Se ne ‘ andato a 94 anni Lou Ottens, l’ingegnere olandese della Philips che negli anni ’60 aveva inventato le musicassette. Una invenzione, prodotta in 100 miliardi di esemplari, che consenti di ascoltare e riprodurre musica più a buon mercato dopo la stagione dei dischi in vinile. Quanti ricordi. Ne conservo un paio di scatole: musica e incisioni varie. Buttarle? Chissà prima o poi si smagnetizzeranno come le ingombranti ”cartucce” o le videocassette in vhs. Comunque le videocassette erano pratiche. Le si poteva portare in tasca, sentire in auto, a casa e ovunque ci fosse un riproduttore ”mangiacassette” sotto una radio, uno stereo. Il suono era decente e le ”musicassette” con nastro al ferro, al cromo della durata dai 30, 60,90, 120 minuti…e passa in qualche caso, avevano quell’intoppo ”una tantum” che a volte si bloccavano. E allora occorreva pazienza, sperando che quel nastro plastificato non si rompesse, per riavvitarlo nella custodia con una penna biro. Quel piccolo strato di spugna doveva garantire la pulizia del nastro, ma era meglio utilizzare il pulisci testine. Negli anni ’90 l’oblio con l’arrivo dei compact disc, che videro il contributo dello stesso Ottens, fino alle pen drive e al digitale -social da sempre connessi con la musica da ascoltare, scaricare, vedere ” a domanda” pagando o condividendo. Non è la stessa cosa: scegliere e inserire su un piatto (per i patiti dell’Hi fi) è una cultura da preservare. Un disco in vinile che parte , o sentire il debole fruscio dell’avvio di una vecchia musicassetta, riapre lo scrigno dei ricordi musicale. L’ultimo romantico. Grazie Lou e scegli pure il nastro che ti pare. Lassù nel paradiso della musica hai solo l’imbarazzo della scelta.