Tornano il 15 e 16 maggio le imperdibili Giornate Fai di Primavera  che regalano sempre, ai visitatori, rari scrigni preziosi da ammirare grazie alle aperture straordinarie gestite dal FAI Fondo Ambiente Italia con il coinvolgimento attivo degli apprendisti ciceroni, cioè i giovani studenti degli istituti superiori che diventano , per l’occasione, esperte guide turistiche.

Tantissimi i siti aperti in Basilicata. Grazie alla zona gialla visitare in sicurezza tutti i siti sarà davvero un bel modo per ripartire. Di seguito l’elenco dei siti di tutta la Regione.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA 24H PRIMA DELL’EVENTO!

Prenota su www.giornatefai.it

Le visite si svolgeranno su prenotazione secondo il calendario indicato sul portale istituzionale del FAI, nel rispetto della normativa anti-Covid e secondo i protocolli stabiliti dalle istituzioni di riferimento.

 

Dichiarazione della Presidente Regionale FAI Basilicata, Rosalba Demetrio

Tra una settimana tornano le Giornate di Primavera mentre un sole ancora incerto ma molto appagante riscalda i nostri luoghi di racconto e di vita. È la Primavera del FAI, che a maggio dedica il più atteso appuntamento annuale, mentre la natura si rigenera e l’Italia lentamente riparte.

I Delegati e i Volontari del FAI, i Docenti e gli Apprendisti Ciceroni da alcuni mesi stanno operando per narrare e presentare i luoghi delle nostre aperture straordinarie in molti Comuni della Basilicata ed è a loro che, particolarmente, rivolgo un ringraziamento per quell’amore disinteressato che è diventato impegno verso il proprio Comune e la propria Regione. Il 15 e il 16 maggio 37 luoghi saranno raccontati grazie alla collaborazione di Istituzioni e Privati che hanno compreso la visione del FAI. A loro va il nostro immenso ringraziamento.

Desidero davvero esprimere un pensiero riconoscente ai Dirigenti Scolastici che hanno inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa delle proprie Scuole e tra i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento il progetto Apprendisti Ciceroni ideato e attuato dal FAI in collaborazione con le Istituzioni Scolastiche. Un’attività che non sarebbe possibile senza la cura e l’impegno di Docenti che in assoluto volontariato culturale scelgono di dialogare con le nostre Delegazioni, con l’obiettivo di alimentare la crescita dei propri Studenti realizzando un percorso formativo di cittadinanza attiva tra i più coinvolgenti oggi in Italia, che implica un vero e proprio compito di realtà, raccontare al pubblico di migliaia di visitatori la bellezza e la storia di un importante patrimonio culturale materiale e immateriale, arte e architettura, natura e cultura.

In Basilicata opera il Bene FAI Casa Noha, che dal 28 febbraio del 2014 ha svolto un ruolo importante nella presentazione della città ai visitatori giunti in numero esponenziale a Matera nei cinque anni dalla designazione come Capitale Europea della Cultura il 17 ottobre 2014. L’attività di Casa Noha dal 2014 evidenzia il ruolo del FAI nel processo di narrazione della storia urbana di Matera.

Quest’anno le Giornate FAI vedranno un maggiore coinvolgimento dei Giovani, giovani Volontari e Studenti universitari (con l’Università degli Studi della Basilicata il FAI Basilicata collabora istituzionalmente) perché attraverso la formazione e l’impegno dei giovani si rigenera ogni nucleo sociale e si alimenta ogni comunità. Apprendisti Ciceroni, Studenti universitari e narratori professionisti esperti, con l’azione organizzativa delle Delegazioni, ricordano che hanno un colore e un’anima i nostri paesi e le nostre città”.

 

DELEGAZIONE FAI DI MATERA

Capo Delegazione: Rosalba Demetrio

 

Palazzo Malvinni Malvezzi

Piazza Duomo

La visita all’interno del Palazzo, nelle Giornate FAI di Primavera, risulta di particolare importanza perché un luogo così speciale finalmente riapre le sue porte al pubblico. Difatti il Palazzo in seguito al terremoto del novembre 1980, ricevendo dei danni alla sua struttura, fu chiuso e per troppo tempo è stato vittima di abbandono e degrado; anche la sua storia è stata quasi del tutto dimenticata. I lavori di restauro e consolidamento, iniziati nei primi anni 2000, sono giunti al termine nei mesi scorsi. In questa occasione un gioiello viene riconsegnato alla città che potrà scoprirne gli anfratti nascosti ma anche le bellezze più esibite. La visita è a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo “Tommaso Stigliani” (Linguistico-Musicale) nell’ambito di un Progetto formativo di Alternanza Scuola-Lavoro (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento).

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Le visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo “Tommaso Stigliani” (Linguistico-Musicale) si svolgeranno ogni 30 minuti dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.00 – MATTINA Partenze ore: 09.30, 10.00, 10.30, 11.00, 11.30, 12.00, 12.30, 13.00 (ultima prenotazione) – POMERIGGIO Partenze ore: 15.00, 15.30, 16,00, 16.30, 17.00, 17.30 (ultima prenotazione). Max numero 15 persone per visita.

 

 

Chiesa di S. Barbara – Un cuore verde nel corpo della roccia

Via Casalnuovo, 285

La Chiesa rupestre di Santa Barbara è generalmente chiusa al pubblico. Solo recentemente si sono conclusi i lavori di restauro che hanno interessato il sito. La visita a cura dagli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico di Matera si svolge all’interno di un Progetto formativo di Alternanza Scuola-Lavoro (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) e avrà un carattere storico-artistico con riferimento all’intero complesso insediativo che ne fa una perla del patrimonio rupestre lucano. Di grande interesse l’intreccio tra storia e natura, data la collocazione del luogo in un cuore verde a cui si accede percorrendo una scala nascosta allo sguardo. Di grande impatto dal punto di vista paesaggistico il panorama dei Sassi e dell’Altipiano Murgico che si apre sullo sfondo.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Le visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico di Matera si svolgeranno ogni 30 minuti dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 17.30 – MATTINA Partenze ore: 09.30, 10.00, 10.30, 11.00, 11.30, 12.00, 12.30, 13.00 (ultima prenotazione) – POMERIGGIO Partenze ore: 15.00, 15.30, 16,00, 16.30, 17.00 (ultima prenotazione). Max numero 16 persone per visita.

 

Una passeggiata nella storia di Matera

Partenza da Via D. Ridola, 24

L’apertura delle Giornate FAI prevede un percorso tematico che ripercorre le tappe dell’evoluzione storica della città di Matera attraverso le tracce archeologiche e monumentali del suo passato. L’itinerario parte dal Museo Nazionale di Matera e nello specifico dalla sede del Museo “D. Ridola”, in cui sono raccolte le testimonianze archeologiche dalla preistoria all’età tardoantica. Il racconto della storia di Matera inizia proprio dalla collezione dei reperti che testimoniano la lunga vicenda insediativa di Matera e del suo territorio dal VI millennio a.C. fino all’età tardoantica. La “passeggiata nella storia” prosegue in un itinerario che tocca gli spazi della città medievale e moderna, dallo stesso convento di S. Chiara in cui ha sede il Museo Archeologico, al Belvedere accanto a Palazzo Lanfranchi, da cui si percepisce la topografia della città costruita e rupestre lungo il Sasso Caveoso, e poi dirigendosi nel cuore dei Sassi di Matera, dalla chiesa di S. Maria de’ Armeniis, nell’antico quartiere ebraico, fino al monastero e alla necropoli rupestre di S. Lucia alle Malve e alle chiese rupestri di S. Maria de Idris e di S. Giovanni in Monterrone.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Le visite della durata di due ore, a cura degli Studenti del Corso di Studi di Architettura e Studenti della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, si svolgeranno dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30 – MATTINA Partenze ore: 09.30 e 11.30 – POMERIGGIO Partenze ore: 14.30 e 16,30. Max numero 15 persone per visita.

