Anniversario bagnato, per via della pioggia, anniversario fortunato…per tutto quanto i primi abitanti del quartiere, figli e nipoti hanno fatto da quel 13 maggio di 70 anni fa con l’assegnazione degli alloggi alle famiglie dei rioni Sassi, dopo una legge seguita alle prime denunce di Carlo Levi nel libro ”Cristo si è fermato a Eboli”, e del lavoro fatto in parlamento da parlamentari di diversa formazione come Alcide De Gasperi (dc), accompagnato dal lucano Emilio Colombo, e Palmiro Togliatti (pci). E la chiesa dell’Addolorata, piena in ogni ordine di posti, come accade durante le funzioni religiose e di altre iniziative promosse dal parroco don Michele Larocca, ha celebrato con attenzione l’evento partecipando a un convegno a più voci, come era stato annunciato nel corso di una conferenza stampa nei giorni scorsi https://giornalemio.it/cronaca/buon-compleanno-rione-serra-venerdi-tra-ricordi-fede-identita-e-ricerche/.

Tanti ricordi a cominciare dalla mostra fotografica con foto in bianco e nero,resa possibile dalla disponibilità di famiglie, archivi privati, con immagini relativi a un quartiere in costruzione, con le strade sterrate, l’arrivo delle famiglie, i bambini a giocare per strada, quelli della colonia, la consegna delle chiavi con ”il Presidente” l’on Emilio Colombo con il sindaco Giuseppe Lamacchia e altre autorità, la visita dell’Arcivescovo monsignor Giacomo Palombella, le immagini del primo matrimonio nell’attuale chiesa, del parroco don Mimì Morelli e quella di vita, triste, di un funerale con la bara che viene fatta uscire da una finestra, a causa degli spazi angusti delle scale. Foto accompagnate dai commenti di persone con i capelli bianchi o dagli eredi. Eccone alcuni: ” Io abitavo qui…eravamo in cinque…non ci conoscevamo con le altre famiglie…poi abbiamo fatto amicizia…il lavoro era distante, andavo a piedi, con il traino, in bici…Mi ricordo e giù con i soprannomi a ricordare chi ha lasciato una traccia nella storia- memoria di Serra Venerdì”. Ci ha pensato don Michele, che continua a studiare all’Università, e che ha realizzato una preziosa indagine sul campo, famiglia per famiglia. Materiale, come aveva detto nella conferenza stampa, che fa parte della tesi e ne ha lette alcune pagine, ringraziando quanti hanno collaborato e i suoi predecessori dal balcone del Paradiso: don Mimì Morelli e don Emanuele Paolicelli.

”…La notte non riuscivo a dormire, sognando la casa nuova ed ero contento-ricorda un anziano residente- perché mamma non doveva più fare tante scale nei Sassi per andare a prendere l’acqua”. Commozione, emozione, ma anche solitudine all’inizio perché il ”vicinato” era stato smembrato, con le famiglie di quel luogo di incontro trasferite in altri rioni come Lanera, Spine Bianche ”Bottiglione” o al borgo La Martella.” Serra venerdì era lontano da Matera-riporta un’altra testimonianza. C’era tanto silenzio, poche luci,non camminava nessuno. Comunque ero contenta per la nuova casa e non scenderei nei Sassi, nemmeno morta” . Ma per qualsiasi cosa, per fare la spesa (i negozi arriveranno dopo) si doveva andare a Matera…in cento, dove c’erano la piazza del mercato e i negozi. I residenti si sentivano isolati, perché dopo le assegnazioni degli alloggi, le autorità si facevano vedere di rado, comprese quelle ecclesiastiche e anche l’Arcivescovo, mons Giacomo Palombella, si beccò una lamentela da una signora che aveva esclamato, ricordando quanto accaduto nel Ventennio fascista: …Ci avete isolato come in Abissinia!” E il presule, lamentando la mancata riconoscenza per quanto avevano avuto e trovato nel nuovo quartiere, aveva replicato con un secco ” …Avete il cervello corto e la lingua lunga…”. Finì, come riporta una foto d’epoca, con il taglio della torta preparate dalle donne del quartiere.

E quella comunità diventò parrocchia e si strinse intorno a quel luogo di fede e di incontro. Concetto ripreso da monsignor Benoni Ambarus, che ha ricordato il discorso-appello alle parrocchie di papa Giovanni Paolo II. All’onorevole Vincenzo Viti, sposatosi nella chiesa di Serra Venerdi’,e tra i firmatati della legge speciale 771/86 sul recupero e riuso dei rioni Sassi, il compito di ricordare gli anni difficili dell’immediato dopoguerra, con quella situazione di degrado verificata sul campo dal presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e per il lavoro fatto in quegli anni dal giovane parlamentare lucano Emilio Colombo ”che -ha ricordato-non va né cancellato e né dimenticato”fino alle sfide di oggi, al percorso fatto con il riconoscimento di bene tutelato dall’Unesco fino a quelli di capitale europea della cultura 2019 e quella mediterranea, in corso, del dialogo e della cultura.All’architetto Antonello Pagliuca, dell’università della Basilicata, è toccato entrare nella progettualità e nell’architettura pensata per il nuovo quartiere progettato negli anni ’50 dall’architetto e urbanista Luigi Piccinato, con un impianto urbanistico basato sui principi del Neorealismo e del Razionalismo Italiano. Un rione dotato di ampi spazi di ”dialogo” , di servizi che sarebbero arrivati via via (dalla scuola ai negozi,al mercato ortofrutticolo) ad alcuni problemi tecnici come ”i ballatoi” degli edifici a più piani risolti in corso d’opera. Ricordi tanti e un impegno ad andare avanti, con un quartiere, aperto alla città nuova e alle funzioni e ai servizi nati attorno(scuole, impianti sportivi) e a quello che può dare ad altri residenti quanto a sostenibilità. Un ricordo anche dal sindaco Antonio Nicoletti, che ha ricevuto la prima comunione proprio a Serra Venerdì, e che ha visto sua madre lavorare nell’ufficio postale del quartiere. Ricordi a parte,e con l’apporto in primis dell’assessore alle Politiche per la Partecipazione Civica; Borghi e Periferie Stefania Draicchio l’Amministrazione, intende valorizzare identità di parti di città che ne rappresentano la storia.C’è tanto da fare partendo dall’ascolto su bisogni e partecipazione. Buon compleanno rione Serra Venerdì e al Borgo La Martella, che continua a celebrare il 70° compleanno con iniziative in progressione.


