mercoledì, 28 Febbraio , 2024
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Altragricoltura e Popolo produttivo a Roma il 15 febbraio

Saranno le aree gestite dalla Cooperativa Agricoltura Nuova in Via Castel di Leva 371 , a Roma, gli oltre 200 trattori che arriveranno da Campania, Lazio e Abruzzo su iniziativa dell’Associazioni Altragricoltura e Popolo produttivo. Una scelta non casuale per quello che la cooperativa Agricoltura nuova ha rappresentato nelle lotte contadine degli anni Settanta. Un esempio nel solco della tradizione per la protesta che intende far pressione sul governo italiano e sul quello dell’Unione europea, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità, ad affrontare il toro (o i bufali) per le corna, così da affrontare in concreto i problemi del settore primario. Ma occorre far presto con il fattore ”G”, che sta per globalizzazione, grande distribuzione e gestione finanziaria dei mercati che sta affossando e rischia di cancellare le piccole realtà del made in Italy.

POPOLO PRODUTTIVO e ALTRAGRICOLTURA

TUTTO PRONTO PER LA MANIFESTAZIONE DEL 15 A ROMA CONTRO LA CRISI

Roma, 12.2.24 ore 15 – Com Stampa del Popolo Produttivo e di Altragricoltura

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Definite questa mattina con la Questura di Roma le modalità operative che precederanno la manifestazione del 15 a Roma proposta dal Popolo Produttivo e da Altragricoltura.
Per sostenere la piattaforma inviata oggi al Senato ed al Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, arriveranno a Roma circa duecento fra trattori e altri mezzi di lavoro delle diverse categorie produttive provenienti dei presidi dal Casertano, dall’Abruzzo e dal Lazio che si posizioneranno entro le ore dieci del 14 febbraio presso le aree gestite dalla Cooperativa Agricoltura Nuova in Via Castel di Leva 371 (in zona Ardeatina, Divino Amore).
La scelta di quell’area e della realtà contadina (un’azienda biologica fortemente impegnata nel sociale) non è casuale: la Cooperativa Agricoltura Nuova è nata dalle lotte contadine degli anni ’70, è fortemente impegnata a sostenere e praticare i modelli agroecologici della Sovranità Alimentare ed ha già accolto nel 2009 la Marcia dei trattori che dalla Sicilia e dal Sud Italia arrivarono a Roma per denunciare in due mesi di iniziative la crisi e chiedere risposte.
“Ora, quindici anni dopo, la crisi dei produttori italiani è deflagrata mostrando chiaramente quanto profondo sia il malessere nel Paese e quanto grandi i ritardi della politica ed è decisivo che si ottengano risultati; è per questo che chiamiamo tutti alla concretezza degli obiettivi ed a evitare qualsiasi tentazione parolaia e demagogica” ha sostenuto Gianni Fabbris che per Altragricoltura sta coordinando le iniziative insieme ad Angelo Distefano del Popolo Produttivo.

Il giorno 14 di febbraio, presso il presidio ospitato nelle aree in Via Castel di Leva 371, il Coordinamento Unitario Contro la Crisi, che raggruppa decine di realtà sociali di diverse categorie produttive (agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani, balneari, ambulanti, ristoratori, partite IVA, piccole e medie imprese produttive e organizzazioni sociali e sindacali dei lavoratori) verrà illustrato in conferenza stampa al presidio il programma operativo dello svolgimento della mobilitazione del 15 che si avvierà con l’appuntamento in Piazza del Campidoglio fin dalle ore 13 e cui parteciperanno delegazioni numerose provenendo in autobus e con altri mezzi da tutta Italia.
La giornata di mobilitazione del 15, intitolata TELODOIOILMADEINITALY (vedi: https://telodoioilmadeinitaly,it) sarà preceduta da un evento con i trattori posizionati all’altezza del Colosseo ed ha l’obiettivo concreto di ottenere un incontro per presentare le richieste di Riforma e di misure urgenti sulla crisi sia al Parlamento che al Governo.
“E’ il momento che il Governo riconosca la crisi, dopo oltre un decennio di difficoltà per la piccole imprese accentuate da Pandemia, Lockdown, speculazioni finanziarie, energetiche e crisi di mercato è necessario un vero e proprio nuovo Piano Marshall e che l’Italia recuperi fino in fondo la sua vocazione agricola, turistica e manufatturiera.” commenta Angelo Distefano rinnovando l’appello alla partecipazione ed a guardare nel lungo periodo alla costruzione di una unità popolare sui progetti e le proposte.

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