 

Ex Convento dei Padri Cappuccini a Matera

Via Cappuccini, 27

L’apertura per le “Giornate FAI di Primavera” prevede la visita della struttura dell’ex convento dei Frati Cappuccini a partire dalla suggestiva esperienza visivo-sensoriale che si potrà vivere dall’affaccio sul vallone della Gravina di Matera, alle spalle dell’edificio. L’area all’aperto, risorsa solitamente chiusa al pubblico e ad uso esclusivo degli allievi del Liceo artistico C. Levi per le attività didattiche e ricreative, sarà il punto panoramico da cui i giovani Apprendisti Ciceroni, all’interno di un Progetto formativo di Alternanza Scuola-Lavoro (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), introdurranno la visita al monumento. Saranno dunque descritte le caratteristiche naturalistiche, geologiche, antropologiche e artistiche del contesto paesaggistico che i visitatori potranno facilmente abbracciare in un incantevole colpo d’occhio. La visita proseguirà poi attraverso il chiostro, cuore del convento e sede della mostra dei lavori d’arte realizzati ogni anno dagli allievi del Liceo artistico, per concludersi con la “scoperta” della chiesetta annessa al convento, anch’essa “scrigno d’arte” e potenziale risorsa per la Comunità, attualmente non fruibile e invece meritevole di una urgente attenzione che possa risollevarla dall’inesorabile degrado che solitamente accompagna l’abbandono.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Le visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’I.I.S. “Duni-Levi” (Liceo Artistico) si svolgeranno ogni 30 minuti dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 17.30 – MATTINA Partenze ore: 10.00, 10.30, 11.00, 11.30, 12.00,12.30, (ultima prenotazione) – POMERIGGIO Partenze ore: 15.30, 16,00, 16.30, 17.00 (ultima prenotazione). Max numero 15 persone per visita.

 

Palazzo dei Marchesi Venusio, oggi Viceconte

Via S. Potito, 7

Il Palazzo Venusio è collocato in via San Potito, a poca distanza da Piazza Duomo, nel punto in cui sorgeva anticamente la piazza della Civita. Con la sua mole imponente domina l’intero Sasso Caveoso e con la sua facciata delinea la parte più alta dello skyline della città. Rappresenta un esempio di palazzo nobiliare sorto al di fuori della zona del Castelvecchio, agli albori del XVIII secolo. La visita prevede l’accesso alla splendida terrazza da cui è possibile scorgere una vista mozzafiato, poiché questa domina tutto il Sasso Caveoso da uno dei punti più alti in assoluto. La visita è a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’I.I.S. “Duni-Levi” (Liceo Classico) all’interno di un Progetto formativo di Alternanza Scuola-Lavoro (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento).

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Le visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’I.I.S. “Duni-Levi” (Liceo Classico) si svolgeranno ogni 30 minuti dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.00 – MATTINA Partenze ore: 09.30, 10.00, 10.30, 11.00, 11.30, 12.00, 12.30, 13.00 (ultima prenotazione) – POMERIGGIO Partenze ore: 15.00, 15.30, 16,00, 16.30, 17.00, 17.30 (ultima prenotazione). Max numero 15 persone per visita.

 

Museo Nazionale di Matera

Via Ridola,24

Il Museo Nazionale di Matera, istituito con DPCM 2 dicembre 2019 n. 169, nasce dalla fusione del Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola e del Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi ed esprime in maniera compiuta il “genius loci” della città dei Sassi che oggi si presenta al mondo come Capitale Europea della Cultura. In una Matera “terra Mater”, grembo di storia e memoria, si uniscono in un’anima sola il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, istituito nel 1911, che custodisce pregevoli testimonianze dalla preistoria all’arte greco-romana, e il Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna della Basilicata, nato nel 2003, che si articola in tre sezioni: Arte del territorio, Collezione Camillo d’Errico, Arte contemporanea con le opere di Carlo Levi e Luigi Guerricchio. La visita all’interno del Museo “D. Ridola” è a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico “Dante Alighieri” nell’ambito di un Progetto formativo di Alternanza Scuola-Lavoro (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento).

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Le visite all’interno del Museo “D. Ridola” a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico “Dante Alighieri” e Visite all’interno di Palazzo Lanfranchi a cura del Personale Ales Museo si svolgeranno ogni 30 minuti dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.30 – MATTINA Partenze ore: 09.30, 10.00, 10.30, 11.00, 11.30, 12.00, 12.30, 13.00 (ultima prenotazione) – POMERIGGIO Partenze ore: 15.00, 15.30, 16,00, 16.30, 17.00, 17.30, 18.00 (ultima prenotazione). Max numero 15 persone per visita.

 

Riserva Naturale Orientata di San Giuliano

S.S. 7 km 560 uscita Diga San Giuliano

La visita propone una escursione guidata lungo l’area boschiva che lambisce il lago, Birdwatching per osservare l’avifauna presente. Saranno presentate osservazioni naturalistiche, botaniche, faunistiche. Partenza dall’Agriturismo Tenuta La Volpe che si trova a circa 15 Km da Matera percorrendo la SS 7 direzione Potenza. È ben segnalata su Google Maps. Percorso: si percorrerà per circa 200 metri una pineta per raggiungere la riva della Riserva Naturale di San Giuliano. La visita è di grande interesse per gli aspetti naturalistici e paesaggistici.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Sabato e domenica saranno effettuate due visite di mattina e due di pomeriggio con partenza da Tenuta La Volpe secondo i seguenti orari:

sabato 15

10:00 – 11:30   –   12:00 – 13:30

15:00 – 16:30   –   17:00 – 18:30

domenica 16

10:00 – 11:30   –   12:00 – 13:30

15:00 – 16:30   –   17:00 – 18:30

 

Torre Capone

Via Gradelle Pennino, 9

Torre del Capone, bastione che fa parte della cerchia muraria sorta dopo il popolamento del Sasso Caveoso, integra le difese esterne del Castiglione, sorto per iniziativa dei Normanni fra il IX e il X secolo; il manufatto si posiziona al di sotto di un’altra torre trapezoidale, difesa avanzata del Castel Vecchio, che il conte Orsini vendette ai maggiorenti dell’epoca che, demolite le strutture del maniero, utilizzarono il materiale per costruire i propri palazzi.

Lo spazio si sviluppa attorno alla torre che, nei rimaneggiamenti nel corso dei secoli, è stata completamente riempita e non presenta feritoie, finestre o entrate murate. La torre si presenta nella tipica forma “a campana” angioina, parzialmente nascosta dalla costruzione di alcune strutture che vi furono sovrapposte; ai piedi della torre è oggi presente un giardino, probabilmente ricavato laddove una stanza crollò o la cui costruzione fu solo abbozzata.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Le visite a cura di TAM – TowerArtMuseum si svolgeranno ogni 30 minuti dalle 09.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.00 – MATTINA Partenze ore: 09.30, 10.00, 10.30, 11.00, 11.30, 12.00, 12.30, 13.00 (ultima prenotazione) – POMERIGGIO Partenze ore: 15.00, 15.30, 16,00, 16.30, 17.00, 17.30 (ultima prenotazione). Max numero 15 persone per visita.

La Delegazione di Matera ringrazia:

Arcidiocesi di Matera-Irsina, Provincia di Matera, Comune di Matera, Confindustria Basilicata, Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Matera, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Matera, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera, Protezione Civile-Matera, Museo Nazionale di Matera, Riserva Naturale Orientata di San Giuliano, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici – DiCEM – Università degli Studi della Basilicata, Dott. Enrico Luigi de Capua, Prof. Patrizia Di Franco, Arch. Michele Iacovazzi, Dott. Annamaria Mauro, Ing. Tommaso Mestria, Dott. Gerardo Smacchia, Prof. Francesca Sogliani, Dott. Giovanni Viceconte e Palazzo Viceconte, Dott. Achille Volpe e Tenuta La Volpe, Famiglia Cantatore, Famiglia Cahill-Taljard, TAM-TowerArtMuseum

Scuole di Matera (città): I.I.S. “E. Duni-C. Levi” (Liceo Classico e Liceo Artistico); Liceo “T. Stigliani” (Liceo Linguistico e Liceo Musicale).

