domenica, 8 Marzo , 2026
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Violenza alle donne, con Sorry Baby al ”Comunale” il cinema denuncia

Altro che sicurezza e le tante attestazioni di solidarietà governativa sulla violenza alle donne che si verificano periodicamente, aldilà dei dati in calo e che il Belpaese a guida sovranista, del giro di vite da decreto sicurezza ribadisce di voler contrastare. Il film ” Sorry Baby” in programma mercoledì 25 febbraio al Cinema Comunale ” Guerrieri” di Matera per la rassegna ”Cinergia” è di quelli che continua a tenere aperte le ferite del dramma, morale e fisico, che le donne vittime di violenza continua a vivere. Il film, per la ”crudezza” interpretativa, che esprime e per il tema trattato con la speranza che qualcosa possa cambiare tiene accesi i riflettori su quello che si potrebbe fare e si continua a non fare. Educare al rispetto delle donne, a cominciare da bambini ( le resistenze all’educazione sessuale nelle scuole, ne è la conferma) evitare i paradossi e la contraddizione di normative che lasciano le donne (soprattutto se non hanno lavoro e hanno figli) da sole. Servono fatti. Altrimenti le storie come quella di ”Sorry Baby” e i fatti di sangue, i femminicidi continueranno a ripetersi.

Mercoledì 25 FEBBRAIO SORRY,BABY

Film:SORRY,BABY
Data: Mercoledì 25 febbraio
Cinema: Cinema Guerrieri Matera
Orari:17.30 – 19.35 – 21.40
Posto Unico: € 6,00

Informazioni
“Mi è successo qualcosa di molto brutto”, dice Agnes, studentessa post laurea e neodocente: quel qualcosa è una violenza sessuale che ha subìto e che cerca ad ogni costo di rimuovere, asserendo che “tutto va bene”. Agnes vive ancora nella stessa casa del New England in cui è cresciuta,mentre l’amica ed ex coinquilina Lydie si è trasferita a New York, si è sposata e le annuncia di essere incinta. Per Lydie la vita è andata avanti, ma per Agnes si è in qualche modo congelata a quell’evento
traumatico che ha superato solo a parole. Una riunione di classe è l’evento che farà riemergere il ricordo della violenza, di cui è stato colpevole un suo ex professore. E Agnes dovrà confrontarsi con il rimosso e con il modo in cui quell’evento ha influenzato il corso della sua vita.’Sorry, Baby’ è il film di esordio di Eva Victor, che ne ha scritto la sceneggiatura, dirige e interpreta il ruolo della protagonista.
Ed è un esordio folgorante che rivela un vero talento cinematografico e una voce femminile unica e potente, qui con il sostegno produttivo del regista Barry Jenkins.Narrato per brevi vignette e capitoli che non seguono un ordine sequenziale corretto, come non lo fa la memoria di un evento traumatico,’Sorry, Baby’ affronta in modo originale il tema della sopravvivenza a una violenza alternando dramma
e humour, con una leggerezza che non è mai svilente di quanto è accaduto e una capacità di andare afondo nel dolore della protagonista, e di descrivere il danno che la violenza sessuale causa in chi sembra sopravviverle in modo “efficiente”.L’equilibrio che Victor riesce miracolosamente (o meglio, grazie ad un attento lavoro di precisione in sceneggiatura e in regia) a mantenere fra i diversi toni è la
marcia in più di questa storia.
Ad aiutare Agnes nel percorso di riparazione è una comunità di affetti che fa di ‘Sorry, Baby’ anche la storia di un’amicizia femminile salvifica, quella con Lydie, che sa esserle vicina senza imporle strategie di rivalsa o di rimonta: una di quelle amicizie in cui la distanza, in termini di tempo e di spazio, viene
istantaneamente annullata dalla confidenza reciproca e dall’intesa profonda.Agnes in qualche modo sa chiedere l’aiuto di cui ha bisogno, ad esempio al suo vicino di casa Gavin, con cui sta nascendo qualcosa di tenero, o il negoziante Pete che le offre conforto sottoforma dei panini che vende: il confronto è quello fra la mascolinità tossica e predatoria di cui Agnes è stata vittima e quella gentile e
accogliente, discreta e animata da valori maschili ben più nobili, degli “uomini nuovi” di cui la giovane donna ha saputo circondarsi.C’è tanta tenerezza in questo film, che rifiuta la strada del rancore e della vendicatività (vedi ”Una donna promettente”) senza per questo assolvere in alcun modo i colpevoli, né minimizzare la violenza sessuale, anzi, rivelandone l’impatto nocivo reiterato nel tempo.C’è anche
grande attenzione alle dinamiche della violenza, quando perpetrata da un superiore di cui si vorrebbe la stima e l’apprezzamento, che sa creare per questo nella sua preda una vulnerabilità di cui approfittarsi alla prima occasione. Non è necessario mostrare l’evento traumatico per capirne le origini e l’impatto: e anche la scelta di mantenerlo “off camera” riconferma l’originalità della messa in scena di Eva
Victor.Dietro le quinte c’è una squadra quasi tutta al femminile, a cominciare da Mia Cioffi Henry alla direzione della fotografia per concludere con Lia Ouyang Rusli ala composizione della colonna sonora.
Ma sono soprattutto le interpretazioni di Eva Victor e Naomi Acke (Lydie), ricche di sfumature e decise a rappresentare la complessità umana dei loro personaggi, a fare la differenza.’Sorry, Baby’ riesce ad essere contemporaneamente straziante e confortante, perché mostra la realtà cocente di ogni #metoo, ma anche la resilienza di un essere umano che riesce a superare il senso di dissociazione da sé che
genera immancabilmente un evento del genere. E c’è anche un accenno polemico verso quelle sedicenti femministe che al momento buono ti lasciano sola e quel sistema che garantisce l’impunità achi commette atti di violenza di ogni ordine e grado sulle donne.

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