Anche la redazione di Giornalemio.it ha inaugurato il percorso vaccinale iniziando dall’unica donna presente, quasi fosse un gesto da galantuomini. E’ stato un caso, chi mi conosce sa che oltre ad essere giornalista sono anche dipendete del Comune di Matera e dunque la 1° dose del vaccino mi è toccata in quanto dipendente pubblico (ma conoscendo i miei colleghi avrebbero comunque dato la precedenza ad anziani, donne e bambini).

Ad ogni modo, l’emozione è stata tanta ed è questa che voglio raccontarvi in poche righe.

Abbiamo scritto tanto sulle colonne del blog (soprattutto i miei colleghi Vito Bubbico e Franco Martina) sul mondo dei vaccini, del Covid, delle organizzazioni o disorganizzazioni che circondano la pandemia e l’aggiornamento costante quotidiano del bollettino regionale che arriva intorno alle 13,00.

Ora, invece, voglio raccontare il “come ci si sente” a ricevere la 1° dose sia dal punto di vista emozionale che fisico. Beh intanto ci si sente “fortunati” pensando alle oltre trentacinquemila vittime e a tanta sofferenza (fisicamente a distanza di 9 ore non ho ancora alcun sintomo anche se ne ho messo in conto alcuni nelle prossime ore) . Ci si sente come quando si inizia un nuovo percorso e si fissano gli obiettivi. Le ansie, i timori sono tanti ma altrettanta è l’adrenalina che segue un nuovo progetto che ci vede coinvolti. Certo coinvolti. Perchè credo che, anche nel caso del vaccino come in tutte le cose della vita, non bisogna essere passivi ma  metterci del nostro e cercare di “accoglierlo” con ottimismo e speranza (io subito dopo mi sono regalata anche espressino e dolcino).

     Stamattina appena fatto il vaccino con due splendidi sanitari, un dottore e una giovanissima infermiera che ringrazio per avermi messa subito a mio agio con professionalità ma anche tanta umanità ho scritto un piccolo post sul mio profilo facebook postando la fiala di Astra Zeneca che vi riporto. Sono stati questi i miei pensieri. Voglio essere ottimista, voglio tornare a progettare il mio futuro…..

Non posterò braccia con il cerotto nè aghi conficcati nei muscoli. Non so voi ma io non ne posso proprio più di vedere le stesse immagini da 3 mesi a qualsiasi ora del giorno e della sera (io poi che ho paura degli aghi). Voglio però dire la mia su quanto mi senta fortunata in questo momento perché è grazie a questa fiala se presto ritornerò ad abbracciare i miei genitori, i miei parenti, i miei amici. Se potrò programmare un viaggio o una giornata al mare, una pizza con una bella comitiva di amici, un caffè macchiato con le colleghe di lavoro. Quanto sarà bello tornare a visitare musei, andare al cinema, seguire le presentazioni di libri, convegni, concerti, eventi. Affacciarsi al belvedere di Piazzetta Pascoli e respirare a pieni polmoni, sorridere e chiacchierare con la signora accanto, turista per caso o per scelta a Matera. Il vaccino ….. l’unica speranza