Liceo Scientifico Ferrandina – I.I.S. Bernalda-Ferrandina; Liceo Scientifico “C. Levi” (Irsina)

 

IRSINA

Cortile e Palazzo Nugent con mostra sui Nugent

Piazza Garibaldi

Il Palazzo Nugent è normalmente chiuso al pubblico perché in parte proprietà privata, in parte in fase di restauro. Il cortile è invece uno spazio molto vissuto dai cittadini di Irsina anche per la presenza di ristoranti. Il percorso di visita partirà dall’esterno del cortile con una introduzione sulla storia del Palazzo. La visita continuerà all’interno del cortile per capire meglio le diverse fasi costruttive della struttura. Si terminerà con la visita dei locali del piano superiore, quelli di proprietà della Provincia. All’interno di questi locali sarà allestita la mostra “Nugent: latifondo e nobiltà” attraverso cui vi racconteremo la storia dell’ultima famiglia proprietaria del Palazzo.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Turni di visita previsti ogni ora dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (ultima visita ore 17.00)

 

I Claustri, le Maioliche, i luoghi dell’omicidio Polini

Piazza Garibaldi

Il percorso partirà da Piazza Garibaldi e si snoderà per circa un chilometro e mezzo attraverso tutto il Centro storico di Irsina. Attraverseremo strade e vicoli in cui ammireremo le Maioliche di Montepeloso, piastrelle maiolicate che recano simboli civili e religiosi e i Mascheroni, decorazioni raffiguranti figure antropomorfe con funzione apotropaica. Visiteremo i Claustri montepelosini, piazzette chiuse, più o meno ampie, delimitate dalle abitazioni e a cui si accede attraverso uno o due stretti vicoli. Ci soffermeremo sul claustro di Vico I Piazza, su quello di Santa Elisabetta (cortile Torallo), su quello di via Casale ed infine su quello di Largo Filippulli. Questi luoghi si differenziano tra loro oltre che nella forma, anche per la presenza o meno di alcuni particolari elementi architettonici: scale, archi, balconate, logge, ballatoi, finestrini, terrazzini. La visita al claustro di Largo Filippulli sarà l’occasione per il racconto di un efferato omicidio che avvenne nel 1823 a Montepeloso e che portò alla morte dell’allora sindaco Luca Polini. Durante il percorso attraverseremo e visiteremo un luogo difensivo medievale ovvero la Porta Linazza, oggi nota come Porta Arenacea.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Turni di visita previsti ogni ora dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (ultima visita ore 17.00)

 

Cortile Palazzo Vescovile

Largo Cattedrale

Il Cortile del Palazzo Vescovile è un sito normalmente chiuso al pubblico perché abbandonato ormai da decenni e di proprietà della chiesa. L’apertura nelle Giornate Fai prevede il racconto del Palazzo dall’esterno e l’ingresso dal vestibolo con la visita al cortile e al terrazzo del Palazzo. Il fascino del Cortile Vescovile, oltre che dalla storia del Palazzo e dall’architettura del complesso, deriva dalla vicinanza con la maestosa Cattedrale e con il relativo campanile adiacente al terrazzo del Palazzo.

Sabato 15 e Domenica 16 maggio

Turni di visita previsti ogni ora dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (ultima visita ore 17.00)

 

 

Aperture GFP 2021 – Gruppo FAI di Ferrandina

Capo Gruppo: Vincenzo D’Aloia

 

 

Il MURAGLIONE DI PIZZO FALCONE – Ferrandina

 

Dopo la Cittadella (rione Piana), il secondo nucleo abitativo che inizia ad espandersi nella zona sud di Ferrandina, vicino alla Chiesa Madre Maria SS. della Croce nei primi anni del 1500, è Il rione di Pizzo Falcone.

La zona assume già carattere di rione nella Sacra Visita che Mons. Giovanni Michele Saraceno compie a Ferrandina nel 1544, nominandola “contrada di Pizzo Falcone, dotata della chiesa dell’Annunziata, con campanile e campana”. Nella Sacra Visita del 1642, si dice che: “la chiesa ha il portone grande rivolto a sud e una porta piccola a ovest”.

 

Si suppone anche la presenza di una piazza, riportata nel 1544 come piazza Pubblica, nel ‘700 come la piazza di Pizzo Falcone, e nell’800 come piazza Antica.

Già dal 1500 nel rione cominciano a sorgere alcuni palazzi gentilizi tutt’ora esistenti, mentre la parte più a sud, nel tempo, sarà interessata da numerosi cedimenti del terreno, che coinvolgeranno la chiesa dell’Annunziata, fino a cancellarne l’esistenza intorno ai primi dell’800.

 

Per contenere i continui smottamenti, alla fine dell’800 si decide di erigere un Muraglione di notevoli proporzioni, al fine di consolidare e bonificare tutta la parte sud del rione affacciata sulla collina piena di secolari alberi di ulivi.

 

L’opera, a dir poco straordinaria, progettata dall’Ing. Giuseppe La Capra di Vaglio di Lucania si avvale della “ditta Alessio Ambruso” di Ferrandina, coadiuvata da numerose maestranze locali.

Da racconti verbali, i lavori seguiti direttamente dal progettista, iniziano all’incirca nel 1897 per terminare nei primi anni del nuovo secolo.

 

Il Muraglione, con tecnica raffinata, costruito interamente a mattoni prodotti nelle fornaci del luogo, è ancora oggi una cinta muraria di notevole impatto paesaggistico che sembra voler proteggere e custodire quel ricco scrigno di opere artistiche e culturali, che fanno della città di Ferrandina una delle più importanti della Lucania.

 

BOSCO DI SALANDRA – Salandra

 

L’area boschiva comunale si estende prevalentemente nella zona orientale del territorio salandrese, a ridosso dello spartiacque tra il versante sinistro del fiume Basento e il versante destro del Salandrella/Cavone.

Il bosco rientra nell’area delle latifoglie eliofile, la cui base fisionomica prevalente è rappresentata dai querceti mesofili e meso-termofili di cerro e farnetto. Tra gli alberi presenti si annoverano anche l’ornello e più sporadicamente l’acero campestre, l’acero minore, il sorbo comune, il ciavardello, il corniolo, il pero e melo selvatico, l’olmo campestre.

Tra le specie arbustive più comuni si contano il biancospino, il rovo la rosa canina, l’asparago, il citiso, la fusaggine, il prugnolo selvatico e il ligustro.

Nel territorio boschivo vivono allo stesso tempo molte specie animali, alcune tipiche di questi luoghi, altre stanziatesi progressivamente in concomitanza ai mutamenti ambientali e climatici, per la maggior parte indotti dall’uomo. Così si contano le cosiddette specie “opportuniste”, capaci di adattarsi in luoghi fortemente antropizzati come la Gazza e la Cornacchia grigia. Molte specie prediligono cambiare volta per volta ambiente, spostandosi per esempio dalla foresta alle zone agricole e viceversa, come ad esempio la Volpe. Le varie specie animali che si possono incontrare lungo il territorio, pertanto, possono variare non solo in base al tipo di ambiente naturale che prediligono ma anche in base alle esigenze ecologiche presenti in un determinato momento: esigenze di rifugio, trofiche, di riproduzione ed allora, per esempio, durante l’inverno, specie forestali possono spingersi vicino ai centri abitati per la ricerca del cibo, per es. la Faina o la Volpe, oppure specie come la Lepre europea o l’Istrice, che utilizzano i campi agricoli per alimentarsi, si spostano negli arbusteti per trovare rifugio. Tra i mammiferi, molto significativa è la presenza del Cinghiale, del Tass), del Riccio e della Donnola.

 

 

IL BOSCO Le Coste – Grottole

 

 

Il bosco Le Coste rientra nel territorio dell’oasi naturale di san Giuliano. Situato a pochi chilometri dall’ abitato, è il più grosso polmone verde, appendice naturale dell’oasi predetta.

Di notevole importanza ambientale sono anche la Foresta, vasto territorio boschivo di proprietà privata, e l’altopiano di S. Antonio Abate, nella cui macchia mediterranea vi sono specie floristiche e faunistiche molto rare.

Qui un’area verde su due piani: la parte superiore con capanni per pic-nic illuminati, giostrine per bambini e ristorante, la parte inferiore è un circuito ad anello che si sviluppa nel bosco per 5 Km, dove è possibile fare passeggiate a cavallo, a piedi, in mountain bike immersi nella natura.

