Parlano i dati, ma la burocrazia o altro… stanno superando ogni limite e Matera fa registrare ancora tre casi di contagi al covid 19, maturati negli stessi nuclei famigliari. Il sindaco, Raffaele De Ruggieri, la sua parte la sta facendo ma altri soggetti istituzionali vanno avanti imperterriti nel lasciare le cose come stanno. Non vorremmo che la lista dei contagiati su Matera aumenti. I nodi vengono al pettine e il gradimento di popolarità anche. E la gente sa distinguere chi ha fatto con la responsabilità la propria parte e chi, con senso di irresponsabilità, lascia correre.
LA NOTA DEL SINDACO
Tre nuovi positivi in uno stesso nucleo familiare, 28 contagiati su 43 a Matera hanno contratto il coronavirus in casa. Due le persone guarite
Il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, ha disposto, nella giornata di ieri, un’ulteriore verifica sulle condizioni dell’offerta economica di una struttura che era stata segnalata e che aveva dato la disponibilità ad ospitare i contagiati dal coronavirus che non necessitano di ricovero ospedaliero.
Il resoconto è stato comunicato alle autorità competenti perché si possa procedere con urgenza all’individuazione di un primo albergo sanitario nella città.
Nella giornata di ieri sono stati registrati in città tre nuovi contagi familiari e due persone guarite.
“A Matera, 28 dei 43 contagiati in isolamento domiciliare hanno contratto il virus a casa. Non si può più perdere neanche un solo minuto – spiega il Sindaco di Matera -. I nuovi tre casi di contagio, tutti registrati all’interno dello stesso nucleo familiare, certificano la necessità di isolare con urgenza i positivi al COVID-19 dalle abitazioni in cui risiedono con i propri congiunti, per evitare la diffusione del virus e salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Ospitare gli affetti da coronavirus in un unico albergo sanitario renderebbe inoltre più agevole anche il lavoro delle squadre anti-Covid dell’Asm che potrebbero così operare in maniera più rapida, senza dover raggiungere le singole abitazioni in cui dimorano i pazienti da monitorare. Il tempo delle riflessioni è finito, occorre agire”.
