Un fascicolo nei confronti di ”Cupido” l’avrebbe aperto per induzione all’innamoramento, ma la pm di Matera Imma Tataranni ha archiviato d’ufficio per sopravvenuta delusione e ravvedimento operoso, come riporta il C.P.T.A il Codice delle Pene e delle Tresche amorose. Merito di una struggente sinfonia jazz e di un mazzo di rose rosse dono ideale…del suo cantante preferito Massimo Ranieri.

La quarta puntata della fiction televisiva di Rai Uno ” Maltempo”, diretta da Francesco Amato, e incentrata sul magistrato più arrembante della Procura della Repubblica di Matera ha tenuto sulle spine (d’amore, naturalmente) il pubblico e quello femminile in particolare per la storia – tra sogno e realtà, complice una missione a Roma per indagare su un noto parlamentare candidato alle regionali- con il giovane carabiniere e aspirante maresciallo Calogiuri interpretato dal timoroso, all’apparenza, Alessio Lapice.

La sbandata c’è tutta perchè, come direbbero la stessa Pm, interpretata dalla bravissima Valeria Scalera e la sua coach nel film Lia Trivisani, ”Se n’era andata d’ chep di testa”, e quando accadono queste cose il rischio è quello di essere sorpresi in un affiatato corpo a corpo sulla scrivania della Procura tra faldoni e falloni… Ma c’è sempre il provvidenziale arrivo del caffè a interrompere sogni e a spegnere i bollori, il ”mommo” marito interpretato dall’impacciato Massimiliano Gallo insospettito comunque da quel farfugliare ”Lo giuri..lo Giuri”.

Ma al cuore non si comanda e ci si raccomanda e così spina più, spina meno, arrivano altre pene con l’incendio doloso (come sospetta la Pm) nel deposito degli atti giudiziari, che distrugge l’unica prova disponibile nel processo a carico del faccendiere facciatosta Saverio Romaniello ( interpretato da Cesar Bocci) che rilascia una ipocrita dichiarazione tv, ringraziando la Provvidenza.

La sorte o malasorte sono dietro l’angolo e il rinvenimento del cadavere di una giovane giornalista, Donata Miulli, trovata cadavere in uno strapiombo a ridosso del rione Dirupo…di Pisticci apre all’ennesimo giallo. Un altra spina nel cuore della Pm, che aveva liquidato la donna – in attesa che le portasse prove concrete- dopo un colloquio in Procura circa responsabilità scottanti in una storia pericolosa per la Basilicata(petrolio e ambiente) nella quale era coinvolto il parlamentare Luigi Lombardi di Alternativa Basilicata. Denunciato, a sua volta, per affissione abusiva di manifesti;quando la fiction si ispira alla realtà…

La Pm ha una memoria di ferro ” e non la frechi (è materano)” quanto a date e circostanze e insiste perchè oltre al telefonino della giornalista venga trovato un miniregistratore digitale, che sarà una delle chiavi per la soluzione del giallo. Ma occorre saperne di più, in attesa delle indicazioni del medico legale Taccardi (Carlo De Ruggieri). E così Imma Tataranni decide di andare a Roma per sentire il parlamentare e decide di farlo su un autobus di linea tra viaggiatori che si stiracchiano con i piedi all’aria…e con il riscaldamento che non funziona, tanto da indurre il magistrato a proteggersi con uno sciarpone che la rendono simile a una befana.

E all’arrivo a Roma, come una stonata, torna a farsi vivo Cupido con il giovane centauro Calogiuri che trasborda in moto la Pm, saldamente stretta all’aspirante maresciallo fin davanti al Parlamento. Imma Tataranni ci arriva senza appuntamento. Si presenta con la consueta facciatosta e pone le prime domande al deputato -e alla presenza di una ‘burocratica segretaria-circa i suoi rapporti con la giornalista trovata assassinata a Pisticci.

