da cui si apprende, inoltre, che i nuovi casi riguardano: Viggianello (7), Miglionico (5), Matera e Avigliano (3), poi altri Comuni (come in elenco nelle schede seguenti) con meno positivi tra cui Potenza (2).

 

                        (NB. dal 12 novembre scorso il totale dei positivi riportato sulle tabelle della regione è inferiore di uno rispetto al nostro che calcoliamo giornalmente in base ai dati ufficiali che pubblichiamo senza che vi sia una spiegazione. L’11 novembre i dati combaciavano in 895. Il giorno dopo vi sono stati 30 nuovi casi e 5 guarigioni. 895+30-5=920, mentre sulle tabelle di quel giorno veniva riportato 919. Da allora continua ad esserci questa discrasia).