 

MASSERIA S. FELICE – Pomarico

 

 

La masseria San Felice occupa un’area decentrata dall’agro di Pomarico, in un’ansa pianeggiante alle falde del monte Acuto. Essa si estende per circa 300 ettari e, nella sua struttura architettonica, esprime il punto di incontro tra la tipologia della masseria metapontina e quella delle aree interne, oltre ad un valido esempio dell’armonica fusione dell’elemento cerealicolo, zootecnico e residenziale.

La masseria è agevolmente collegata con i centri di Matera, Montescaglioso ed il Metapontino attraverso la SS. 380 di «Tre Confini».

 

Tipico insediamento del tardo settecento, la masseria contiene elementi costruttivi che la differenziano completamente dalle altre strutture rurali della zona. Il complesso si sviluppa su pianta irregolare con una serie di edifici disposti a corte aperta ai lati della struttura residenziale, il centro direzionale dell’azienda, e mostra un’evidente connotazione di villa o “casino” di campagna, destinato alla villeggiatura delle famiglie abbienti. San Felice conserva ancora consistenti tracce dell’antico impianto a giardino, spazio a sé stante rispetto all’abitazione, funzionale alla distinzione tra lavoro e ozio.

 

 

 

 

 

DELEGAZIONE FAI DI POTENZA

Capo Delegazione: Lidia Pantone

 

 

Potenza – Regione Basilicata – Il Palazzo della Giunta

 

Il Palazzo della Giunta della Regione Basilicata è ubicato nella città capoluogo nel quartiere dell’Europa Unita, più comunemente conosciuto dagli abitanti con il suo originario nome di Poggio Tre Galli. Il Palazzo, al di là del valore simbolico ed istituzionale, è stato costruito appositamente per ospitare gli uffici dell’Amministrazione regionale. Gli investimenti dell’Ente si sono focalizzati sull’acquisto di opere di arte contemporanea compresa in un periodo che va dalla fine degli anni 50 fino al primo decennio del 2000. Sono presenti sculture di pregio (marmoree e lignee), gigantografie di paesaggi lucani, foto dei popoli lucani, ma soprattutto una vasta collezione di quadri: litografie, dipinti olio su tela, creta, maioliche, disegni di artisti quali Masi, Masini, Levi, Guerricchio, Moles, Brenna, Tricarico, Depero, Squitieri… Saranno inoltre esposti alcuni doni dall’alto valore artistico o simbolico donati alla Regione Basilicata da nomi illustri del panorama politico-istituzionale. La descrizione di arredi, dipinti ed oggetti nonché aneddoti e curiosità arricchiranno il racconto e la storia dell’Ente Regione, dei diversi Presidenti che si sono succeduti, della funzione legislativa del Consiglio Regionale. Un “viaggio” che vuole formare i più giovani ai temi dell’educazione civica (tornata obbligatoria nella Scuole a partire da questo anno scolastico) ed avvicinare li istituzione ai cittadini.

 

Bella – Parco dell’Acqua Rossa

 

Il Parco dell’Acqua Rossa, denominata anche “Acqua ferrata”, prende il nome dalla presenza di una sorgente d’acqua di natura ferruginosa, che ha il sapore del ferro e lascia, al suo passaggio, una patina di colore rosso ruggine. Si trova in una zona nascosta ai margini del bosco di San Cataldo sul tratto di strada provinciale San Cataldo – Sant’Ilario, passaggio storico utilizzato anche da Annibale quando da Numistro (l’attuale Muro Lucano) si diresse a Canne. La sorgente sgorga in un anfratto naturale in cui predomina una vegetazione lussureggiante con maestosi faggi secolari. Il Parco dell’Acqua Rossa comprende anche il fiume Arvivo e le acque sulfuree delle terme di San Cataldo. L’Arvivo ha alimentato per secoli la condotta del vecchio mulino appartenuto anche al principe Ruffo di Calabria.

 

Brindisi di Montagna – Monastero della Grancia – Tra storia, cultura e natura

 

Il territorio della Foresta della Grancia, luogo in cui ogni estate dal 1999 va in scena il Cinespettacolo “La Storia Bandita”, ospita il Monastero di San Demetrio, ai piedi del Castello Fittipaldi-Antinori, un capolavoro immerso nel verde del piccolo borgo di Brindisi di Montagna-

In questo scenario naturale di rara bellezza, sono presenti ulivi secolari (fasola, maiatica), qualche vitigno autoctono (moscato bianco) ed essenze spontanee officinali (malva, origano, camomilla, liquirizia).  L’apertura nelle Giornate FAI prevede una passeggiata lungo l’antico percorso dei frati certosini del monastero della Grancia (percorso trekking). Laboratori dimostrativi ed attività pratiche teoriche sui grani antichi, corredate da visite guidate sia storico- culturali sia tecnico-pratiche ed infine visita al Monastero e alla chiesetta di San Lorenzo Martire. Qui, natura e arte sono coniugate alla perfezione, donando ai visitatori un’esperienza incredibile e assolutamente indimenticabile.

 

 

 

Marsico Nuovo – Cattedrale S. Giorgio. Statua lignea “Madonna in trono con Bambino” XVI sec.

 

Si erge sulla vetta di una collina ed è poderosa nella sua struttura. L’edificio originario risaliva al secolo XII, precisamente al 1131, quando il vescovo Enrico e il conte Goffredo ne disposero la costruzione. La cattedrale, distrutta nel 1809 in seguito a un incendio, fu riedificata per volere del vescovo Ignazio Marolda, che si adoperò anche per la ricostruzione del palazzo vescovile. Nel 1827 anche questo edificio fu terminato, ma un nuovo sisma lo rase al suolo nel 1857. Nel 1875 iniziarono i lavori della nuova cattedrale e alla struttura attuale si affianca il maestoso campanile cuspidato del 1293, voluto dal conte Tommaso Sanseverino. La facciata della Cattedrale è sormontata da un timpano, presenta due finestre laterali e una nicchia centrale. La Cattedrale presenta una sola navata, un’abside a parete curva, due cappelle laterali e una cupola su tamburo. Tra le opere di maggiore pregio vi è la statua lignea della Madonna in trono con bambino, scultura cinquecentesca attribuita a Giovanni da Nola.

 

Marsicovetere – Villa romana della sposa dell’Imperatore Commodo

 

Rinvenuta nel 2006 in seguito alla scoperta di giacimenti petroliferi in Basilicata, la Villa Romana in Località Barricelle ha restituito numerosi reperti appartenenti alla vita quotidiana, a quella lavorativa e alla sfera funeraria. Di particolare importanza sono 12 tegole bollate, un signaculum in bronzo, un’epigrafe funeraria e un anulus signatorius; anche alcuni oggetti della vita quotidiana sono degni di nota. I resti appartengono a fasi cronologicamente diverse. Sulle tegole è incisa la formula onomastica abbreviata “CBRVTTPRAE”. Tale formula conduce a identificare il personaggio indicato sulle tegole in membro della potente famiglia dei Brutti Praesentes, in particolare nell’imperatrice Bruttia Crispina.

 

 

 

Oppido Lucano – Chiesa rupestre di Sant’Antuono

 

L’antica cappella rupestre dedicata a Sant’ Antonio Abate fu costruita intorno al ‘300 ed è in relazione con il proliferare degli insediamenti legati alla figura di Sant’ Antonio di Vienne. La diffusione di questo ordine è da ricollegare al cosiddetto “fuoco sacro” o “fuoco di Sant’ Antonio”, epidemia molto diffusa nel Medioevo. Per molti secoli la struttura è stata abbandonata a se stessa diventando addirittura ricovero per animali. Solo nel 1973 per attenzione di un privato cittadino furono effettuate delle ristrutturazioni murarie e successivamente furono restaurati gli affreschi risalenti al XVI secolo, opera di un artista in rapporto con l’ambiente napoletano ma di matrice catalano-pugliese. La narrazione visiva degli affreschi comprende l’intero corso storico della vita di Cristo e della Madonna, con il trionfo di queste due figure.

