L’azienda rispetti il lavoro di chi è in corsia”. L’appello è dell’operatore socio sanitario Vincenzo Dambrosio, volontariamente in forze al reparto U.t.i.r. predisposto per l’emergenza covid-19 del Policlinico di Bari, estratto da una lunga lettera che Dambrosio ha scritto per raccontare la situazione e per far emergere i punti critici per da porre all’attenzione dell’Azienda sanitaria pugliese.

Il fronte contro il covid – comincia l’ex consigliere provinciale materano – non è un fronte di guerra è un fronte di cura, esattamente il contrario. (…) Negli ospedali curiamo la gente, la guerra fa l’opposto. Probabilmente – aggiunge Vincenzo Dambrosio, fondatore dell’associazione Il Con-tantto – alla politica fa comodo trasformare in una emergenza bellica con richiami simbolici e fattuali terrificanti il proprio fallimento: questa non è una guerra è il risultato di 20 anni di tagli alla sanità pubblica. 17.000 posti letto in meno negli ultimi 15 anni.(…)”.

Quindi, la testimonianza pura e diretta: “E’ davvero difficile scrivere in questi momenti, personalmente ho scelto volontariamente di essere in questo reparto, nel padiglione Asclepios, animato da un principio molto semplice, concentrare le forze dove c’è più necessità. L’impressione dopo qualche minuto che sei lì, giustamente bardato fino all’inverosimile dove persino la comunicazione verbale è radicalmente compromessa insieme alla possibilità di bere, di andare in bagno, di asciugarsi, una goccia di sudore che ti verga fronte o cedere all’istinto di sistemarti quella maschera che ti costringe ad un respiro superficiale, è che stai dando il massimo con meno del minimo delle condizioni necessarie”.

Ecco insomma le richieste. Chiare e precise. Per migliorare il lavoro. “(…) Siamo – spiega Dambrosio – oltre la necessaria capacità di adattamento 21 complessi con il relativo imponente carico assistenziale per 3 infermieri un oss e 2/3 medici che di certo non sono seduti ad una scrivania. Siamo questi per una presa in carico totale dei pazienti, perché noi dobbiamo occuparci anche della colazione del pranzo e della cena e come accaduto domenica u.s. anche delle pulizie. (…) Abbiamo bisogno di molo più personale. (…) Per non parlare dell’igiene, da implementare in qualità e quantità”.

Fino a consigli ben più specifici: “Occorre in tempi rapidi una revisione dei percorsi per lo smaltimento rifiuti, per il trasporto all’esterno dei materiali che va ai laboratori. Occorre che ci viene profumatamente pagato si rechi nei reparti e predisponga le procedure adatte insieme agli operatori e non dietro una tastiera. Il mio – chiosa l’oss Dambrosio – è un appello accorato alla dirigenza dell’azienda affinché rispetti il nostro lavoro e non si produca in sforzi, come quelli di queste ore, per cui prima di iniziare il turno di lavoro dovremmo metterci in fila presso un magazzino muniti di badge, autocertificazione e copia del turno di servizio per ritirare i dpi che servono per svolgere la nostra giornata di lavoro (…)”.

Per migliorare la quotidianità dei fronti di cura.