Non ha tardato ad arrivare (com’era prevedibile) la risposta di Genesio De Stefano già vice presidente dell’AVIS Nazionale per oltre 25 anni, membro dell’Esecutivo Nazionale per 35 anni, fondatore di AVIS Regionale di Basilicata, all’attuale  Presidente dell’A.V.I.S. Nazionale Dott. Giampietro Briola e alla Responsabile della Unità Operativa di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza Dott.ssa Clelia Musto che a seguito della conferenza stampa convocata dallo stesso De Stefano per sollevare qualche legittimo dubbio sull’incongruenza numerica circa lo stato delle donazioni ematiche relative al 2019 in Basilicata, (https://giornalemio.it/cronaca/la-stato-delle-donazioni-avis-secondo-genesio-de-stefano/) hanno replicato con una nota, il primo, e con una dichiarazione  alla TGR Basilicata la seconda (https://giornalemio.it/cronaca/briola-avis-nazionale-plaudo-al-lavoro-dellavis-basilicata/). Nella replica, di circa due pagine, Genesio De Stefano, nel rispondere al Presidente dell’A.V.I.S. Nazionale Dott. Giampietro Briola pone, allo stesso, ancora altre domande e non solo circa l’A.V.I.S di Basilicata. 

 

LETTERA APERTA

Prima di entrare nel merito delle repliche del Presidente dell’A.V.I.S. Nazionale Dott. Giampietro Briola, e del Responsabile della Unità Operativa di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza Dott.ssa Clelia Musto, mi piace sottolineare, prendendo spunto dalla lettera inviata dal dott. Briola agli organi di informazione, che io stesso in apertura della conferenza stampa del 22 gennaio u.s. ho comunicato a tutti i presenti che parlavo a titolo personale in quanto sospeso dall’A.V.I.S.
con ordinanza dei Probiviri Nazionali.
Deve sapere, dott. Briola, però, che ho anche argomentato questa mia sospensione fornendo copia di tutti i documenti necessari per un’autonoma valutazione su tale provvedimento.
La conferenza stampa che ho indetto e tenuto, era stata preannunciata alla Sede Nazionale nel momento in cui ho rimesso la mia tessera manifestando l’irrinunciabile intenzione di non rientrare più in A.V.I.S. dopo il periodo di sospensione in quanto non mi riconoscevo più in questa associazione per la perdita di valori, per l’inosservanza delle norme statutarie e regolamentari, per un uso distorto degli organi di giurisdizione interna.
Il Presidente dell’A.V.I.S. Nazionale e non già il Presidente Nazionale dell’A.V.I.S. interviene in una faccenda di carattere Regionale scrivendo direttamente agli organi di informazione regionale, facendomi tornare alla mente un analogo intervento inopportuno dell’allora Segretaria Nazionale dott.ssa Claudia Firenze che ebbe a scrivere al Sindaco di Potenza e a telefonare al Segretario Regionale del P.D. per il “caso Stigliani” (sospeso anch’esso per 24 mesi per essersi, come il sottoscritto rivolto alla Magistratura Ordinaria per ipotesi di reato di carattere penale).
Ho l’impressione che i dirigenti regionali dell’A.V.I.S. non avendo argomentazioni (voglio escludere l’ipotesi che non fossero in grado di replicare autonomamente) si siano rivolti a soggetti terzi per una difesa che ha sortito l’effetto contrario. Forse il Presidente Briola non ha considerato che la Basilicata oltre ad essere terra generosa e solidale è anche terra di menti pensanti. Cosa significa scrivere “da molti anni si sta facendo strada un modello di donazione basato sulla programmazione e sulla chiamata, raccogliendo la quantità di sangue che effettivamente serve ed evitando così di raccoglierne in eccedenza”?. Viene spontaneo chiedersi allora come mai in 11 regioni si è raccolto in esubero tanto da inviare 1.750 unità in Basilicata, così come c’è da chiedersi se sono cambiate le leggi e le normative di settore, infatti in tutte, dico tutte, c’è chiaramente scritto che è obbligo delle regioni concorrere all’autosufficienza nazionale con tutto il proprio potenziale donazionale. E poi, forse non sa il dott. Briola che sono state importate unità di