 

Oppido Lucano – Convento di “S. Maria del Gesù”, detto di S. Antonio

 

Situato a due passi dal centro abitato, il cenobio è stato fondato nel 1482 per iniziativa di Francesco Zurlo, signori di Oppido Lucano, uomo di ardente fede religiosa, tanto che mori martire nella guerra di Otranto contro i turchi del 1482. La committenza del progetto fu acquisita dagli eredi e i primi religiosi che abitarono il Convento furono i Padri Osservanti. Nel 1593 subentrarono i Riformati. Nel corso del XVII secolo fu ampliato e divenne uno dei più importanti Conventi della Riforma. Nel 1866 a seguito della soppressione degli ordini religiosi, tutto l’insediamento conventuale viene acquisito dalle proprietà del Comune di Oppido Lucano. In seguito sarà assegnato in uso perpetuo ai Frati Minori della provincia Salernitana-Lucana. Di grande interesse artistico-architettonico, la chiesa è composta da due navate. Al suo interno sono custoditi un polittico e un trittico di Antonio Stabile da Potenza, databili intorno al 1560-’70. Nel 1973, durante alcuni lavori di restauro, sono stati rinvenuti dipinti murali di Girolamo Todisco, raffiguranti la storia di san Francesco e dei santi francescani.

 

 

 

Sasso di Castalda – Sentiero SS. Cosma e Damiano

 

l tracciato ricalca in parte un antico tratturo che, ancor prima del XII secolo, si originava dalla cappella dei Santi Cosma e Damiano, oggi scomparsa, e conduceva al Monte San Damiano, posto a metà tra le due emergenze rocciose di Sasso e di Pietra Castalda. La cappella conteneva le statuette dei due santi medici, oggi restaurate ed esposte nella Chiesa Madre, la cui pregevole fattura in malta è stata attribuita ad una bottega locale, operante nella zona tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500. Il cammino ci introduce alla narrazione storica, riportandoci nel buio dell’alto Medio Evo, quando, dalle ceneri di Acidios, stazione romana sulla Via Herculia, sorsero diversi casali intorno a conventi, benedettini o basiliani, o a roccaforti. Fra questi ultimi Saxum e Petra Castalda, tenuti a provvedere, separatamente, alla manutenzione del Castello di Muro Lucano. Il paesaggio è aspro, mitigato da formazioni vegetali, quali il rimboschimento di conifere, che accompagna buona parte del percorso, il bosco naturale di castagno e il querceto con il suo sottobosco tipico. Elementi di interesse sono le rocce rossastre, scistose e facilmente friabili, che evidenziano le peculiarità geologiche di questo territorio. Particolarmente suggestiva è la sorgente Canelecchia, nella quale un canale irregolare di pietra sembra convogliare l’acqua dal ventre della montagna verso l’esterno.

 

 

GRUPPO DEL LAGONEGRESE – POLLINO

Capo Gruppo: Salvatore Falabella

 

 

LATRONICO – La via dell’acqua – le cascate termali di Latronico

Le cascate termali sono situate a Latronico in provincia di Potenza in località Calda, ai piedi del Monte Alpi e rappresentano una vera e propria oasi di benessere, con un’estensione di 4,4 Km. Inserite nel parco termale sono circondate da un panorama di flora selvaggia contenente oltre 200 tipologie di arbusti.

I benefici terapeutici delle acque sono note sin dalla preistoria e dalle ricerche archeologiche svolte agli inizi del 1900 presso le grotte di Calda, è emerso l’importanza geologica delle sue formazioni stalattitiche presenti in prossimità delle sorgenti e gli STIPI votive legati al culto delle acque salutari, ritenuti depositi sacri dagli studiosi. La prima testimonianza scritta circa l’uso e la salubrità delle acque, risale al 1732, quando il Dottor La Cava Michele le menzionò affermando: “sono ancora in questo territorio nel luogo chiamato calda varie acque minerali, che i paesani a guarire vari mali credono buone”. Solo cent’anni dopo, precisamente nel 1842, le acque vennero analizzate dal chimico Grocco.

Nei paraggi del sito acquifero, è possibile visitare l’istallazione permanente di EARTH CINEMA, realizzata dall’artista anglo-indiano, Anish Kapoor. Si tratta di una feritoia scavata all’interno della terra, lunga 45 metri, dove vi si trova la collocazione permanente del cinema da terra. L’artista attraverso quest’opera invoglia il visitatore a riscoprire e ascoltare la sonorità e l’eco che proviene dalle viscere della terra.

 

È un invito ai visitatori a guardare con occhi nuovi per conoscere l’immenso patrimonio verde del nostro paese. Questo angolo paradisiaco, oltre alle proprietà benefiche delle acque che hanno una temperatura costante di 22° durante tutto l’anno, induce il visitatore in un viaggio nel tempo tra passato, presente e futuro.

 

LAURIA – Rione Cerruto, Grotte del Favaro e Madonna della Sanità

Lauria, cittadina della Valle del Noce, è formata da due borghi, separati dalla Rocca dell’Armo, rocca dove sorgono i ruderi del Castello Ruggero. Il quartiere alto CERRUTO è uno dei luoghi più antichi di Lauria; la sua conformazione è unica: lunga strada in salita con case a schiera a sinistra e destra (interrotte però da vicoli che a sinistra collegano appezzamenti di terreno da coltivo sotto l’Armo e a destra da altri vicoli, più larghi, che collegano la parte bassa – Piazza San Rocco). Sotto l’armo ci sono le GROTTE DEL FAVERO ed alla fine d Via Cerruto, la Chiesa MADONNA DELLA SANITA’

Le GROTTE DEL FAVARO, luoghi di frequentazione di popoli antichi, ma anche luogo di rifugio per scampare ai pericoli, in occasione delle invasioni di conquista che per rifugio dai bombardamenti della guerra. La CHIESA MADONNA DELLA SANITA’ fu così denominata dall’Ospitaletto di S. Giacomo e porta datazione 1891, ma esiste nella biografia del Cardinale Brancati una data, 24/3/1630 che la indica. Il CERRUTO è sicuramente, alla pari del CAFARO, uno dei due luoghi di rifugio dei cittadini dell’antica città della Magna GRECIA, SELEUCI

 

 

 

Le GROTTE DEL FAVARO (il nome è legato, forse, all’abbondante produzione di fave) sono anche state un luogo di rifugio anche se, non sempre, chi vi si è nascosto ha scampato i pericoli. ai piedi del costone cd. ARMO che, nel corso dei secoli, ha rappresentato una risorsa se si pensa alla possibilità di attingere legna da ardere dalle rupi per le famiglie residenti, oltre alla possibilità di minime (ma protette) coltivazioni agricole. La MADONNA DELLA SANITA’ ha un impianto a tre navate con arco trionfale e abside del XVII sec., con successivo intervento di restauro da parte della famiglia Ginnari, proprietaria, il 1891

 

Una passeggiata nella memoria di un popolo fiero in un borgo medievale. Ad attendervi, sotto il Gazebo verde, i volontari delle associazioni lauriote. La passeggiata dura ca. 45 minuti, si sale Via Cerruto con a sinistra blocchi di case a schiera interrotti da vicoli che si “lanciano” verso il Costone dell’Armo ed a destra altri blocchi interrotti da vicoli più larghi, vere e proprie stradine che scendono verso il centro del Borgo. A metà percorso, a sinistra, si devia per le Grotte del Favaro, che hanno accolto popoli antichi e rifugio dal sacco del 1806 e dal bombardamento del 7/9/1945, ed ora oggetto di studi. Si riprende Via Cerruto ed una stradina stretta, con due mura in pietrame semi intonacato, di manifattura medievale, ci fa tornare indietro nel tempo. All’incrocio, poco più su, i ruderi della Madonna della Sanità.

 

MARATEA – Borgo Castello – Monte San Biagio

Il monte San Biagio, a circa 6km dal centro storico di Maratea, rappresenta una delle attrattive del paese lucano, un unicum paesaggistico e storico di particolare interesse. Sul monte si erge la Basilica dedicata al santo patrono di Maratea, luogo di un sentito pellegrinaggio, i resti dell’antico borgo fortificato di Maratea Superiore, identificato dagli abitanti con il termine ‘Castello’ e la statua del Cristo Redentore che domina sulla valle e sul golfo di Policastro.

