Con un intervento del Presidente Vincenzo Santochirico che ha illustrato lo scenario entro il quale si inquadra questa “terza finestra” delle dodici che ci accompagneranno per tutto il 2019, è stata inaugurata nella serata di sabato presso la Fondazione Sassi la mostra collettiva: “Alchimia Archetipica“.

Presente un folto pubblico, l’ideatore della rassegna “12 Windows”, Giancarlo Chielli, i tre artisti che espongono, la curatrice della mostra Simona Caramia, una rappresentanza della Fondazione Matera-Basilicata 2019 (Ariane Bieou e Paola Lopes).

La collettiva si colloca nell’ambito del Festival La Terra del pane, progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, tema: Radici e Percorsi, sviluppa simboli ed elementi, sotto il vaglio della scienza alchemica, attraverso i lavori e le ricerche dei tre giovani artisti.

Come le “porte naturali” di Nicola Bevacqua, elementi che provengono dalla terra e che ad essa ritornano: in una visione alchemica e proto-filosofica sono la metafora dell’ambivalenza di finito-infinito, quel confine tra il concreto e l’intangibile.

Piuttosto che il processo di liberazione spirituale di Maria Luigia Gioffrè, le cui azioni assumono connotati mistici, che vanno oltre il mero significato materiale, giungendo in un luogo interiore, in cui la mente liberata si riconcilia con il simbolico dell’inconscio.

Sino alle installazioni luminose di Tommaso Palaia, che fa della terra il luogo delle stratificazioni geologiche ed al contempo l’elemento alchemico sublunare – secondo la disposizione aristotelica -, dalla cui sovrapposizione si genera l’illusione del Tempo.

Insomma, una narrazione a più voci che si muove dal particolare all’universale con il simbolico che cede il passo all’archetipico, ponendo l’accento sull’elemento alchemico pregnante della città: la Terra, con evidenti rinvii ad una interpretazione etimologiche del nome stesso di Matera.

Suggestioni che è possibile incrociare recandosi di persona a visitare la mostra allestita  nella Sala della Fondazione Sassi in via San Giovanni Vecchio n.24/27 e che resterà aperta al pubblico dal 26 gennaio al 20 febbraio 2019.

L’ingresso è libero e si potrà visitare tutti i giorni dalle 10 – alle 13 e dalle 16 alle 19. Giorno di chiusura: lunedì.

Dopo un breve intervallo con “tarallucci e vino” d’ordinanza la serata inaugurale si è chiusa -nella sala conferenze della Fondazione Sassi- con la suggestiva performance teatrale “Pezzi di pane“, portata in scena dall’ AMA  (Accademia mediterranea dell’attore) di cui all’associazione la Casa delle Agriculture di Castiglione d’Otranto.

E’ la messa in scena da parte di cinque donne (Angelica Dipace, Benedetta Pati, Giulia Piccinni, Antonella Sabetta, Carmen Ines ) di un rito apparentemente misterioso ma che era abbastanza frequente nella case di qualche decennio fa. Donne forti che impastano per ore e vegliano il pane prima dell’infornata di prima mattina, mischiando farina, le loro stesse vite e attraversando la storia con la evocazione delle famigerate tessere annonarie e i suoi bollini con cui si aveva diritto a pochi grammi di pane. Il pane….una fortuna ad avercelo.

A seguire il video della introduzione del presidente della Fondazione Sassi: