Nella città del mattone e capitale europea della cultura per il 2019 una casa, una Loggia della muratoria del Grande Oriente d’Italia manca da quasi 30 anni, quando problemi di ”riorganizzazione ” interna alla Massoneria portarono a spaccature e divisioni e a percorrere strade diverse.

Figure come il capo dei telegrafisti del Regno d’Italia, ingegnere del Genio, Giambattista Pentasuglia e fondatore dell’omonima Loggia della Città dei Sassi potrebbero segnare la ricostruzione della Loggia.

Un obiettivo non impossibile, come ha rimarcato il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, il giornalista senese Stefano Bisi, a Matera per un convegno sulla ”Massoneria in Basilicata” svoltosi nell’assiepata sala di Palazzo Gattini con il contributo di Vittorio Prinzi e Tommaso Russo, autori del libro “La Massoneria in Basilicata dal decennio francese all’avvento del Fascismo”.

E all’evento, il primo con la massima autorità del Grande Oriente a Matera, ha richiamato oltre ad alcuni massoni provenienti anche da fuori regione, qualche volto noto, curiosi, ma anche appassionati di storia della Basilicata per la filiera di Ordini (a cominciare dai Templari) fino alle società segrete del passato lungo il solco del giacobinismo, per passare alla Carboneria e alla Massoneria di rito e tradizioni diverse, fino alle benemerite ”aperture” sociali che nell’ambito degli ideali liberali e del volontariato portarono alla nascita dello scoutismo e della variegata filiera dei club service, spesso nati da intuizioni da maestri muratori di Paesi anglosassoni.

Curiosità a parte il Gran Maestro Bisi ci tiene a posare la prima pietra, in tufo visto che siamo a Matera, della nuova Loggia e indica un percorso per arrivarci.

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Intanto – afferma – abbiamo colto l’occasione del libro scritto da due esperti. Vogliamo cogliere l’occasione per presentarlo anche in altri centri della Basilicata, perchè si è visto che nell’Ottocento e agli inizi del Novecento c’erano logge massoniche anche in piccoli centri e non solo nei due capoluoghi. Mi piacerebbe che anche Matera , messasi in luce per l’impulso profuso nella candidatura a capitale europea della cultura 2019, possa avere una Loggia del Grande Oriente. E’ l’unica città, capoluogo di provincia , a non averla . Ci sono alcuni fratelli. Sono pochi, si contano sulla dita di una mano. Ne occorre almeno sette per costituire una Loggia. Altri sono iscritti al Grande Oriente ma frequentano altre logge. Fino a 20-25 anni, poi per vicissitudini interne è stata demolita”

Nel Grande Oriente non ci sono donne iscritte, ma hanno una Loggia loro, denominata ”Stelle d’Oriente”. “Non c’è pregiudizio verso le donne– ha aggiunto il Gran Maestro. Un loro ingresso nel Grande Oriente d’italia?. E’ un percorso molto lungo”.

E a proposito di Grande Oriente, dati a luglio 2015, gli iscritti sono 22.561, con 800 domande di iscrizione nei primi tre mesi dell’anno…un trend positivo e con una età media di 50 anni espressione di diverse fasce sociali. I costi di iscrizione e di partecipazione sono contenuti, in media 500 euro l’anno, ma variano da situazione a situazione in relazione al numero di logge, di iscritti e di spese vive per gestire sedi e attività. Si accede su presentazione di altri affiliati e comunque dopo attenta valutazione dei requisiti. Per sapere di più come potete consultare il sito www.grandeoriente.it

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Certo è che la Massoneria, in generale, deve superare un problema di luoghi comuni offuscati dall’operato di cattivi maestri e muratori che hanno operato sul crinale oscuro del rapporto tra politica, affare e malaffare nei traffici e nelle operazioni più disparate. Occorre una operazione di trasparenza e di legalità per superare queste incrostazioni, magari rendendo note o pubblicando sui siti internet le liste degli iscritti.

Una richiesta che non trova d’accordo il Gran Maestro Stefano Bisi. ”No…perchè non avrebbe senso -dice l’alto rappresentante del Grande Oriente .Io non sono curioso di sapere chi sono gli iscritti a una associazione ,partito. Sono curioso di sapere cosa fa quella associazione, quel partito. Poi se mi fa piacere darlo. Ci sono numeri di telefono…io non ho mai rifiutato il dialogo con nessuno. Le liste hanno poco senso, perchè si trasformerebbero in liste di proscrizione. Perchè è vero che pregiudizi sono stati superati verso la Massoneria, ma non completamente. Ad esempio ci sono delle leggi, una in vigore nella regione Toscana del 1983, dove si imponeva a tutti gli amministratori pubblici di dichiarare le associazioni di appartenenza. E’ una legge antimassoni e quindi credo che quella legge fosse contro la libertà di ogni cittadino di tenere per sè le proprie inclinazioni politiche, culturali, religioni. Con quella legge si minano i diretti fondamentali dell’uomo, la riservatezza. Perchè? Se io fossi il padre di un bambino talassemico e facessi parte della associazione ”genitori bimbi talassemici” io che diritto avrei  di dichiarare che mio figlio ha quella malattia?”.