Il primo insediamento risale all’VIII sec. a.C, ad opera di un gruppo di colonizzatori greci stanziatisi sul monte ma bisogna attendere al sec XI per trovare un documento ufficiale che identifica con Maratea Superiore il nucleo abitato sorto intorno alla Chiesa che custodiva le reliquie del Santo. Questo nucleo originario sarà l’unico fino al XVI quando sul territorio ne sorgeranno altri. Il Borgo Superiore venne distrutto durante la repressione francese del 1808.

Il monte, si narra, fosse dedicato a Minerva al cui culto era riconducibile un tempio sui cui resti monaci orientali crearono un cenobio con laura.Secondo la tradizione questa chiesa accolse l’urna con le reliquie del santo nel 732.Al XIII risalgono le attuali dimensioni del Santuario oggetto di trasformazioni fino al XX.Il titolo di Basilica Pontificia gli fu attribuito nel 1941.Dalla parte opposta, sulla cima del monte, la monumentale Statua del Cristo realizzata dallo scultore Bruno Innocenti nel 1965.

 

Il percorso scelto per le giornate Fai di Primavera, prevede un itinerario che mette in relazione l’emergenza paesaggistica con l’elemento storico- artistico e religioso. Rappresenta un’occasione per conoscere i vari aspetti del ‘Castello’ partendo dal piazzale della Basilica e affacciandosi da questo ammirare i sottostanti resti delle mura della cittadella fortificata di epoca longobarda e il bellissimo bosco di carpini, che riveste il monte con il suo verde intenso, ed in lontananza l’attuale centro storico. Dal piazzale si accede al Santuario dove sono conservate le reliquie di San Biagio e la statua del Santo Patrono, racchiusa in un’edicola, per poi avviarsi verso l’esterno seguendo un percorso di circa 200mt da cui si gode un suggestivo panorama della valle e del Golfo di Policastro. In cima al monte svetta la statua voluta dal Conte Rivetti, realizzata dallo scultore Bruno Innocenti nel 1965, che dai suoi 22 mt di altezza, volge il volto imberbe verso l’edificio sacro e la valle.

 

RIVELLO – Il Complesso monumentale di Sant’Antonio

Il complesso monumentale nato a seguito dei movimenti basiliani dell’XI e XII secolo, poi abitato dai benedettini, nella sua struttura definitiva si sviluppa nel XVI secolo, a seguito della richiesta avanzata nel 1514 dal popolo di Rivello di costruire un Convento per i Frati Minori Osservanti che, dal 1472 al 1575, videro crescere il numero di Conventi francescani nella diocesi di Policastro. Fu proprio nel periodo francescano che la struttura subì una sostanziale modifica e il convento divenne centro di cultura per la ricca biblioteca che ospitava. Chiuso a seguito delle leggi eversive napoleoniche dal 1807 al 1817, fu soppresso nel 1866, ma abitato dai frati fino al 1889. Il Monastero, adottato negli anni scorsi dai ragazzi della locale Scuola Secondaria di primo Grado nell’ambito del progetto nazionale “La scuola adotta un monumento” risulta inserito nel relativo atlante nazionale; recentemente è stato individuato quale centro ideale per la valorizzazione della Dieta Mediterranea patrimonio dell’Unesco.

La prima cosa che colpisce visitando il portico è il bellissimo portale ad arco ribassato in pietra e la splendida porta in stile Durazzo-Catalana, con trentasei pannelli a rosoni, intagliati in sei file. Segue la Chiesa a navata unica con un interno risalente al 1700 in stile barocco, opera di maestranze napoletane, che sicuramente non corrisponde all’originale cinquecentesco. Sugli altari laterali della Chiesa sono collocate numerose tele tra cui due attribuibili al pittore rivellese Salvatore Ferrari. Dietro l’altare si trova un pregevole coro ligneo del XVII secolo, a due ordini di stallo, intagliato dai frati Girolamo da Stigliano e Ilario da Montalbano. Accanto alla Chiesa sul lato sud, occupato nel periodo benedettino dalla navata di destra, c’è ora il Chiostro: esso è stato realizzato per quanto concerne la parte architettonica nel 1550, è di forma quadrata, abbellito da ventiquattro colonne in pietra rustica. Il portico, il chiostro e il refettorio presentano una serie di affreschi attribuiti a Giovanni e Girolamo Todisco di Abriola e aiuti (sec. XVI). Tra i vari affreschi spicca per la particolarità l’Ultima Cena (1559) di Giovanni Todisco che rappresenta un compendio dell’enogastronomia rivellese del periodo. Osservando la tavola imbandita si nota la presenza di pietanze non canoniche nelle raffigurazione dell’Ultima Cena, ma tipiche della zona quali il coniglio ripieno, le fave, le castagne, le noci, i granchi che venivano pescati nel fiume Noce ed erano un alimento consueto dei tempi. Un’ala del convento, al piano superiore, ospita la mostra archeologica permanente dal titolo “Noce e Lao tra Greci e Indigeni”.

Il percorso individuato per le Giornate Fai di Primavera parte dal piazzale antistante con l’osservazione particolareggiata della facciata e del pronao. Si accede, poi, all’interno della Chiesa ove ci si soffermerà sulle Tele e sul Coro ligneo. Si passa, successivamente, al Chiostro e alla Sala dell’Ultima Cena per poi salire a visitare l’ esposizione permanente dal titolo “Greci e indigeni tra Noce e Lao” che vuole illustrare come, a partire dall’età antica, si siano impostati e sviluppati nel Lagonegrese i rapporti commerciali e culturali tra i Greci e gli indigeni (Enotri) stanziati nelle aree interne della Basilicata sud-occidentale. All’uscita del complesso monumentale saranno date interessanti informazioni circa le varietà di piante presenti nel Chiostro e nella Villa antistante. Si consiglia, poi, di procedere liberamente attraverso gli incantevoli scorci del centro storico di Rivello.

 

 

RIVELLO – I Palazzi storici di San Costantino

San Costantino è una frazione del Comune di Rivello dal quale dista circa 15 minuti di macchina. Situata in collina, con un’altitudine media di 400 m. s. l. m., è caratterizzata dalla verde cornice del bosco Vascelli e del monte Coccovello. Il tessuto urbano, con alcuni pregiati palazzi storici, è rimasto da allora pressoché intatto ed è tale da conferire al centro abitato un aspetto dignitoso e un quadro complessivo che bene si inserisce nell’interessante paesaggio naturale. La posizione collinare garantisce un’ampia veduta sul mare del golfo di Policastro, che dista pochi chilometri in linea d’aria. I palazzi storici di San Costantino vennero costruiti a cavallo fra la fine dell’800 e l’inizio del 1900. Promotori di questa iniziativa furono gli stessi emigrati in America Latina che, con la fortuna economica capitalizzata, al loro rientro decisero di costruire questi immobili. A tale riguardo essi rappresentano quasi degli “status-symbol”, nel voler delineare l’importanza sociale acquisita dai proprietari nonché una vera e propria competizione tra chi realizzava il più maestoso, il più elegante. La maggior parte dei materiali utilizzati erano di provenienza locale, in effetti sul territorio erano presenti delle fornaci di argilla per la produzione di mattoni, tegole e altro materiale per costruzioni. I palazzi storici di S. Costantino sono frutto di un progetto organico, una sorta di piano di lottizzazione dell’epoca. Gli edifici sono da “leggere” principalmente nel loro insieme. Nessuno di essi è un vero e proprio “capolavoro artistico”, nel senso letterale del termine, ma se raffrontati all’edilizia corrente, si distinguono in maniera netta per la loro architettura e sontuosità. I prospetti, pur essendo informati a grande semplicità, lasciano trasparire una sapiente organizzazione sia, in modo particolare, della tessitura muraria sia dell’equilibrato posizionamento delle varie aperture. Quasi tutti i palazzi, infatti, sono (o erano) trattati con murature a “faccia a vista” con la presenza di ricorsi in mattoni. In alcuni casi l’uso di questi devia dalla loro funzione puramente tecnologico- costruttiva per diventare un vero e proprio motivo ornamentale nonché caratterizzante l’intero edificio. L’interno dei palazzi è quasi sempre preceduto da un androne o da un cortile e presenta ambienti molto alti e spaziosi, con soffitti e volte decorati con dipinti di artisti locali, su tutti il pittore Lanziani di Lauria che opera anche nella chiesa matrice e nel palazzo Megale in paese.

