Un diario di emozioni.

Amarezze e gioie, sogni e desideri, presenze e mancanze di una vita ancora acerba.

“Attraverso le asperità, sino alle stelle” (edito da Albatros) il libro della giovanissima Marivita Murgese è tutto questo. Circa 40 pagine in cui la giovane autrice racchiude ricordi di infanzia, momento che definisce magico in cui tutto sembrava perfetto, contrapposti ad un periodo della vita da adulta, se adulta si può definire una donna di 24 anni, in cui tutto sembra più grigio.

Nella sinosssi si legge:

“Rita e Edward. Due ragazzi che non si conoscono ma che condividono lo stesso trascorso: la perdita dei propri cari. Rita subisce un gravissimo abbandono, da parte di suo nonno e della propria famiglia. Edward, invece, assiste a un episodio tragico, il tradimento dei suoi nonni ai danni dei propri genitori. Entrambi si rifugiano nella propria infanzia, parlano poco di sé e si aggrappano ai bei ricordi pur di non affrontare il dolore per le sofferenze che hanno vissuto troppo giovani.

Ma da questa sofferenza non può scaturire solo disperazione. Per aspera ad astra, ci dice Marivita Murgese: attraverso le asperità, sino alle stelle. Sempre”.

Rita, la protagonista delle pagine, è una ragazza molto legata alla famiglia, con un alto senso di appartenenza in cui trionfa un amore smisurato per i nonni, presenza predominante e fondamentale della sua vita (divisi tra il cielo e la terra, il motore della mia vita).

Una ragazza molto provata dalla vita, costretta ad un certo punto a crescere in fretta per affrontare e superare (brillantemente) con forza e tenacia, una malattia che le toglierà tanto (tra cui la sua spensierata adolescenza) ma le regalerà “un cuore nuovo”.

La sensazione che si prova leggendo il libro è che l’autrice abbia utilizzato penna e carta in maniera terapica. Rigo dopo rigo traspira la sua  sensazione liberatoria, quello stato dell’essere  che si prova dopo aver gettato sulla carta tutte le  emozioni, ma anche la sua delusione e “arrabbiatura” nei confronti, non tanto della vita quanto, delle persone che lei vorrebbe intorno.

E poi le difficoltà che non possono essere affrontate senza coraggio. Ed è proprio al coraggio che Marivita dedica un intero capitolo (il 9) “La vita non sempre va come vorresti: è un palco di emozioni e di follia, qualcosa di tanto imprevedibile da sembrare così irreale, alle volte………. La vita va oltre l’infinito, l’inimmaginabile. La vita è coscienza della vita stessa, è pienezza da degustare nel quotidiano, dei momenti passati e del futuro da vivere. Questo futuro, tuttavia, non è il domani, è fra due minuti. E’ l’immaginario che si concretizza, il desiderio che prende forma .……..tuttavia c’è la parola “coraggio” di altrettanta bellezza”.

Un libro semplice o forse meglio dire un cuore semplice racchiuso in un libro. Una  finestra sul mondo di Rita che racconta le stagioni del cuore piuttosto che quelle solari e metereologiche. Pagine a cui lei affida la speranza …..vorrei attraverso queste pagine, recuperare l’incanto di una emozione vera, come quella che prova un bambino quando, per la prima volta, incredulo, osserva la magia dell’arcobaleno.

L’arcobaleno, si…bisogna tornare a osservare i suoi colori.

Ma Marivita Murgese i colori dell’arcobaleno li possiede in sé. Nella sua giovane età; nella capacità di superare gli ostacoli; nella positività con cui osserva la vita e nella capacità di sognare ancora….come solo un cuore puro può e sa fare.

Note dell’autore