E’ una quercia e lo dimostra anche oggi che ha totalizzato, come si dice in dialetto materano, quott v’ntin i tre… jonn, che fanno 83 anni e cioè quattro ventine più tre anni. Alla buona salute Franceschino Santantonio, vecchio cuore di Matera, più bianco-azzurro come i colori della Materacalcio o come l’Arma del Comune con quel Bos Lassus che alla moschea di via Trabaci, all’edicola Schiuma, nel lontano 1994 diventò Bos Furens con il Comitato per gli interessi del cittadino. Una delle tante pagine in trincea del vulcanico Franceschino, imprenditore pionieristico del settore dei trasporti merci su gomma, che si è fatto da sè seguendo intuito e voglia di fare, talvolta ingoiando qualche rospo, altre facendoli ingoiare. Matera ce l’ha nel sangue e quando ha potuto dare una impronta costruttiva, mettendoci faccia e mani, non si è tirato indietro partendo da cose fattibili. La costituzione dell’ufficio turistico e della delega all’agricoltura nacquero con Santantonio assessore alle Attività Produttive, nella seconda giunta guidata dal sindaco Francesco Saverio Acito. Lo abbiamo visto in tv a Trm per promuovere il Carnevale con quel riconoscibile intercalare ” Quanto dai tu al Carnevale di Matera?”, distribuire piatti di pettole ai turisti passando da una piazza all’altra, favorire l’arrivo del Murgia Express il treno d’epoca delle Fcl con visitatori stranieri (ma la cultura d’impresa non era ancora consolidata) e

addirittura ottenere dall’Alitalia che un Mc Donnel Douglas 38 portasse il nome ”Città di Matera” e noi abbiamo avuto l’onore di volarci da Parigi a Roma nel lontano 2006, un anno prima che quel velivolo andasse in pensione. Promozione tanta ma con il calcio nel sangue sia come sostenitore del Matera e sia come allenatore del Matera Simpatia in una celebre partita, disputata il 13 giugno 1987, allo stadio ”XXI Settembre” contro la nazionale attori.

Sul piano politico è stato sempre sanguigno,anticomunista viscerale ma con le dovute eccezioni… e senza peli sulla lingua dentro e fuori il Palazzo di Città con la porta dell’assessorato al primo piano, con doppio ingresso, sempre aperta. Nella Dc dove ha militato era noto per la franchezza, contrari ai compromessi a perdere . Del resto ne ha viste e sentite di tutti i colori anche nella Seconda e Terza Repubblica e sono noti i suoi commenti del tipo ” Quello lo conosciamo vecchio. A me dici Napoli…” e ha sempre puntato il dito e scuotendo la testa con i venduti a Potenza. Persona o personaggio, se preferite, di altri tempi. Per ora Auguri, in sicurezza naturalmente, e niente assembramenti. Ma tanta considerazione come le riflessioni tirate fuori dal trasversale gruppo di tifosi, fans, sostenitori che fanno pulsare con regolarità il vecchio cuore di Matera. Battiti di amicizia e di stima. Passaparola

