Poesia e creatività vanno a braccetto, ma quando si esagera saltano equilibri e decoro, sopratutto quando si imbrattano e si impregnano di vernice pareti e muri in tufo dei rioni Sassi o del centro. Quasi quasi verrebbe la voglia di rispolverare ” Ho scritto t’amo sulla sabbia…” un noto brano di mezzo secolo fa cantato da Franco I e Franco IV ,che affidava quel sentimento alle onde del mare. Ma le immagini del fotoreporter di strada Antonio Serravezza confermano che allo sconcio non c’è limite e che gli ”ignoti” poeti imbrattatori se ne fregano della città e di quello che memoria e cultura e rappresentano. Pizzicarne qualcuno? Mica facile. Telecamere? Possono servire. Ma servono prevenzione ed educazione. Quanto ai poeti dei murales non sarebbe male coinvolgerli per decorare le tante facciate anonime e grigie dell’urbanistica cementizia e intensiva che meriterebbero un tocco di colore e poesia.


SI MOLTIPLICANO LE SCRITTE SUI MURI, IN CENTRO STORICO E SASSI.

Vasto è il campionario di frasi d’amore e di sesso che campeggia sui muri di case e lupanari, alcune romantiche, altre struggenti, molte decisamente oscene, anche con espliciti disegna. Ma, stiamo parlando degli scavi di Pompei e non dei muri dei nostri Sassi. Non sono più le solite. più o meno romantiche dichiarazioni d’amore, non sono più nemmeno le tradizionali scritte ispirate alla fede calcistica, piuttosto in ribasso sui muri della città. Ma non mancano quelli che il pennello in mano lo prendono tanto per fare qualcosa di alternativo, per dispetto o per noia. Fatto sta che le scritte sono ovunque, deturpano palazzi e monumenti, espressione del disprezzo per l’arte, i beni comuni, il patrimonio storico, il passato della città e il suo presente e futuro turistico. Tutto questo, in generale, è segno di inciviltà, perché la rivoluzione non si fa distruggendo quello che c’è di bello in una città, la sua storia, la sua arte. Il concetto, se vogliamo. è come i terroristi islamici che distruggono le vestigia storiche e archeologiche delle città al fine di cancellare il loro passato e la loro memoria. La novità è che, prima i materani non ci facevano caso, ora si arrabbiano a vedere il patrimonio storico e architettonico della città sfregiato. Io gestisco un gruppo Facebook molto famoso in città e da tre domeniche abbiamo organizzato dei tour domenicali per i soli residenti per conoscere meglio la storia della città. Durante i nostri percorsi nei Sassi siamo stati testimoni di questi muri rovinati con scritte inutili e sono dannose alla vista di chiunque le veda. Propongo di attrezzare alcune zone di passaggio frequenti con telecamere onde respingere questi personaggi senza orgoglio per la propria città.