Potete ironizzare quanto volete ma le opere pubbliche realizzate durante il Ventennio fascista sono ancora lì, a testimoniare la validità della progettazione e dell’uso dei materiali. Certo i costi in migliaia di lire dell’epoca erano di ”rilievo”, ma le opere del ”Genio Civile” hanno resistito a terremoti e ad altre calamità. I ponti del Metapontino, a una sola arcata, da Policoro a Valsinni, sono ancora lì e in più occasione ne abbiamo sollecitato interventi di manutenzione e restauro, per la loro rifunzionalizzazione e valorizzazione storica, architettonica e turistica. Guardate cosa è accaduto a Genova con il viadotto Morandi sulla A 10, lasciato deperire nonostante mostrasse i segni del tempo. Saranno le inchieste giudiziarie a dimostrare come sono andate le cose e a individuare responsabilità, irresponsabilità e coperture politiche che hanno portato ai disastri e ai lutti evidenti. Il governo giallo-verde è deciso ad andare avanti fino alla revoca della concessione alla società Autostrade e a riportare nell’alveo statale- e sarebbe ora- la gestione delle infrastrutture . E su questo aspetto condividiamo facendo tesoro di quanto accaduto per altri servizi di pubblica utilità con i privati che hanno fatto business, mentre altrove- citiamo Germania, Spagna o Francia- settori come comunicazioni, telecomunicazioni ed energia sono saldamente nelle mani dello Stato. Torniamo al passato sotto questo aspetto, ma con le professionalità e le responsabilità giuste per ammodernare il Bel Paese. E la Basilicata sulle stampelle, tra frane, dissesti e viadotti a rischio è uno dei tanti esempi del degrado del territorio, con la complicità ‘distratta’ di buona parte della politica locale. Anche qui serve una svolta autorevole…buona progettazione e periodica manutenzione. Gli esempi vengono dal passato e qualcuno, come abbiamo scritto in un servizio del 23 agosto 2015, sta investendo nel futuro ”Ritornando dove già fummo” https://giornalemio.it/ambiente/in-tour-nella-matera-del-ventennio/