C’è poco da scherzare ma i venti fattori che inducono il Governo e la pletora di esperti a monitorare il viraggio della cartina al tornasole dei contagi da virus a corona, nelle regioni del BelPaese, sono da tenere in considerazione se non si vuole passare il Natale, Capodanno e l’Epifania con il bue all’asinello. Il nostro astronomo Franco Vespe, che cerca di guardare con un pizzico di ottimismo al futuro delle imminenti festività natalizie, su questo non ha dubbi.

Ma invita a stare in campana…tanto per stare al tema. E si sorprende della situazione della Puglia con il dubbio che i dati siano finiti (puo’ capitare) nelle indeterminatezze dei fogli excell, con carica batteriologica bassa o alta. La situazione non cambia. Ma occorre tenere in considerazione anche la sintomatologia e le diverse patologie che, soprattutto nella popolazione anziana, hanno fatto salire il tasso di mortalità. Mettiamo le mani avanti…

VESPE CONTA FINO A 20

Molte cose sono cambiate negli ultimi 5 giorni. Lombardia, Piemonte e Calabria sono fuori dalla zona rossa. I nostri grafici vanno a vedere qualè la situazione in queste regioni “promosse”. Si può vedere come in queste regioni ormai la curva dei contagi è decisamente nella fase calante e si prevede che prima di Natale si uscirà dalla fase dell’emergenza. La fine dell’emergenza, ripetiamo, la si ha quando la campana si riempie totalmente.

Anzi possiamo dire che anche la Campania è ben oltre il picco massimo, ma qui entrano in gioco gli altri 20 fattori misteriosi che mescolati in cocktail , sentenziano sui colori da assegnare alle regioni. Al contrario non mi capacito perchè la Puglia viene ignorata quando il livello di contagio è ancora lontano dall’essere domato! A Natale si ritroverà ancora in piena tempesta pandemica . Altre regioni rosse come Campania e Abruzzo, dimostrano anche loro che il contagio viene prontamente domato se vengono applicate misure drastiche. Un mese e mezzo è più che sufficiente per smorzare il contagio anche violento come è stato in questo autunno.

Comincio infine a pensare all’estremo allarmismo che producono il numero di decessi dichiarati. Per sapere qual è la reale letalità del morbo occorrerebbe confrontare il numero di decessi del 2020 con quelli degli anni precedenti. Penso ai tanti decessi degli over 80 con più patologie, la cui salute era già compromessa e che il COVID, così come fa l’influenza, ha dato purtroppo il colpo di grazia.

Una cosa è certa: i morti di Bergamo e della Lombardia sono andati ben aldilà delle fluttuazioni statistiche casuali. Comunque è un’analisi che a fine anno occorrerebbe fare. Se non altro è l’ultimo cavallo di battaglia dei negazionisti che sembra far tenere ancora in piedi le loro traballanti quanto esotiche tesi. Una cosa è certa: i sintomi del Covid, se colpisce in modo pesante, sono atroci e intorno a chi scrive arrivano racconti di persone in salute che hanno perso la vita! Racconti purtroppo sempre più vicini…