HomeCronacaAndiamo a sollecitare... Con Rovazzi il trattore sulla Tangenziale incompiuta di Matera

Andiamo a sollecitare… Con Rovazzi il trattore sulla Tangenziale incompiuta di Matera

Se ne parla da un ventennio e passa ma della tangenziale ovest all’abitato di Matera c’è solo un troncone…quello a ridosso di quello che un tempo fu l’ex castagneto Manfredi a ridosso del cavalcavia di via Castello innesto via Annibale di Francia. Quell’opera, se fosse stata realizzata,avrebbe potuto snellire – come ricorda Antonio Serravezza nell’amarcord su quell’opera dimenticta-il traffico cittadino che continua a gravare per gran parte lungo gli assi via Lucana-via Annunziatella-via Nazionale e via Gravina-via Dante- via incrocio del Pino che riceve il traffico da viale Europa-via dei Normanni e raggiunge via Timmari-via Annibale di Francia. Antonio Serravezza riprende quel progetto, finanziato, e poi accantonato per ragione di opportunità- Non resta che rispolverare il tormentone estivo del 2016 ”Andiamo a comandare” di Fabio Rovazzi https://www.google.com/goto?url=CAESYwHrOzAVlvnJIu5cobHu_kLCgTUjWQZFtltkSpGgkJ8s-WN3B8hlVwIdPFvn0fMP4ORUUUxWFiymQaeOmzt16AblVajK_jMXXjmD4CdRmuHdiINjhRg73vuP2mZWJ4EU7FZqrg Un brano scritto e interpretato dal popolare Rovazzi e prodotto dal duo di DJ Merk & Kremont- Chissà se provasse con un remake dal titolo a Ovest della Tangenziale di Matera…
AMARCORD TANGENZIALE OVEST foto Alessandro Castano

TANGENZIALE OVEST DI MATERA: 50 ANNI DI PROMESSE, UNA STRADA CHE FINISCE NEL NULLA E L’INGORGO DEL PINO SEMPRE LÌ.
La storia della Tangenziale Ovest di Matera comincia molto prima di quanto si possa pensare.
Il suo tracciato compare già nella pianificazione urbanistica degli anni Settanta. L’idea era semplice e di buon senso: creare una strada sul lato occidentale della città che permettesse di attraversare Matera da nord a sud senza riversare tutto il traffico sulla viabilità urbana.
Per molti anni è rimasta solo una linea disegnata sulla carta.
Poi qualcosa si è mosso davvero.
All’inizio degli anni Duemila, l’Amministrazione di allora decide di passare ai fatti. Nel 2001 il Comune avvia la realizzazione del primo tratto e nel 2002 mette a gara i lavori per circa 2 milioni e 350 mila euro, oltre quattro miliardi e mezzo delle vecchie lire.
Nel 2003 il primo lotto viene realizzato. È quello che vediamo ancora oggi.
Ma era solo il primo pezzo.
Il secondo lotto, quello cancellato nel 2006.
Il secondo lotto avrebbe dovuto proseguire verso via dei Normanni, aggirare Serra Venerdì e superare la zona del Pino con un viadotto.
I soldi per proseguire, almeno sulla carta, c’erano. Era stato inserito nel PISU 2002-2006.
Ed è qui che la storia si interrompe. Il progetto accumula ritardi e nel 2006, avvicinandosi la scadenza dei finanziamenti, il Comune decide di eliminare il secondo lotto. I fondi vengono rimodulati su altri interventi: 3,6 milioni per il Parco di Serra Rifusa, interventi per Castello, Macamarda, Quattro Evangelisti, 2,8 milioni per i Sassi.

Il paradosso.
Molte di quelle opere hanno avuto a loro volta ritardi enormi: Parco del Castello completato nel 2011, Macamarda nel 2017, Serra Rifusa rimasto incompiuto per anni dopo gara del 2010 e risoluzione del contratto. Nel 2011 il Comune doveva ancora rendicontare 15 milioni di euro dei vecchi fondi PISU. Chiusura solo nel 2012.
Quindi: si rinuncia alla Tangenziale per rispettare i tempi, ma anche le opere scelte al suo posto non rispettano i tempi.
E gli ambientalisti? No, fu una questione di tempi.
Si è parlato molto di impatto ambientale del viadotto. Problema reale, tanto che poi si sono studiate varianti meno impattanti. Ma dalle fonti ufficiali non risulta che furono le proteste a bloccarla. Risulta che fu eliminata per ritardi accumulati.
E poi? Vent’anni di silenzio.
Da allora sono passati vent’anni. La Tangenziale Ovest è tornata più volte nei dibattiti. L’ultima volta in cui è stata inserita in modo organico e strutturale nel programma di un Sindaco è stata nell’Amministrazione De Ruggieri.
Dopo di allora, solo annunci sporadici, studi e rinvii.
Il primo tratto costruito nel 2003, però, è ancora lì. E finisce esattamente come si vede in questa foto.
E anche l’ingorgo del Pino è ancora lì.
La domanda quindi è semplice e la rivolgiamo all’Amministrazione attuale:
Qual è oggi il destino della Tangenziale Ovest? Qual è la soluzione definitiva per l’incrocio del Pino?
Matera aspetta una risposta. Da cinquant’anni.

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