mercoledì, 28 Febbraio , 2024
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Una rosa dall’Istria per non dimenticare gli esuli italiani

E la fiction trasmessa lunedì 5 febbraio su Raiuno,’’La rosa dell’Istria’’, ha confermato che c’è ancora tanto da fare, per scavare nella memoria del BelPaese, con tante pagine di storia da scrivere o riscrivere, a cavallo del secondo conflitto mondiale: dalla Resistenza a quello che accadeva nella vicina Jugoslavia nelle terre ‘’irredente’’ dell’Istria di Fiume, Pola, Zara con il revanchismo dei partigiani di Tito contro i nazifascisti e contro la presenza italiana, e poi con la divisione dell’Europa in due blocchi tra Nato e Patto di Varsavia. E l’Italia in mezzo, con tutti i conflitti, contraddizioni, che per mezzo secolo buono ha tenuto da parte il dramma delle foibe e dei profughi istriani e dalmati , spesso discriminati, che per gran parte degli anni Cinquanta giunsero in Italia, con quel poco che avevano. Arrivarono anche da noi. Ad Altamura, a Campo 65, come abbiamo riportato in altri servizi, ma anche a Matera con i loro sogni, speranze. Quanti non ha visto la fiction posso farlo su RaiPlay, soffermandosi su volti, storie e su frasi profetiche pronunciate dai protagonisti come ‘’Credimi…il mondo farà di tutto per dimenticare la nostra storia, che confermano – ancora una volta- e aldilà delle posizioni di parte, come la memoria va difesa e rinvigorita nel solco della libertà, della democrazia, della pace.

LA TRAMA dal sito Rai
Un fagotto e via nella notte per non farsi scoprire. La fame, il freddo, la minaccia delle armi e della morte chiudono il cerchio della tragedia. E chi sopravvive a tutto ciò è condannato a essere esule e straniero in un’altra terra.
Ne “La Rosa dell’Istria” la guerra arriva a Canfanaro (oggi Croazia) e investe in pieno la famiglia Braico: il padre Antonio, medico; la madre Bina; i figli Niccolò, Maddalena, Saulo; la nonna Mimma, che rinuncia alla fuga quando il pericolo incombe sulla popolazione istriana, stretta dopo l’armistizio del ’43 tra i soldati tedeschi che cercano di riorganizzarsi nella Repubblica di Salò e le truppe del maresciallo Tito intente ad annettere l’Istria alla Jugoslavia.
Il film tv “La Rosa dell’Istria” – liberamente ispirato al romanzo “Chi ha paura dell’uomo nero?” di Graziella Fiorentin – è la storia intima di una famiglia, ma anche dei grandi e sofferti amori della vita, in onda lunedì 5 febbraio in prima serata su Rai 1 e su RaiPlay. Una coproduzione Rai Fiction – Publispei e Venicefilm srl, con Andrea Pennacchi, Gracjela Kicaj,

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