L’apertura dei palazzi storici di San Costantino per le Giornate FAI di primavera è un evento assolutamente inedito: le strutture, di proprietà privata, non sono mai state visibili al pubblico. La visita prevede una stimolante passeggiata per le vie della frazione alla scoperta delle bellezze artistiche e naturalistiche, sullo sfondo del panorama mozzafiato del Golfo di Policastro.

 

 

DELEGAZIONE DELLA COSTA JONICA

Capo Delegazione: Franca Di Giorgio

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano si accinge a dare il via nel fine settimana del 15 – 16 maggio p.v. alla sua manifestazione di punta, accolta sempre con gioia e speranza e diventata ormai irrinunciabile per tantissimi italiani che amano stupirsi di fronte alle bellezze spesso poco conosciute che ci circondano. L’evento sarà anche una preziosa occasione per spiegare, attraverso l’attenta scelta dei luoghi e la narrazione che ne verrà fatta, la nuova visione culturale della Fondazione – presentata a marzo in occasione del XXV Convegno Nazionale dei Delegati e dei Volontari – che vede l’Ambiente come indissolubile intreccio tra Natura e Storia e la Cultura come sintesi delle scienze umane e naturali. E l’Italia, come nessun altro paese al mondo, è ricca di esempi di come la co-evoluzione armonica di Natura e Uomo abbia creato paesaggi unici.

Per l’occasione, nonostante le difficoltà del momento e le restrizioni che viviamo in Basilicata, con la speranza che in queste ore si allentino consentendoci di partecipare con l’entusiasmo e l’impegno che ci contraddistingue, la Delegazione FAI della Costa Jonica, non ha voluto rinunciare all’obiettivo di supportare e promuovere il nostro fiore all’occhiello, luogo simbolo dell’intera regione, il Tempio di Hera di Metaponto, offrendo visite guidate specializzate, grazie all’apporto di guide qualificate e festeggiare, così, l’importante risultato conseguito dal Tempio tra i Luoghi del Cuore edizione 2020-21. Il X Censimento si è concluso il 15 dicembre 2020, i risultati sono stati annunciati il 25 febbraio 2021. Con ben 2.353.932 voti per gli oltre 39.500 – nell’82,3% dei Comuni italiani, gli italiani hanno voluto dimostrare il loro amore per il patrimonio culturale e ambientale italiano: il miglior risultato di sempre per il Censimento del FAI.

E noi siamo orgogliosi per il risultato raggiunto dal Tempio di Hera, che con oltre 10.500 voti ha raggiunto il 27° posto della classifica nazionale generale, il 3° posto nella classifica nazionale delle aree archeologiche ed il 1° posto regionale.

Il Tempio di Hera, meglio conosciuto come Tavole Palatine, è luogo simbolo della Basilicata e rappresentativo del Metapontino. La posizione geografica ne testimonia il valore strategico nell’interscambio culturale, sociale ed economico tra popoli e terre diverse che qui da sempre convergono.

Grazie alla sempre più salda e prolifica collaborazione con La Direzione Regionale Musei Basilicata e la Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, la Delegazione FAI della Costa Jonica in via eccezionale domenica 16 maggio – propone l’apertura dell’area archeologica del Tempio di Hera di Metaponto dalle ore 9,30 alle 12,30, le visite saranno eseguite da guide specializzate con il supporto organizzativo dei volontari della Delegazione Jonica e logistico della Protezione Civile Basilicata.

Cogliamo l’occasione per ingraziare gli Istituti Scolastici di Bernalda e Montalbano per la disponibilità e l’impegno profuso nel supportarci in attività e programmi sempre più condivisi, ma che per le condizioni attuali siamo stati costretti a rinviare con speranza e tenacia. Allo stesso modo rivolgiamo un pensiero speciale a tutti quei volontari, enti ed associazioni delle comunità ricadenti nel territorio della Delegazione Jonica, che da sempre ci supportano condividendo in primis la visione del FAI – Fondo Ambiente Italiano, attraverso cui tuteliamo e promuoviamo i paesaggi unici della Costa Jonica Lucana.

Capo Delegazione FAI della Costa Jonica Franca Digiorgio 

 

DELEGAZIONE FAI DI TRICARICO E DELLA LUCANIA INTERNA

Capo Delegazione Sabrina Lauria

La neo DELEGAZIONE DI TRICARICO E DELLA LUCANIA INTERNA, costituita il 1 marzo 2021 per volontà della Presidenza regionale e con   nomina del FAI centrale, propone, per l’edizione di Giornate FAI di Primavera 2021, i seguenti itinerari all’aperto nei comuni di Aliano, Castelmezzano, Gorgoglione, San Mauro Forte, Tricarico, Tolve.

Le scuole che saranno coinvolte sono:

  • classi 3A e 4A del Liceo scientifico Carlo Levi di Tricarico
  • Istituto comprensivo Rocco Montano di Stigliano- scuola primaria di II grado di Aliano e Gorgoglione.

Le visite si svolgeranno sabato 15 e domenica 16 maggio su prenotazione e secondo il calendario indicato sul portale istituzionale del FAI nel rispetto della normativa anticovid e secondo i protocolli stabiliti dalle istituzioni di riferimento.

 

ALIANO

  • I luoghi magici del “Cristo si è fermato ad Eboli” La passeggiata consentirà di percorrere e visitare tutti i suggestivi luoghi descritti nel libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli” e che, a tutt’oggi, sono ben conservati e molto simili nell’aspetto al tempo di Levi. In particolare ci soffermeremo sui luoghi leviani: CASA DEL CONFINO, il suggestivo affaccio sul FOSSO DEL BERSAGLIERE, P.ZZA GARIBALDI con la suggestiva CASA CON GLI OCCHI, l’UFFICIO POSTALE, la MACELLERIA, la FONTANA, il MUNICIPIO, la BOTTEGA DEL BARBIERE AMERICANO, il BALCONE DELLA VEDOVA, prima pensione di Carlo Levi, la CHIESA/MUSEO di San Luigi Gonzaga del secolo XVI. Altre tappe saranno le CASE DEGLI AMERICANI, e la CASA DELL’ARCIPRETE, infine il suggestivo PANORAMA DEI CALANCHI. Guideranno i ragazzi dell’Istituto comprensivo della scuola secondaria di primo grado di Stigliano, sede di Aliano.

CASTELMEZZANO Due sono gli itinerari narrati da un volontario, esperta guida ambientale, che permetteranno di scoprire paesaggi incontaminati.

  • Le piccole “dolomiti lucane”. L’ itinerario consisterà in un cammino panoramico tra le rocce affioranti modellate dagli agenti atmosferici nei secoli, le quali compongono il crinale delle ormai celebri Piccole Dolomiti Lucane. Dopo un prima parte naturalistica in un sottobosco di cerri, roverelle e carpino bianco seguirà una parte centrale paesaggistica con panorami e scorci mozzafiato, ammirando dall’alto il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e l’area circostante. Il percorso si conclude con l’ultima parte all’interno della splendida cornice del borgo di Castelmezzano, luogo di incontri di antiche culture contornato da un paesaggio in continua trasformazione, uno tra i borghi più belli d’Italia.
  • La grande quercia e il bosco di Castelmezzano. Partendo dall’Area Attrezzata “piscilicchio” ai piedi di monte Caperrino, nell’areale del bosco di Castelmezzano, all’interno del Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane percorreremo un suggestivo sentiero fra alberi di abeti, cerri, carpini e roverelle, ci immergeremo in una natura incontaminata fino ad ammirare lo spettacolare esemplare della “Grande Quercia” iscritta nell’albo degli alberi monumentali d’italia ed altri esemplari di alberi plurisecolari.

