Se 8. 599.000 milioni di telespettatori hanno brindato al 2019 con Rai1 a mezzanotte di Capodanno davanti alla rete ammiraglia Rai, sintonizzati con lo show ” L’anno che verrà” condotto da Matera dal bravo Amadeus, e con un 54,4 per cento significa che il brand della Città dei Sassi tira per tutta la Basilicata e anche per il ruolo di Capitale europea della Cultura 2019. Un dato positivo da record, che stracciato la concorrenza Mediaset, con un aumento di 500.00 spettatori rispetto alla trasmissione di avvio di tre anni fa. D’obbligo, allora, auspicare e chiedere al capostruttura Rai, e tarantino Angelo Mellone (persona che misura le parole) che l’anno prossimo Matera possa essere riconfermata. Ma lui è diplomatico e cita una sua superiore …” Il Capodanno Rai si terrà i Basilicata…” Su questo non ci piove. Dove? Ma dove vorranno Rai e Istituzioni locali. Troppo presto ma c’è l’impegno, quest’anno disatteso per motivi tecnici e accompagnato da polemiche politiche anche in relazione alle elezioni comunali della città oraziana, con Venosa e il comprensorio del Vulture Melfese. Si vedrà. Del resto è la formula itinerante, con risultati diversi, che ha contraddistinto il capodanno Rai in Basilicata utilizzando Matera e Matera 2019 (non va dimenticato) e con un impegno sostanzioso, della durata quinquennale garantito dalla Regione Basilicata. Condizione ricordata dal sindaco Raffaele De Ruggieri che ha citato un incontro a Roma con la Rai, dove era presente egli stesso, il presidente della giunta regionale Marcello Pittella, della Provincia Francesco Di Giacomo e il dirigente regionale Elio Manti. Tutto bene la trasmissione Rai si conferma, con un format consolidato per famiglie, come ha ricordato l’ottimo Amadeus e con un cast di cantanti ”affermati”(da Massimo Ranieri a Ivana Spagna a Red Canzian ai pirotecnici Los Locos e Les Chic) che hanno eseguito canzoni senza tempo e che ancora- la piazza lo ha dimostrato – in tanti cantano o ballano. Ma Matera ha evidenziato le potenzialità dei gruppi locali (dai Renanera ai Tarantolati, dalle Officine Lucane ai salentini Rigna rock ai materani Ragnatela Folk Band che hanno avuto un proprio spazio dopo le 2.00 e con 2,5 milioni di spettatori davanti alla Tv. I nostri Ragnatela Folk sono stati recuperati in corso d’opera…E meno male. Altrimenti la notte oltre la gatta sarebbero stati neri, senza un gruppo locale come abbiamo scritto in un precedente servizio. E di gruppi locali da valorizzare ce ne sono eccome. Occorre più accortezza da quanti ci rappresentano. I silenzi-assensi non pagano e non consentono alle nostre professionalità di emergere nemmeno negli spot Rai. Economia e funzionalità dei format a parte una maniera per coinvolgere e promuovere i nostri musicisti e artisti va trovata. Puo’ essere una trasmissione di avvicinamento al Capodanno Rai o di supporto o l’inserimento negli spot o in altra forma di comunicazione, che pure è inserita nei protocolli con Rai. Ma per fare questo occorre, come si dice in dialetto materano, che qualcuno si metta alla ”recchia” , alle orecchie altrimenti avremo il copione di quest’ anno con i ”Ragnatela” recuperati per il rotto della cuffia. Tanto più che il sindaco e non solo parlano di lavoro e di ruolo di Matera per il 2019 e oltre. E allora occorre essere conseguenziali. E veniamo alla macchina organizzativa che ha richiesto un impegno notevole, per alcuni eccessivo, che ha finito con il limitare lo spostamento dei residenti e quanti erano abituati a usare il veicolo privato a tutti i costi. Ma la legge non ammette ignoranza e programmi e divieti sono stati diffusi in tutte le maniere. Gli operatori economici informati e avveduti si sono organizzati comunicando per tempo l’arrivo di clienti per un cenone o per i pernottamenti, altri hanno lamentato di aver perso potenziali clienti. Ma c’ richiesta anche di maggiore informazioni per utilizzare appieno i varchi, evitando code e di doversi muovere da un accesso all’altro di via Lucana senza dover perdere tempo. A segnalarcelo il signor Cosimo Andriulli che avrebbe preferito trovare dei cartelli indicatori, prima di sentirsi dire di andare più avanti e senza equivoci tra ingressi e uscite. ” I varchi – dice Andriulli- devono essere adiacenti all’entrata e all’uscita, altrimenti non si ha contezza delle persone che stanche