sangue da Andria e da Barletta, da Palmanova, da Milano ed anche dalla sua Brescia in quasi tutti i mesi dell’anno. Siamo tornati forse a trent’anni fa? Quando il Nord sopperiva alle carenze del Sud con l’invio di circa 200.000 unità/annue incassandone il relativo rimborso previsto per legge. Io ho tentato di invertire questo trend. Nella mia intervista, Signor Presidente, ho invitato a riprendere a donare, ho argomentato il valore di tale gesto. Con la sua lettera ha vanificato questo mio invito disincentivando tantissime persone.
Si dovevano contestare nel merito i dati da me pubblicizzati, non è stato fatto, al di là della fonte.
Quando in una piccola realtà come la nostra si dichiarano 5.550 donazioni di piastrine a fronte delle 247 effettivamente realizzate, diventa facile smentire i dati dichiarati, le bugie hanno le gambe corte.
Altro passaggio della Sua lettera meritevole di una giusta riflessione, è l’apprezzamento che Lei rivolge agli attuali Dirigenti Regionali A.V.I.S. di Basilicata. Io questi apprezzamenti li ho rivolti ai donatori, poiché sui Dirigenti avrei tanto da dire. Mi sono limitato soltanto a descrivere le cose più significative che avevamo realizzato e che l’incapacità e l’insipienza hanno vanificato.
Quanto alla economicità e all’azione della Dirigenza Regionale di A.V.I.S. Basilicata, la informo che il 15 di luglio u.s., dopo la mia sospensione (e non prima), ho esposto al locale Comando Provinciale  della Guardia di Finanza, una segnalazione/denuncia per concussione, collusione, falso in Bilancio, appropriazione indebita etc., allegando una serie di documenti probatori (già in possesso della Sede Nazionale da oltre 4 anni e tacitamente ignorati). Chi è a conoscenza di ipotesi di reato ha l’obbligo della denuncia e non già della copertura, altrimenti si diventa corresponsabili. La Guardia di Finanza ha effettuato i dovuti accertamenti preliminari e, ritenendo che ci fossero gli estremi, ha inviato tutto alla Procura della Repubblica il 1° agosto 2019. Come vede, quando io ebbi a dirle “ci confronteremo in Tribunale” prima o poi si realizzerà. Sarà forse anche l’occasione per chiarire quali siano state le cause che
hanno portato alle dimissioni del Suo predecessore, dopo un solo anno di mandato, ed alla conseguente Sua nomina.
Chiariremo ancora di più come mai la ditta Emotrans ha determinato (trasmissione televisiva “Le Iene”) un terremoto a livello di A.V.I.S. Nazionale e di A.V.I.S. Regionale Campania, ed in Basilicata, proprio dove nasceva l’inchiesta, nulla è invece cambiato. Non ci saranno mica delle connivenze?
Per quanto concerne invece l’intervento della dott.ssa Musto, l’unica espressione che merita citazione, è quella che la stessa ha riportato nell’intervista “non sempre le Associazioni di volontariato hanno risposto all’appello, ciò nonostante siamo in una situazione di equilibrio”. Ed è proprio questo il punto, oggi siamo ancora in una condizione di equilibrio, domani potremmo non esserlo più.
Due anni fa la mia A.V.I.S. Comunale di Potenza promosse un Convegno sul tema “La persistente carenza di sangue, responsabilità, politiche tecnico sanitarie ed associative, analisi e proposte nell’esclusivo interesse degli ammalati”. La dott.ssa Musto partecipò a quel Convegno, A.V.I.S. Nazionale ed A.V.I.S. Regionale Basilicata, seppur invitati decisero di disertare ma all’epoca nessuno osò replicare. Oggi propongo gli stessi temi, gli stessi dati seppur aggiornati, le stesse parole, e preoccupati ci si rivolge a soggetti terzi che senza nessun titolo (vista l’autonomia processuale ed amministrativa di ogni livello associativo) si esprimono creando ulteriori danni.
A completa disposizione di chi volesse confrontarsi su questi temi, con un confronto che avvenga però pubblicamente, senza più che nessuno possa nascondersi dietro lo scudo della carta intestata o di titoli altisonanti.
Genesio DE STEFANO