GORGOGLIONE

La Spoon river lucana: un antico   cimitero racconta. Una visita, a cura dei piccoli Ciceroni dell’Istituto comprensivo della scuola secondaria di primo grado di Stigliano, sede di Gorgoglione, ci porta in un luogo inconsueto. Un luogo silenzioso al centro di Gorgoglione, un piccolo cimitero dismesso nel 1978. Tanti nomi di persone da lungo tempo scomparse che si fondono in un’inestricabile trama di storie. Quelle che legano, ad esempio, in un dialogo che si può cogliere attraverso l’immaginazione, un arciprete morto quasi centenario nel 1934, benemerito promotore dell’alfabetizzazione dei suoi compaesani tra Ottocento e Novecento; uno sconosciuto che sulla sua croce in ferro è designato come “artista”, non si sa più devoto di quale delle sette muse; e un altro che artista rimane ancora nel ricordo degli anziani, un ammirato costruttore di mongolfiere per diletto; e tante altre persone comuni delle cui esistenze, sarà forse possibile raccogliere ancora qualche indimenticato significativo frammento di vita.

SAN MAURO FORTE

L’antico borgo di San Mauro Forte. In Giornate FAI di primavera potremo percorrere le vie del borgo e soffermarci ad ammirare gli antichi palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Arcieri che è stato recentemente restaurato e aperto al pubblico per il piano terra. Il palazzo fu costruito verso la fine del ‘700 da Gaetano Arcieri uno degli acquirenti del fondo di San Mauro. Nella piazza troveremo la suggestiva torre medievale, un interessante esempio di architettura fortificata visitabile in alcune occasioni anche all’interno. Sui ruderi del palazzo feudale fu edificata la Chiesa Madre. La chiesa è dedicata a S. Maria Assunta di Episcopia, fu edificata sulle rovine del Palazzo Feudale. L’interno dell’edificio si sviluppa su 3 navate con cappelloni laterali e con un’ampia cupola che definisce la zona dell’abside. Al di sotto del piano di calpestio della Chiesa, si sviluppano i locali originariamente adibiti a cripta, all’interno è presente un interessante affresco che riproduce S. Mauro Abate, patrono del Comune.

TRICARICO

La Saracena e la Rabata di Tricarico tra architettura e natura. Il percorso partirà dalla piazza Garibaldi, per proseguire, passando davanti al Palazzo ducale, sede del museo archeologico, verso il cuore del centro storico. Passeremo nei pressi della Cattedrale, del Vescovado e del Museo diocesano per poi addentrarci nei quartieri arabo-bizantini. Prima suggestiva tappa, Borgo San Pietro, un piccolo agglomerato di case a mò di claustro. Proseguendo, arriveremo al palazzo Lizzadri, sede del Museo del costume e abitazione della poetessa Laura Battista, ci affacceremo sul piazzale della torretta e porta Saracena, luogo identificato come primo acquartieramento delle popolazioni arabe. Riprenderemo la strada, alla volta della Rabata, il quartiere-residenza delle popolazioni islamiche, tra vicoli, cortili chiusi, palazzetti nobiliari e edilizia minore come le tipiche “case con gli occhi” o le case grotta. Archi rampanti, sopportici, androni coperti, calate, gradonate, senza trascurare l’interessante sistema di deflusso delle acque, arriveremo in basso ad affacciarci nel vallone del Milo, nei pressi della “Badia” verso gli “orti saraceni”, difronte al Convento del Carmine. Attraversata la porta della Rabata con la sua torre di avvistamento scenderemo verso le antiche fontane e concluderemo la nostra passeggiata circondati dal verde, in una zona ricca di acque sorgive. Il volo e il richiamo del nibbio, che qui è stanziale, completeranno lo scenario. I Ciceroni delle classi III e IV del Liceo scientifico Carlo Levi, guideranno i visitatori.

Per la DELEGAZIONE FAI DI TRICARICO E DELLA LUCANIA INTERNA

Si ringraziano

Comune di Aliano, Castelmezzano, Gorgoglione, San Mauro Forte, Tricarico, Tolve;

Per gli Apprendisti Ciceroni: Liceo scientifico Carlo Levi di Tricarico e Istituto comprensivo Istituto Comprensivo Rocco Montano di Stigliano, sede di Aliano, e di Gorgoglione.

 

 

 

APERTURE A CURA DI CASA NOHA

Property Manager: Donatella Acito

 

 

CASA NOHA – Bene del FAI in Recinto Cavone, 9 – Matera

A due passi dal Duomo, sulla Civita di Matera, Casa Noha si propone al visitatore come “porta d’ingresso” alla città, ripercorrendone la storia grazie ad un innovativo progetto di comunicazione.

Con la sua struttura in tufo, i soffitti a volta, i delicati intagli e le cornici, l’edificio rappresenta un esempio di architettura privata dei Sassi.

Per volontà degli eredi, innamorati della loro terra e desiderosi di condividerne la storia e la bellezza con tutta la collettività, la Casa è stata donata al FAI nel 2004. In sintonia con questa giusta aspirazione, la Fondazione ha realizzato un accurato restauro conservativo e ha progettato un inedito e avvincente viaggio multimediale che narra il territorio da diverse prospettive: dall’architettura alla storia dell’arte, dall’archeologia alla storia del cinema. Ne è risultato un video – “I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera” – ideato da Giovanni Carrada con il coordinamento scientifico di Rosalba Demetrio e proiettato sulle pareti delle stanze, che offre al visitatore una ricostruzione completa della storia della città dalle origini a oggi.

Orario di apertura 10 – 19. Ultima proiezione 1h prima della chiusura. Durata visita 40 min.

INGRESSO A CONTRIBUTO MINIMO SUGGERITO 3€

MODALITÀ DI VISITA IN SICUREZZA ALL’INTERNO DEI BENI DEL FAI

Per consentire al pubblico di visitare i Beni nella massima sicurezza, il FAI si è preoccupato di garantire il pieno rispetto dei principi definiti dal Governo a partire dal mantenimento della distanza interpersonale o fisica. In tutti i Beni la visita sarà contingentata per numero di visitatori e, ove possibile, organizzata a “senso unico” per evitare eventuali incroci.

Sarà d’obbligo indossare la mascherina per tutta la durata della visita. Saranno inoltre a disposizione dispenser con gel igienizzante. Sarà rilevata la temperatura all’ingresso del Bene.

 

 

EVENTO ESTERNO AL BENE

 

SABATO 15 MAGGIO  

 

“ORIENTEERING SULLA CIVITA”

Partendo dal cuore della città dei Sassi, l’attività porterà il partecipante a scoprire la cinta muraria medievale di Matera, tra torri, fortificazioni e mura che proteggevano la Civita.

Con bussola e cartina digitale alla mano, esploreremo il centro storico per espugnare l’antica città.

* Vincerà l’orienteering la squadra che effettuerà il percorso a tappe in minor tempo.

Luogo d’incontro con la nostra guida piazza Duomo ore 15,30

Consigliato abbigliamento sportivo, acqua, cappellino, gel sanificante, mascherina.

È indispensabile il cellulare per consultare mappa del percorso e bussola.

 

 

 

EVENTO ESTERNO AL BENE

 

DOMENICA 16 MAGGIO  

 

CASA NOHA – “PRIMAVERA A CASA IRENE” – località S.Andrea nel Parco della Murgia Materana.

 

Trekking in una delle aree più incontaminate del Parco della Murgia Materana dove la testimonianza dell’antico rapporto tra uomo e natura diventa evidente.

Un percorso nell’area protetta della Murgia per visitare cisterne, inesplorate chiese rupestri, antichi tratturi e caciolai come il Casone della Murgia, anticamente destinato alla produzione casearia.

Il Casone, oltre ad essere un interessante ed originale esempio di architettura agricola-pastorale, appartiene alla splendida Masseria della famiglia Strada chiamata “Casa Irene” ed inserita in un contesto di rigogliosa macchia mediterranea.

Durante la visita scopriremo a poca distanza dalla Masseria, il Casone che spicca per la sua originalità costruttiva e stimola la fantasia evocando, nelle sue linee, una piccola moschea islamica con il suo minareto.

Luogo d’incontro con la nostra guida ore 9,00 – piazzale antistante chiesa di S. Agnese – Rione Agna

Spostamenti in auto privata.

Consigliato abbigliamento sportivo, acqua, cappellino, gel sanificante, mascherina.

 

 

 

 

Francesco de Sanctis

Delegato Regionale Comunicazione Scuola e Università