abbandonano la piazza e quelle invece che vorrebbero entrare. Proprio per la mancanza di comunicazione tra entrata e uscita, la piazza restava svuotata, tranne la zone delle riprese sotto al palco. Andrebbe organizzato diversamente, rivedendo questo aspetto,con la stessa attenzione che si deve a tale eventi. In alcuni casi il personale di controllo sono riuscite a dissuadere le persone, che hanno vagato per via Lucana alla ricerca del varco giusto”. Ci sono i conteggi elettronici, i filtri per far ospitare le ordinanze di divieto, ma qualcosa in più sulla segnaletica di avvicinamento ai varchi andrebbe fatto con pannelli leggibili anche nelle ore serali. Si può migliorare ed è quello che accade e si chiede per l’avvicinamento alle Ztl, con ignari turisti che giungono a ridosso dei varchi o l’attraversano in toto violando la direttiva se sono attivi. Basta poco…

Allo stesso tempo occorre cambiare mentalità e fare una scelta che cambia abitudini di vita… Certi eventi, che hanno portato in città il tutto esaurito e di questo ne hanno beneficiato anche i comuni limitrofi, qualche sacrificio e disagi lo comportano. L’asse via Lucana – via Annunziatella, con un peso eccessivo di traffico ha bisogno di essere ”alleggerito” con la istituzione di un senso unico per evitare che i mezzi di soccorso-per esempio-restino bloccati. O aspettiamo che ci scappi il morto? E lo stessa valga per le linee dei mezzi pubblici, che vanno razionalizzati riducendo i tempi di percorrenza e con un sistema di interscambio per raggiungere in maniera efficace le aree periferiche della città. E questo con un meccanismo a caduta positivo sulle zone a traffico limitato, che in centro devono tendere gradualmente alla pedonalizzazione. Ma lavorando a una buona dotazione di parcheggi, di mobilità e viabilità alternativi e questo tenendo in considerazione gli interessi della città. Mica facile con l’approssimarsi del clima ricattatorio e ostacoli da campagna elettorale che aleggia dentro e fuori il consiglio comunale, con personaggi di varie stagioni della politica alla ricerca di alternative o di ‘gravità permanente’ per dirla con una nota canzone di Franco Battiato. Già il traffico. Le strade vuote, prive di auto private tra via Annunziatella e via Lucana o via Santo Stefano hanno destato consensi anche tra alcuni operatori economici. Turisti e pedoni si soffermano volentieri se sanno di non dover respirare smog o di non dover rischiare di essere investiti da un traffico, fatto molto spesso da posatori che ronzano in zona senza meta. Strade vuote e alcune liberate a fatica nonostante i cartelli di divieto preventivo, che hanno consigliato ”per necessità” di ricorrere al carro attrezzi . Un mezzo che si nota in giro solo nelle grandi occasioni. Serve, invece, tutti i giorni dove si creano ostacoli alla viabilità come accade quotidianamente -per esempio- in fondo a via Passarelli con mezzi che impediscono ai bus di svoltare, nei pressi dell’Amministrazione provinciale, all’incrocio della Madonnina in via Marconi, in via Marconi davanti al mercato della frutta con le auto parcheggiate a spina di pesce nonostante la disponibilità del parcheggio di Recinto Marconi e in via San Pardo dove è facile incrociare auto e furgoni parcheggiati in doppia fila. All’assessore alla mobilità Angelo Montemurro e al comandante Michele Maiullari va l’invito all’applicazione continua del servizio, nell’ottica di favorire il transito dei mezzi pubblici e quelli di soccorso. Gli indisciplinati vanno toccati nell’affetto più caro…il portafogli.


Io avrei un suggerimento da dare agli ottimi scenografi della RAI: progettare un palco meno “mastodontico” ed invasivo, che dialoghi con gli spazi e le architetture circostanti, avendo a fondale (ad esempio), la maestosa facciata del monastero dell’Annunziata.
Un po’ come hanno fatto gli altrettanto ottimi scenografi di Mediaset, valorizzando la facciata del Teatro Piccinni, a Bari.
Sono convinto che il risultato sarebbe “straordinario”, ed altamente gratificante, anche e sopratutto per la RAI!
Questo vale naturalmente, non solo per lo spettacolo del Capodanno (se si ripeterà, ed in quel sito), ma anche per altre iniziative analoghe.
La regola generale deve essere sempre quella di tutelare prima, e valorizzare poi, la straordinaria forma e cultura della nostra città!
Buon Anno