La quarta puntata, prima della pausa invernale, della seconda serie della fiction ”Imma Tataranni 2 ” (interpretata dall’ottima Valeria Scalera) è finita con un giallo di sfida sul futuro della dinamica e ” capatost”, come si dice dalle nostre parti, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale. Dovremo,pero’, attendere la primavera del 2022 per sapere come se la caverà. Di certo abbozzerà, avrà difficoltà in Procura e in famiglia. Ma non mollerà, perchè è abituata a guardarsi intorno a fidarsi di tutti e di nessuno. Nemmeno di ”Cupido” che continua a scoccare frecce a ripetizione, quasi fosse il ”paglione” del tiro con l’arco. E così il piatto del ricatto è bello e pronto e con un fascicolo contro “ignoti e noti” pronto a finire sul tavolo della Procura. Si parte da un bacio furtivo sotto scorta, sotto casa, del giovane carabiniere ( Ippazio Calogiuri (Alessio Lapice) ) che approfitta di un colpo di sonno…un abbraccio mentre stava per prendersi una cipolla (una caduta) mentre correva nei Sassi per una serie di scatti compromettenti, dal fine ricattatorio, per indurla a mollare la presa nel processo a carico dell’imprenditore-faccendiere Romaniello (Cesare Bocci) , che lega politica e malavita e altri facilitatori di quel tipo di traffico dentro e per la Basilicata.

E a complicare le case i sospetti del marito, Pietro De Ruggieri (Massimiliano Gallo) , abbattuto e deluso dall’incendio del locale, che la segue dove non dovrebbe seguirla, dopo una bugia per affari di Procura, che rischiano di minare l’integrità famigliare. ” Tutta ‘na volta…e sempre a una non si va” sembra dire la Pm, che sembra bersagliata dalla malasorte.

Del resto ha confessato in famiglia che dovranno vivere sotto scorta a causa delle minacce della malavita . A conferma di quanto le aveva confessato nel silenzio del ”Palombaro” di piazza Vittorio Veneto il presidente della Regione, Lombardi, coinvolto nel processo nei confronti dell’imprenditore faccendiere Romaniello. Presidente che ”allucinato”, da visioni, rimorsi e rancori verso una persona cara che non c”è più decide di ‘togliere il disturbo” per sempre evitando testimonianze o omissioni in un processo, che lo vede compromesso fino al collo in quell’intreccio tra politica, malavita e affari, legato al traffico illegale di rifiuti. Tema, purtroppo, diffuso nella nostra regione e al cento di inchieste del recente passato.

Ma per Imma prima occorre risolvere le inchieste con delitti di tutti i giorni , che si intrecciano, con la gloriosa storia ultrasessantenne dell’Olimpia Basket scomparsa dai campionati nazionali per la arcinote vicende di un’annata sciagurata. Due morti, una di un restauratore, Ulisse Delillo, ex giocatore di pallacanestro, ex sindacalista e con tanti debiti da onorare, colpito a morte da un trofeo di basket con base in malachite e l’altra di un immigrato filippino deceduto a causa di un infarto, dopo aver sorpreso in casa ladri nell’abitazione della signora Lopriore. Materia di studio per il medico legale Taccardi (Carlo De Ruggieri) che non rinuncia al suo cappellino con visiera, nemmeno quando azzimato con l’abito nuovo, deve deporre in Tribunale. Due casi legati, che tirano fuori il filone dell’immigrazione, valutazioni e luoghi comuni e responsabilità della stessa Imma che da cittadina e amica di famiglia aveva aiutato un’altra migrante dell’Est dalla storia tormentata a trovare lavoro.

E tra una fase e l’altra delle indagini spuntano Paolo Paladino,uno dei simboli del borgo La Martella che si appresta a festeggiare i 70 anni di vita. Sì il volto noto del mercatino che contratta al massimo ribasso ”3-2-1 dammi” con Imma Tataranni per venderle un oggetto del passato. E poi Giuseppe Ranoia, un attore che continua a lavorare sul filone della storia e delle tradizioni locali. E, a proposito di tradizioni, spuntano anche i ”Cucibocca” montesi , i un sogno minaccioso che fanno svegliare di soprassalto i coniugi Pietro e Imma De Ruggieri,pronti a cucire la loro bocca per sempre e a quanti parlano e sparlano. Per la Pm la situazione non è delle migliori, tanto da confessare alle colleghe della Procura che ”sta uno schifo, contente ?” Le indagini vanno avanti e il maltolto, gioielli, rubati dalla cassaforte vengono fatti ritrovare davanti al Palasport dove si allena l’Olimpia e con un biglietto che dice tante cose ”Il sole dell’avvenire è tramontato. Mala tempora currunt” .

