Quando il troppo è troppo, anche i governi più amici degli amici, alla fine si incazzano. E così anche i permanenti titubanti Meloni & C. hanno alzato i toni nei confronti dell’alleato Israeliano sulle cui condotte stragiste si è tenuto un livello sempre basso. Ma era da maggio dello scorso anno che, con una lettera aperta, dieci giuristi chiedevano al governo italiano di non rinnovare il Memorandum con Israele, ravvisandone potenziali profili di incostituzionalità, innanzitutto per le violazioni dei diritti umani compiute a Gaza e, ora, anche in Libano. Ed era crescente in tal senso anche la richiesta delle piazze e delle opposizioni. Una situazione che si è ulteriormente complicata dopo che l’esercito israeliano ha colpito due veicoli italiani della missione Unifil a cui sono seguite prese di posizioni più nette sia di Meloni che del ministro degli Esteri Tajani. Ed oggi anche l’annuncio: “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”, fatto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly di Verona. Il riferimento è all’accordo di difesa tra Italia e Israele stipulato il 16 giugno 2003 a Parigi e ratificato dall’Italia con la legge n. 94 del 17 maggio 2005. Un accordo quadro per la cooperazione tra i ministeri competenti e le forze armate, basato su reciprocità che copre settori come industria della difesa, formazione, addestramento, ricerca e sviluppo, scambi di informazioni tecniche, operazioni umanitarie, sport militari e altro, con attuazione tramite accordi specifici. Un accordo che prevede un rinnovo automatico ogni cinque anni, salvo notifica scritta di recesso da una delle parti, che sarebbe avvenuto in automatico proprio ieri, il 13 aprile 2026, estendendo gli effetti fino al 2031. Ma il ministro Guido Crosetto ha scritto al suo omologo israeliano Israel Katz in tempo: “questa sospensione dell’automatismo ha effetto immediato”. L’accordo dunque resta in essere e potrà essere riattivato. Non c’è stato un recesso (per il quale sarebbero necessari 6 mesi). Poco e tardivo. Ma meglio di niente. Nel mentre il governo italiano potrebbe smettere di fare ostruzionismo a livello europeo in merito alla sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele ed associarsi agli altri Stati che lo chiedono da tempo. Oltre a tenere presente che parimenti l’Iniziativa dei cittadini europei “Justice for Palestine” volta allo stesso scopo ha superato in queste ore la soglia di un milione di firme (sono 1.025.424 le firme raccolte fino al momento in cui scriviamo) di cui ben 245.645 provengono dall’Italia (secondo paese per numero di sottoscrizioni, dietro alla Francia, che ne ha fatte registrare 383.609).”Oggi festeggiamo un milione di firme che chiedono alla Commissione europea e agli Stati membri di porre fine alla complicità nei crimini di Israele sospendendo l’accordo di associazione Ue-Israele”, ha scritto Justice for Palestine, sottolineando che è stato raggiunto un milione di firme in meno di tre mesi. E’ urgente che seguano atti concreti ed incisivi, compreso sanzioni, per fermare i bombardamenti, l’occupazione illegale dei territori e lo smantellamento dello stato di diritto.

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Chiedo scusa ma nel 2021 pd e m5s l’anno rinnovato.. fa cose buone “anche” questo Governo o “solo”?