Una traccia per controllare l’alibi e giornata romana conclusa con un invito a cena del neo maresciallo dei carabinieri, qualche bicchiere di troppo e una rosa rossa…Sembra che la scintilla debba trasformarsi nel fuoco ardente della notte capitolina, in albergo, ma la suoneria del telefonino annuncia la sinfonia della buona notte del consorte De Ruggieri, che le dedica uno struggente brano jazz al sax. Merito della insegnante Cinzia, che ha un debole per il marito della Pm…ma non va oltre. Tradimenti scampati.

Ma il lavoro incombe con una puntatina a ”Cinececittà” frequentata per recitare o girare uno spot da Lolita Tiger( per via della tigre tatuata sulle spalle) al secolo Maddalena Bartoli, amica della vittima che conferma la tresca durata sei mesi con il parlamentare lucano. La missione romana, però, non poteva restare inosservata e il Procuratore Vitale (Carlo Buccirosso), moderato e guardingo e superstizioso come Pulcinella, invita a non pestare i calli alla politica, perchè alla lunga porta solo problemi.

Considerazioni da esperienze passate, da rispetto tra poteri dello Stato o attese per concludere degnamente la Carriera visto che alla fine le decisioni sono politiche? La Pm tira dritto e sbuffa, ma si fa portare dove vogliono cuore e mente. E così l’indicazione che la vittima sia stata vista a Matera, al terminal bus, da Nunziata Santacarcangelo ”masciara” di Grottole, il giorno dopo dalla possibile data della morte, da’ una accelerata alle indagini con una illuminazione.

La ragazza, conosciuta dalla fattucchiera, era nata settimina e salvata da un provvidenziale bagno nell’acqua dei maccheroni. Pratica magica a parte è la nascita prematura a sgomberare ogni dubbio sul movente del delitto e a scagionare il parlamentare, che aveva detto alla giovane vittima e amante di essere suo padre. Confessione registrata, a sua insaputa, e tanta apprensione sulla sua carriera politica se la cosa fosse venuta fuori. Il colloquio con la masciara, preceduto da un incontro con gli uomini pettegoli del paese su filtri d’amore e abitini, mette e non poco in imbarazzo Imma Tataranni perchè Nunziata Santarcangelo intuisce che la tristezza letta in volto nasconde pene d’amore e con una domanda secca : ” L’amore come va? Avete paura di qualcosa?” ,chiusa da un ”Va bene...” . E ci ha azzeccato.

Ma la Pm non ci tiene proprio a dire i fatti propri, in un Comune dove è stata ambientata la prima storia della sceneggiatrice e scrittrice Mariolina Venezia con ”Mille anni che sto qui” premiato con il premio Campiello. Poi vennero gli altri romanzi sui quali si è ispirata la fiction.

Il ”Maltempo’ si rischiara e le rivelazioni e i chiarimenti sono dietro l’angolo, ma con tante soluzioni a sorpresa. Il parlamentare, che chiede di rispettare il bene comune e di non rovinare la campagna elettorale e il progetto per contenere l’emigrazione giovanile, resta stupito dall’apprendere di non essere il padre di Donata Miulli, in quanto sua madre Rosanna conosciuta in gioventù a Potenza , aveva abortito. Tutto è bene quel che finisce bene con un sospiro di sollievo della consorte, in apprensione per possibili scandali.

Ma non è finita. L’intreccio amore, affari, ricatti, estrazioni petrolifere e politica – sul quale fantasie e accostamenti al reale, hanno contrassegnato il dopofiction- porta a Lolita Tiger che aveva intuito la possibilità di ricavare quattrini ricattando il parlamentare e il manager Zakary della compagnia petrolifera Tirex, utilizzando proprio il miniregistratore dell’amica Donata che viene trovato in una borsetta della vittima. Un ricatto incentrato su un possibile incesto che, se fosse giunto a buon fine, avrebbe portato a far cambiare posizione nei rapporti tra il parlamentare, difensore a parole della gente e del territorio della Basilicata, e la compagnia petrolifera. Cosa che si ribalta in campagna elettorale. Accondiscendenza, compromesso, buon senso?