Cosa può fare la Massoneria per la ripresa italiana? Bisi  non ha ricette, ma indica tolleranza, dialogo e impegno per affrontare questioni come lavoro e immigrazione.

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”Non abbiamo -dice – una ricetta per salvare o rilanciare l’economia, però possiamo dare a questo Paese un’idea, che è quella del principio fondante della libera muratoria,la tolleranza”.

Cita in proposito l’onorificenza ”Galileo Galilei” conferita al sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini per l’impegno profuso nel soccorso ai p

rofughi e quello fu uno dei primi atti adottati all’inizio del suo mandato nella primavera del 2014. ”L’onorificenza -aggiunge Bisi- il Grande Oriente la dà a chi, non massone, si adopera  per il bene dell’Umanità ed è stata data a questa donna. Questo è un segno, un piccolo simbolo che il Grande Oriente può dare a questo Paese, nel senso che i massoni non buttano in mare chi arriva, ma invitano all’accoglienza seguendo delle regole che poi spetta ai governi dare. Il nostro spirito è quello di accomunare persone diverse, capaci di stare assieme, capaci di ascoltare senza sovrapposizioni, confrontarsi. Se questo metodo passasse in altre realtà potremmo risolvere in concreto molte cose, trovare soluzioni”.

Ma servono anche gli appelli al buon senso e a rimboccarsi le maniche.” Sono intervenuto -ha aggiunto il Gran Maestro-  su situazioni stringenti di crisi, come accaduto per le acciaierie di Terni, affinchè si trovasse una soluzione per quel territorio così come le acciaierie come per Piombino, in un momento di grande difficoltà ho ricordato che nel dopoguerra fratelli massoni di Piombino si adoperarono per lo sviluppo di quella città. Noi non abbiamo ricette sul nulla, però il nostro metodo che è quello del dialogo, del confronto se adottato in tutti i consessi civili porterebbe alla soluzione dei problemi”.

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UN APPROFONDIMENTO  PER FRANCESCO LOMONACO

In attesa della riapertura della loggia materana restano da approfondire le pagine sulla presenza e attività massonica a Matera e sulle figure che l’hanno caratterizzata a cominciare da Giambattista Pentasuglia,che lasciò un impronta indelebile nella storia dei ‘’Mille’’ e nella infrastrutturazione telegrafica con la posa di cavi sottomarini in Italia e all’estero.

Ricordiamo il giurista e politico montese,  Francesco D’Alessio, poi l’ archeologo Vittorio Spinazzola. Altre figure come  il patriota  ellenista Francesco Lomonaco di Montalbano Jonico che mori’ per la Repubblica Partenopea rientrano nella filiera giacobina, assimilata in maniera ampia negli anni a Carboneria e nell’alveo più grande delle Logge Massoniche.

Un approfondimento sul tema, nella corposa Biblioteca del Grande Oriente d’Italia, potrà consentire di dare la giusta dimensione alla figura di Lomonaco. Studiosi di storia montalbanese come Vincenzo Maida, infatti, nell’ambito dell’interesse destato dal primo articolo pubblicato da giornalemio.it (https://giornalemio.it/eventi/massoni-a-matera-con-il-gran-maestro) hanno espresso perplessità sulla affiliazione di Lomonaco alla massoneria.

’’ Posso sbagliarmi –dice Maida-  ma non credo risulti da nessuna parte l’appartenenza di Francesco Lomonaco alla massoneria…anzi sembra che pagò il prezzo di questa sua mancata affiliazione sia in vita che da morto.In vita fu forse l’unico esule a cui non fu mai consentito di rientrare nella sua terra….Da morto, nonostante la richiesta fosse stata inoltrata da tempo, per collocare un suo busto al Pincio tra i 300 italiani illustri, fu necessario aspettare finisse il mandato di sindaco l’ ebreo di origini anglo-italiane, cosmopolita, repubblicano-mazziniano, massone dal 1887, laico e anticlericale, Ernesto Nathan. Fu il primo sindaco di Roma estraneo alla classe di proprietari terrieri (nobili e non) che aveva governato la città fino al 1907 Fu sindaco dal 1907 al 1913.,Costui ricoprì la carica di gran maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1896 al 1904 e dal 1917 al 1919’’.

E vanno ricordate le celebrazioni del 30 settembre 2010, per il bicentenario della morte del patriota e letterato, che videro la partecipazione nel Parco del Pincio dei sindaci di Roma Gianni Alemanno, di Montalbano Jonico Vincenzo De Vincenzis, del presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vincenzo Folino e del vicepresidente Romeo Sarra.

La manifestazione, voluta dal Comitato per le celebrazioni presieduto da Leonardo Giordano, ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e amministratori di Montalbano e la banda musicale- Il busto marmoreo di Francesco Lomonaco, opera dell’architetto Vito Pardo, fu collocato al Pincio, dove è custodito il Pantheon del Risorgimento italiano, il 22 novembre 1911.