“Dai la cera, togli la cera” è la celebre frase del maestro Miyagi nel film Karate Kid (1984) con cui insegnò a Daniel LaRusso i movimenti base della difesa a cui deve essersi ispirato il governo Meloni che, per mettere una pezza al buco del DL in approvazione alla Camera con l’ennesimo voto di fiducia, ha approvato un DL correttivo in un CdM tenuto al volo. l decreto sicurezza è stato convertito in legge. E’ quanto si evince dalla nota dell’ANSA di poche ore fa in cui si annuncia che “Il decreto sicurezza è stato convertito in legge. L’Aula della Camera l’ha approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari ed un astenuto. Il testo è stato approvato dopo la fiducia e una maratona di due giorni che si è conclusa stamattina.” Ed anche che “Intanto il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, in una riunione lampo durata pochi minuti ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti, che contiene un correttivo al decreto sicurezza convertito in legge dalla Camera.” Un pastrocchio per correggere la norma che assegnava 615 euro agli avvocati a patto che i propri assistiti immigrati accettassero di rientrare nel proprio Paese spontaneamente. Con il nuovo provvedimento correttivo, una nota del Governo spiega che “si sopprimono le parti del testo che fanno riferimento al Consiglio Nazionale Forense indicandolo come uno dei soggetti con i quali il Ministero dell’interno collabora per realizzare i programmi di rimpatrio volontario assistito e al quale è attribuita la funzione di ripartizione del compenso spettante per l’opera prestata a favore dello straniero rimpatriando. Di conseguenza, si prevede che con decreto del Ministro dell’interno saranno definiti anche i criteri per l’individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l’attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso“. Durante l’approvazione definitiva del DL alla Camera le opposizioni hanno protestato mostrato cartelli con la scritta “La nostra sicurezza è la Costituzione“. Durante la seduta vi è stata anche una staffetta canora con tutti i deputati in piedi che hanno cantato l’Inno di Mameli, prima intonato dai deputati del centrodestra e poi seguiti dall’intero emiciclo. Mentre quando i parlamentari dell’opposizione hanno intonato Bella ciao, quelli di centro destra si sono sentiti offesi. Ed alla vigilia del 25 Aprile è tutto dire circa il concetto che costoro hanno delle fondamenta della nostra Repubblica e della sua Carta su cui pure hanno giurato. Prova ne sono gli applausi fragorosi dei deputati del centrodestra all’intervento di Gianfranco Rotondi, già democristiano di lunga data, ora deputato di Fratelli d’Italia che in merito a “Bella ciao” appena intonato, ha detto: “Voi cantate per dividere“. Della serie “il 25 Aprile è divisivo“. Ma se un cittadino italiano, peggio se parlamentare della Repubblica, ritiene divisivo il canto simbolo della lotta partigiana, vuol dire che è dall’altra parte. Quella sconfitta dalla storia. E pensare che il Presidente Mattarella poche ore fa ha ricordato a tutti che “I valori della Resistenza sono scolpiti nella Costituzione“.

Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.