LA MATERANITA’ DI FRANCESCHINO
Non c’è nulla da fare, la materanità è Franceschino Santantonio, ”cuore di Matera”, che compie gli anni oggi 30 novembre ed è atteso da figli, parenti e tanti amici per festeggiare, sia pure in sordina a causa del Coronavirus, il suo ottantatreesimo compleanno. Il vecchio diccì è ancora lì, imperterrito ad operare nel Paip di Matera, insieme a tanti amici che lo seguirono in quell’avventura della prima zona produttiva di Matera, che negli anni si è trasformata in zona commerciale, ma lui e la sua azienda continuano a ricevere attestazioni di stima per l’operato nella logistica e nei trasporti. Franceschino il vecchio imprenditore materano, che tanto si è speso per la piccola impresa nella provincia di Matera, per una politica vera in città, intesa come servizio e giammai per servirsi del ruolo istituzionale. Franceschino non poteva non fare, e bene, l’assessore alle attività produttive e sognare per la sua città addirittura l’aeroporto, ma si è accontentato della fusoliera di un aereo dell’Alitalia con su impressa la dicitura “Città di Matera”. Franceschino è stato sempre l’imprenditore dei fatti, qualche chiacchiera l’ha fata solo al bar o alla “Moschea” con gli amici di sempre, con i quali è sempre disposto a scherzare. Dalla memoria lunga che non gli permette di dimenticare le “storture” viste e ingoiate come cittadino attivo, imprenditore, politico e cattolico devoto alla Madonna della Bruna, tanto che in occasione di questo suo compleanno ci viene voglia di augurargli: “dai Franceschino a ‘mmogghj a ‘mmogghj all’onn c van”. Ai suoi ottant’anni ci promise che per i suoi cento avrebbe raccolto la sua vita in un libro, chissà se si sta dedicando a raccogliere le sue memorie? Magari partendo dal Carnevale di Matera che ha portato alla ribalta nazionale e che gli amministratori materani hanno poi cancellato con un colpo di spugna: ma siamo nella ex capitale europea della cultura e si continua a parlare di libri, di mostre, di professori, dimenticandoci della cultura d’impresa o di quella che qualcuno ha battezzato l’anno scorso, della “cultura del capitale”.

Santantonio era solito dire “senza la benzina il camion non parte”. Vero Franceschino? Matera ha bisogno di depositari di verità inconfessabili e Franceschino è uno di questi; lui ha avuto più volte l’arguzia e la capacità di analizzare i problemi politici dell’amministrazione comunale, rispettandola e criticandola aspramente, con grande spirito democratico; pur essendo stato tacciato negli ultimi anni di essere stato solo un organizzatore di carnevale, mentre la città dei Sassi viveva la sua perenne “Quaresima”. Eppure Franceschino è sempre stato attivo quando nella società cominciavano a scarseggiare le possibilità di alimentare dibattiti, perché si diventava ostaggi di posizioni di potere da difendere a ogni costo. Egli si rendeva conto che stava venendo meno la democrazia; aveva visto bene quando affermava che questa perdita di diritto alla libertà e alla verità avrebbe trascinato nel baratro chi ha fatto dell’arroganza la propria bandiera. Da ultimo con la Lista Stella ha voluto contribuire attivamente e concretamente al dibattito politico e senza dimenticare la sua provenienza, il suo essere espressione della società civile, ha preferito rimanere concentrato sulle questioni. Con la Lista Stella, espressione autentica della società civile, ha condiviso il suo essere al servizio dei cittadini. Franceschino si è accorto della morte stessa della politica, sostituita dalla “governance”, in un sistema in cui l’azione politica è ridotta alla gestione, a ciò che gli esperti di management chiamano “problem solving”, cioè la soluzione immediata ad un problema immediato; ma così viene meno il senso della politica cioè una riflessione di lungo termine fondata su principi e su una visione discussa e condivisa pubblicamente. In un regime di governance siamo ridotti a piccoli osservatori obbedienti e dalla politica stiamo scivolando verso un sistema che tendiamo a confondere con la democrazia. “Occorre restituire dignità e ruolo ai partiti e, nel contempo, essere incisivi ai fini del miglioramento delle prospettive della nostra comunità”, ricordò alcuni anni fa al termine di una campagna elettorale. Nell’ultima, invece, evidenziò il bisogno di risposte concrete e di una politica che sia pensata e svolta in funzione della collettività, perché vanno riformati i partiti per renderli luogo operativo dove costruire soluzioni nell’interesse generale. I tuoi amici del CIC – Comitato per gli Interesse per il Cittadino vogliono ancora festeggiare per i prossimi anni l’amico Franceschino e se oggi è il tuo ottantatreesimo compleanno, sappi che i compleanni sono un nuovo inizio, segnano il momento di inseguire nuovi obiettivi con forza e coraggio. Auguri ad una persona speciale!