Non bastavano moto, scooter, auto private e qualcuna con l’immancabile strofinaccio sulla targa per beffare le telecomere anche quando il varco è aperto, come accade nei giorni feriali, ma turisti e concittadini che vogliano visitare al tramonto i rioni Sassi- quando il clima si rinfresca- devono far attenzione dove mettono i piedi. Parte delle chianche sono spaccate o divelte, a causa del transito dei mezzi pesanti, e il rischio di finirci dentro e di mettere un piede in fallo c’è tutto.

Fatta eccezione, per via Bruno Buozzi dove si è intervenuti con delle efficaci colmate di cemento, il versante da via D’Addozio (Sant’Agostino) e carrozzabile di via Madonna delle Virtù è ridotto a un percorso accidentato. E vien voglia di intonare, parafrasando un noto brano brasiliano da clima carnascialesco ” Ahi, Ahi la chianca…intu Brasiu Tropical”, proprio mentre un cortese ristoratore della zona evita – sorreggendola per un braccio-che una signora finisca per terra. Mi riconosce e mi chiede se l’Amministrazione comunale ha programmato interventi per metterci una pezza. ” Seguo le pagine facebook degli assessori – dice Francesco De Giosa- ma non c’è nulla aldilà di foto e notizie su villa comunale, via Lucana, delle pulizie in centro o della pubblicazione degli eventi estivi della Fondazione. Perchè non si procede alle rappezzature come fatto in via Buozzi. Che ci vuole? La spesa è contenuta, in attesa di sostituire le chianche danneggiate che sono tante?” Osservazioni giuste. Chissà forse nel piano triennale delle opere pubbliche o con altri fondi. Ma c’è dell’altro, in via Fiorentini, dove un gruppo di turisti assiste a una interessante esibizione di tradizioni locali promossa da una associazione privata, mi segnalano ( questione già sollevata in passata) delle larghe fughe che separano le chianche. Anche in questo caso il rischio di inciampare c’è tutto. Una pecca delle cose che, per vari motivi, non sono state affrontate per tempo nell’anno da capitale europea della cultura 2019. Se ne riparlerà, chissà, nei prossimi mesi. Ma ormai l’immagine precaria e di assenza di manutenzione e decoro urbana resta. Peccato, visto il positivo lavoro di rappezzatura e di cuci e scuci fatto , per esempio, in piazza Vittorio Veneto.

Restando nei Sassi segnaliamo invece, ormai da alcuni giorni, la rimozione del cantiere in largo Madonna delle Virtù che consente la piena fruzione dell’area, in attesa che si intervenga per il ripristino dell’accesso (in sicurezza e con biglietto di accesso, come è giusto che sia)per il ponte sul torrente Gravina. Non chiamatelo ”Ponte Tibetano” che è tutt’altra cosa. La passeggiata serale nei Sassi continua con la marea di foto e selfies in piazza San Pietro Caveoso,con addobbi e armoniose luminarie per la festa dell’Assunta, e il via vai di avventori tra enoteche e ristoranti con tavolini all’aperto. Peccato che debbano sorbirsi rumori e fumi di traccheggianti motori diesel, giustamente in transito a varco aperto. Ma siamo a ora di cena… Un po’ di decoro. Altro che città smart, resiliente e tutti gli altri aggettivi da protagonismo fine a sè stesso che lasciano il tempo che trovano. Pensare al futuro open? Come no anche se gli slogan lasciano il tempo che trovano…ma partiamo dalla realtà del presente e con una immagine di decoro urbano che -nonostante gli sforzi e con i limiti delle attuali risorse- lascia a desiderare. Ahi ahi la chianca…