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A PROPOSITO DELLA LIBRERIA DELL’ARCO

Tanti ‘’ che possiamo fare?’’, ‘’ Ma è vero?’’ ai precedenti servizi sui fitti al rialzo che rischiano di far chiudere o trasferire uno dietro l’altro i presidi culturali della Città dei Sassi (dalle librerie, alle biblioteche, alle edicole) per far poste ai negozi della filiera della ristorazione ‘’fast food’’ a supporto del mercato turistico in prospettiva Matera 2019. Una tendenza e un fenomeno ‘’contraddittorio’’ rispetto agli auspici e alle indicazioni di Matera capitale europea. Porre barriere non sembra possibile, ma qualcosa per ‘’preservare’’ questi presidi va fatto.

La Libreria dell’Arco, vedi i servizi sull’argomento, è tra queste. I gestori vanno avanti in silenzio e ringraziano per tanta attenzione. Di certo non molleranno e continuano a ricevere attestati di simpatia e di sostegno, come quelli di Paquale Di Pede, cantautore e musicista impegnato, legato alle radici della città e lancia una proposta. Eccola.

La passione per la lettura e più in generale per la cultura appartiene a pochi. E quei pochi si uniscono ai molti quando si tratta di nutrire il corpo e soddisfare il palato. Si tu puoi chiamarla capitale della cultura ma l’esplosione è nel soddisfare il gusto culinario. Puoi anche ricercare l’evento che illumina le coscienze e apra la mente ma lo stomaco si apre di più e non può attendere come la lettura di un libro. Più piatti offri e meno soffri.

Comunque per non portarla alla lunga, perché l’educazione alla cultura richiede tempo e risorse, per salvare la libreria qualcosa si può fare. Allargare la gestione ad un terzo socio: costui dovrebbe rappresentare tanti individui disponibili a versare una quota minima.
Da non scartare l’idea di una formula da caffè letterario richiamando l’attenzione e l’intervento delle istituzioni perché questa contraddizione stridente di chiusura di una libreria mentre la città viene eletta capitale della cultura è culturalmente inspiegabile.
Certo sono favorevole perché anche gli spazi pubblici, Museo Palazzo Lanfranchi, Auditorium, Mediateca, Biblioteca,Casa cava ecc. siano ravvivati e utilizzati di più, sperimentando forme nuove e miste di gestione affinché la cultura e l’arte siano appetibili almeno quanto i buoni piatti della nostra tradizione.”
(Pasquale Di Pede)
PS E’ gradito un contributo e/o una formale adesione all’idea, per capire se esistono i presupposti a procedere.
GRAZIE

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