No l’esempio della giovane giornalista, che negli ultimi tempi aveva cominciato a frequentare un vecchio compagno di scuola, cameriere in un ristorante dei rioni Sassi, e aveva apprezzato la pace del suo paese dove almeno i compaesani la chiamavano per nome e la rispettavano. E allora non resta che ritornare sulle tracce della ambiziosa Lolita Tiger, che nasconde ancora qualcosa, come da intuito femminile della Pm materana sorpresa (per caso) che nell’archivio della Procura dove si reca per cercare la poliziotta Matarazzo avvengono focosi incontri clandestini fino all’ultimo faldone.

Cupido è anche dietro le carte… e ha colpito (è qui il coup de theatre di regista e sceneggiatori) anche il giovane maresciallo Calogiuri, invaghitosi di Maddalena Lolita, e convinto della sua innocenza. Per la Pm è un colpo al cuore… un tradimento, ma è un magistrato che ha deciso di studiare legge quando ha visto che nel mondo ci sono tante ingiustizie. E così l’aspirante attrice viene invitata a tornare a Matera e vuota il sacco mentre è in camera da letto ad amoreggiare con Calogiuri.

E viene fuori il movente misto a verità, invidia,fallimento con la spinta di Donata giù dal muretto, dal Dirupo, dopo la frase ” Non voglio diventare come te..”. Aveva ragione, tutto vero, aveva commentato Lolita . ”Lei mi dava le spalle. E’ stato un attimo e l’ho spinta giù”. Lacrime per Lolita e amarezza per Calogiuri, che si è visto crollare il mondo addosso. Poi l’irruzione di due colleghi che arrestano Lolita e tra di loro anche la poliziotta Matarazzo, che si era illusa di poter conquistare il giovane carabiniere.

Fascicolo archiviato anche per Cupido e per una giovane, come commenta Imma Tataranni, alla quale hanno rubato il futuro. Politica sotto accusa per affarismo, mediocrità, opportunismo che meritano di finire sotto la lente continua della Magistratura, che ha i suoi tempi e il suo modus operandi.


Lo chiedono persone pulite come il giovane cameriere dei Sassi, interpretato da Cosimo Frascella, che rimpiange e chiede giustizia per la sua Donata, e altri protagonisti noti e meno noti stanchi delle chiacchiere e dei raggiri di politici navigati o arrivisti che puntano su bisogno e buona fede per le loro fortune, mentre la Basilicata si spopola.

E c’è una Basilicata pulita, quella dei volti semplici, magari irriverenti, come quelli visti sull’uscio di un bar di Grottole o altri dai volti puliti scelti da Geo Coretti e Blu Video per la fiction come Camillo Paladino, Antonio Valente, Giusy Festa, la signora Latronico.

E a proposito di donne l’anima materana e dei rapporti tra madre e figlia e tra figlia e nonna vengono fuori in maniera cruda e concreta, tra esperienze del passato e conflittualità del presente. Così puo’ servire, per ristabilire un minimo di dialogo generazionale imparare a preparare i piatti di una volta, con Valentina figlia di Imma Tataranni, che realizza videoricette a ”casa di nonna”.

Dosaggi a occhio, prodotti dell’orto di stagione e via con il piatto dei briganti a base di lagane e ceci, e poi ciambotte, parmigiane (merito dalle supervisione della coach Lia Trivisani) e altre pietanze preparate per mamma e papà che si complimentano (ma a denti stretti) per la novella cuoca di casa. Una figlia che vorrebbe mollare gli studi al liceo per darsi alla cucina spinta…anche dalle invidie (l’amicizia con Penelope) e dal bullismo delle compagne che ne bagno scrivono ” de Ruggieri Lesbica’. A tavola, però, si accomoda tutto o quasi.

La ”uascazz ”, un pranzo o una cena in compagnia mettono allegria . Per un brindisi attendiamo la Pm Tataranni, tutta amore e crepacuore…