Accompagnati da figli o parenti, qualcuno da solo, gli anziani over 80 della Asl di Matera si sono sottoposti al vaccino anticovid ( somministrata la prima dose di Pfizer) con senso di responsabilità e pazienza presso il capannone ambulatorio, donato lo scorso anno degli Emirati del Qatar e allestito davvero in maniera funzionale dalla Asm.

E tra i vaccinati anche una centenaria, la signora Teresa Morrone, che affrontato la prova con serenità seguendo tutte le prescrizioni del personale medico. E con lei altri, uomini e donne, contattati dal Cup della Asm. Nel corso della prima giornata è toccato a una settantina di loro. Un numero destinato a crescere con il coinvolgimento dei medici di medicina generale che conoscono la popolazione anziana e possono contattare, eventualmente, i parenti per la eventuale vaccinazione. Naturalmente e, di pari passo, dovranno arrivare i vaccini altrimenti saremo punto e daccapo.

E questo è il limite della campagna vaccinale insieme ad aspetti organizzativi che vanno messi a punto per tempo. Buona volontà e professionalità ci sono. Ma non si può sperare nell’aiuto della Provvidenza o, peggio, di affidare il capitolo prenotazioni a una farraginosa e dispendiosa piattaforma digitale postale…Concretezza e programmazione. Segnali precisi a Potenza e a Roma. La sanità lucana non ha bisogno di voli pindarici e di dilapidare 23 milioni di euro per una facoltà di medicina a numero chiuso, ex novo e avulsa dal territorio. Quelle risorse andavano spese per potenziare i servizi di base, la medicina del territorio, le strutture sanitarie rimuovendo, per quanto possibile, cause legate alla precarietà di programmazione dell’ultimo decennio. Non meravigliamoci se la migrazione sanitaria va avanti da sè, come il ”Carrozzone” di Renato Zero…