Si è spento serenamente, sostenuto dalla sua salda fede religiosa, Antonio Giampietro, nato a Foggia nel 1926. Appartiene alla storia di Matera degli ultimi settant’anni e oltre; e ha raccontato molta storia di Matera. Pur di origini pugliesi, si sentiva materano più di tanti materani, perché la sua famiglia presto si era trasferita nella nostra città. Non aveva avuto una infanzia ed una fanciullezza quale l’avrebbe voluta.

La vita, durante la guerra e nell’immediato dopoguerra, era difficile. Perciò presto, conseguita la licenza di avviamento, cominciò a lavorare presso qualche ufficio pubblico o privato, si può dire in calzoncini corti. Ma la sua ambizione era quella di coltivare studi ulteriori e allargare la sua cultura. Disperatamente, perciò, conseguì il diploma magistrale, presto entrando nei ruoli della scuola elementare. Ma non era ancora contento. Attraverso molti sacrifici, dopo il diploma di Vigilanza Scolastica, si laureò in Pedagogia presso l’Università di Bari.

Vinto il concorso da direttore didattico, esercitò tale funzione ad Irsina e, poi, a Matera. Apparteneva alla schiera dei valorosi direttori didattici che, nell’immediato dopoguerra, molto si adoperarono per la battaglia volta a vincere la piaga dell’analfabetismo. Non si può dimenticare, in tal senso, l’alta direzione di un uomo saggio quale fu l’ispettore Errigo Palumbo, sulle cui indicazioni si allinearono direttori didattici come Giuseppe Scavetta, Giuseppe Matarazzo e, appunto, Antonio Giampietro (per gli amici Tonino).

Da direttore didattico, Tonino fece parte del movimento dei Maestri Cattolici; seguì l’orientamento pedagogico, tanto benemerito, del personalismo cristiano di Calò, Cottone, Gabrielli, Casotti e, alla lontana, Maritain. Altri modelli erano gli esponenti dell’attivismo pedagogico, che faceva capo a Dewey, Claparède, Decroly, Ferrière, Visalberghi, Codignola… La fase più gloriosa della scuola elementare italiana, per anni, fu, infatti, legata ai programmi del 1955. Tonino faceva parte del Centro Didattico Nazionale di Firenze ed era membro dell’IRRSAE di Basilicata. Si fece sperimentatore di nuove tecniche d’insegnamento.

Ma non si fermò alla sua funzione di direttore didattico. Era convinto che la scuola deve andare verso la società e la società, con le sue problematiche culturali e di vita, deve entrare nella scuola. Arricchì a tal fine la sua funzione, ricorrendo al contributo di pedagogisti di livello nazionale, non dimenticando corsi di formazione e l’opera anche di studiosi lucani e materani. Alcuni corsi da lui organizzati videro spesso la nostra presenza. Erano altri tempi.

Della società Tonino volle portare anche documenti, riferiti soprattutto al mondo sociale e antropologico. I ragazzi dovevano sapere da dove venivano e chi erano. Nella sua scuola si poteva trovare un traino, ma anche un calesse che proveniva dalla famiglia Gattini. Intanto faceva collezione di fotografie, cartoline, oggetti del mondo artigiano, contadino e scolastico, o del mondo religioso.

Fondò e diresse il Centro Studi di Storia delle Tradizioni Popolari di Puglia, Basilicata e Calabria, con sede a Matera, in via Passarelli e in via Santa Cesarea. Vi era ed è annesso un Museo intitolato al padre Rodolfo Giampietro. Lì si può trovare di tutto: dal pennino scolastico di una volta, al calamaio, al grembiulino, al banco, al quaderno con la copertina nera, alla cattedra, al panchetto, alla zappa, alla falce, all’aratro, al ferro di cavallo, alla campana di vetro sul comò, a tante Madonne, paramenti sacri, calici e simili… Fra l’altro si può trovare una preziosa collezione di libri di testo per la scuola elementare, a partire dall’Ottocento.

E’ materiale – diceva – acquistato sempre di tasca propria, togliendo, a sé e alla famiglia, piaceri e comodità che pure poteva concedersi. Fece persino una raccolta di pagelline di canzoni napoletane, perché, fra l’altro, si intendeva di musica ed era abile suonatore di violino.

La sua curiosità era, dunque, varia, anche se rivolta , di preferenza, al folklore lucano e alla scuola. Al mondo contadino cominciò ad interessarsi, poco più che ragazzo, lavorando con l’UNRRA CASAS e il gruppo di Friedmann. Né mancò di fare esperienza di vita politica quale consigliere comunale e, per qualche tempo, negli anni 1980, quale assessore all’ igiene.

Nella sua lunga vita, ha lasciato molte opere dedicate alla vita e storia materana, lucana, talvolta anche nazionale, spesso attingendo alla sua esperienza diretta. Fare l’elenco dei volumi da lui pubblicati sarebbe impossibile, trattandosi di una trentina di pubblicazioni. Possiamo ricordare solo alcuni dei titoli più impegnativi, quali Personaggi della storia materana, Almanacco della Lucania Basilicata, C’erano una volta…le arti e i mestieri, Il libro della vita, Il Natale dei poeti, Pasqua letteraria, Quando la scuola educava al risparmio, Storia e cronistoria della scuola in Italia e in terra di Lucania, Il libro di testo in Italia – Un secolo di scuola – 1850-1950, Dall’Italia unita all’Europa unita nel pensiero storico-pedagogico italiano, Il santo figurato, Frammenti di vita contadina – Sassi e Santi…

Per tanto lavoro, nel 1992 il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, gli concedeva la medaglia d’oro ai valori della scuola, della cultura e dell’arte. La città di Matera non se ne può e non se ne deve dimenticare.
Ciao, Tonino.