Ormai la frittata e fatta e non è escluso che accada ancora, magari per altre cose. Matera ”capitale europea della cultura 2019” ha avuto un danno di immagine dalla contorta vicenda sul divieto d’uso dell’acqua potabile, contaminata da coliformi fecali, rientrata dopo mezza giornata di analisi, disagi, speculazioni e di ironie alimentate dalle immagini sui Tg nazionali e da quel mare limaccioso e increspato di protagonistmi che è il web.

Si cercano responsabili, dimenticando che dopo la tragedia di Rigopiano, è bene agire di conseguenza. Ma serve coordinarsi, verificare e prendere una decisione.

Per farlo occorre agire all’insegna della competenza e del ‘calma e gesso” tenendo d’occhio i protagonismi del sottobosco della politica regionale, che ha recrudescenza in campagna elettorale utilizzando la presenza e il dosaggio batterico stanziale. La melma o morchia è bene che venga rimossa con forti getti di cloro.

La vicenda, aldilà della messa alla berlina mediatica, può essere valutata positivamente per mettere in guardia i ”faciloni’ di un pirotecnico 2019, dove potremmo misurarci con altre inaspettate emergenze o calamità. E’ bene monitorare situazioni di sicurezza, cominciando dalle chianche sconnesse o dalle velocità dei veicoli nei rioni Sassi che sono una potenziale fonte di immagine negativa per la città se un turista dovesse ferirsi per questo o quel motivo. E se dovesse capitare a un ospite illustre? Meno foto ricordo e post per esibizionismi che lasciano il tempo che trovano. Segnaliamo altri elementi di riflessioni sul web , con la vicenda dell’acqua non potabile .

E’ girato di tutto, tra psicosi, improperi, consigli utili di medici sul come comportarsi con i coliformi fecali e di praticoni convinti che l’acqua con quei batteri aiuti quanti hanno difficoltà a defecare. Goliardate. Ma anche argomenti seri come la speculazione di alcuni negozianti che hanno rincarato i prezzi sui fardelli di acqua. E’ una degli aspetti peggiori di questa vicenda sulla quale andrebbe fatta luce.

Del resto la cosa non ci ha meravigliato più tanto in una città dalla economia dalle mani libere, dove la esposizione dei cartelli dei prezzi e dei listini in molti casi sono diventati un optional. Turisti da spennare.

Ma queste volta è toccato ai concittadini, presi da panico, dal bisogno e dalla carenza di una cultura della protezione civile davvero carente. Una pecca di Matera 2019.

E non diteci che è colpa dei coliformi fecali…