Dalla pagina social de L’Espresso apprendiamo la buona notizia secondo cui “Il giornalista Ahmed Shihab-Eldin, dopo 52 giorni in carcere in Kuwait, è stato assolto. La sua “colpa” era quella di aver ripreso e diffuso i video dei missili lanciati dall’Iran. Cadono quindi tutte le accuse – diffusione di informazioni false, danno alla sicurezza nazionale e uso improprio del telefono – nei confronti del cronista statunitense-kuwaitiano, che insegna all’università di Bari Aldo Moro.” Una buona notizia che è stata diffusa dal “Committee to Protect Journalists (Cpj), che fin da subito ha seguito il caso. Con l’avvocato di Shihab-Eldin che ha confermato la sentenza di assoluzione emessa oggi da parte del tribunale speciale. Il Comitato ne aveva immediatamente chiesto a liberazione contestando le accuse “troppo vaghe e ampie, usate di routine per mettere a tacere i giornalisti indipendenti”. Jodie Ginsberg, direttrice del Cpj, ha dichiarato: “Siamo sollevati che Ahmed Shihab-Eldin sia stato dichiarato innocente dopo 52 giorni di detenzione. La libertà e la sicurezza di Ahmed rimangono la nostra massima priorità e continueremo a monitorare il caso da vicino”. L’Ateneo barese nell’esprimere soddisfazione per l’esito della vicenda, ricorda che Shihab-Eldin collabora con testate dal calibro del New York Times, Al Jazeera e Bbc e ricostruisce così la vicenda: “Shihab-Eldin era stato fermato dalle autorità locali lo scorso 3 marzo 2026 mentre si trovava nel Paese per far visita alla propria famiglia. Dopo 52 giorni di detenzione, la sentenza odierna riconosce la sua totale innocenza, ponendo fine a un periodo di grave incertezza per il giornalista, i suoi cari e l’intera comunità universitaria”.”Siamo entusiasti che Ahmed sia stato prosciolto dalle accuse e che la sua integrità sia stata confermata” ha dichiarato il rettore dell’Università Roberto Bellotti. “Ahmed non è solo un giornalista pluripremiato ma è anche una risorsa preziosa per i nostri studenti. L’Ateneo continuerà a seguire da vicino la situazione per garantire che il rientro di Shihab-Eldin avvenga “in totale sicurezza e nel pieno rispetto della sua incolumità.”

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