Per chi? Per un ex giocatore della squadra, un bulgaro, incaricato di compiere il furto in casa Lopriore, madre di un giovane imprenditore del mobile imbottito. Ex atleta della squadra, sponsorizzata da suo padre buonanima, e amico dell’artigiano sindacalista Dilillo. Tutto torna, tra ammissioni e considerazioni, fino a scoprire l’amara verità sulla vittima, che se ne fregava dei lavoratori e di quanto aveva scritto sul giornalino ” il sole dell’avvenire” ma voleva solo quattrini per incamerare debiti. Come? Ma ricattando l’amico imprenditore, idealista in gioventù, che sfrutta i lavoratori, impiegando manodopera straniere e falsificando i bilanci. Inevitabile che un trofeo con base in malachite (materiale degli antichi egizi) finisca sul cranio dell’ex sindacalista. Caso chiuso per la PM che in gioventù aveva lavorato come operaia nei salottifici, conosciuti sindacalisti, lotte e un detto che ”I materani non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno”. A cominciare dal conte GiovanCarlo Tramontano, con tutto il luogo comune sullo ”ius primae noctis”.

Chiuso un capitolo ne resta in piede un altro. Quello del processo contro il faccendiere Romaniello, padre di una figlia down di 11 anni, ragione della sua vita, ma che vuole a tutti i costi uscire dal carcere tanto da minacciare il suo avvocato difensore. Una situazione insostenibile tant’è che quest’ultima, a sorpresa, rinuncia al mandato proprio durante il processo. Non è finita, perchè arrivano le prove tanto cercate e a fornirle è il giovane Samuel, fidanzato di Valentina figlia della Pm, che si reca nel rifugio del boss malavitoso Mazzocca, in quel di Alianello, per filmare l’incontro con l’architetto Giulio Bruno ” persona di collegamento” tra criminalità e affaristi come Romaniello. Una prova schiacciante, presa tra mille rischi, che impongono di portare Samuel in un programma di protezione.

E di protezione, in carcere, ha bisogno anche l’architetto che si decide a collaborare con la Giustizia. Non dovrebbe saperlo nessuno. Ma anche dietro le sbarre ci sono occhi e orecchie… Ne sapremo di più in primavera. Magari a pancia piena con Imma che avrà finito di addentare un pezzo di focaccia materana e sorseggiando birra o la pasta al forno con le polpette . La ”post azzis” consigliata questa volta al marito Pietro da Lia Trivisani. ”Veloceee a finire il piatto, che dobbiamo vedere la quinta puntata…”.

Le prime quattro sono state un successo, anche perchè tra una cosa e l’altra (siamo a novembre) è spuntato uno sponsor insolito. Una agenzia di pompe funebri. ” P l’on’m du Priaterj” Per le anime del Purgatorio e far giocare grandi e piccini come fossero all’oratorio. Matera, capitale della cultura, per fortuna è anche questo, una dimensione ”provinciale” se volete, dove si conoscono tutti o quasi tutti e si fanno gli affari altrui…Per Imma Tataranni un faldone sempre aperto e con il maresciallo Lamacchia Nando Irene, pronto a portare avanti le indagini. E i parenti, i suoceri De Ruggieri ( Antonio Montemurro e Dora Romano) sempre pronti a commentare e a mangiare. Pane quotidiano per il regista Francesco Amato e quanti hanno voluto ” Imma 2” Rai Fiction , Ibc Movie e Rai Com che, a giudicare dal boom di ascolti, non potranno che pensare alla terza serie. Imma, con le storie ispirate ai libri della scrittrice Mariolina Venezia, ha preso il posto di Montalbano…E Matera, e non solo, quello di Vigata.