HomeCinemaQuattro storie di donne al Comunale con ''Il Suono di una caduta''

Quattro storie di donne al Comunale con ”Il Suono di una caduta”

Un film ambientato nella Grande Guerra, in una fattoria, con altrettante storie di donne che ” Guardando il sole” (è il titolo originale del film) della regista Mascha Schilinski che sarà proiettato mercoledì 29 aprile a Matera, al cinema comunale ”Guerrieri”, per la rassegna di Cinergia . Un lavoro sulla condizione femminile di altra epoca tra timori, limiti, sogni, paure, sfruttamento, ricordi, raccontati da una giovane regista che vuol mostrare con una narrazione a tutto tondo quello che sa fare.

Guardando il sole
Mercoledì 29 APRILE IL SUONO DI UNA CADUTA
Film: IL SUONO DI UNA CADUTA
Data: Mercoledì 29 APRILE
Cinema: Cinema Guerrieri Matera
Orari: 18.00 – 21.00
Posto Unico: € 6,00
Informazioni
Tre epoche diverse, tre storie di giovani esistenze, un comune destino femminile che ha a che fare con il proprio (limitato) ruolo nel mondo. Non c’è unità di tempo ma c’è unità di luogo perché le storie si svolgono tutte nella stessa fattoria, usando uno stratagemma narrativo non dissimile da quello di Zemeckis in ”Here”. E forse c’è qualche legame famigliare ad unire le tre protagoniste: una bambina, una ventenne, una preadolescente. Intorno a loro vediamo madri alienate e incapaci di affrancarsi dalla società patriarcale in cui vivono, nonché di proteggere i propri figli, e uomini che considerano legittimi atti di violenza, molestie e stupri in nome di una supremazia reiterata nel tempo. ‘Sound of Falling’, opera seconda della regista e sceneggiatrice neoquarantenne Mascha Schilinski, coadiuvata dalla direzione della fotografia dal proprio compagno di vita Fabian Gamper, è ambiziosa sia in termini di contenuti che di durata (due ore e mezza) che soprattutto di forma. La tedesca Schilinski mostra una grande abilità registica e di messinscena, ma straborda nell’utilizzo di tutte le tecniche espressive possibili, come se volesse dimostrare a tutti i costi di saper padroneggiare il mezzo (cosa che fa, con grande virtuosismo). Questa tentazione è tipica dei registi al loro esordio, nel timore di non avere un’altra occasione di dimostrare le proprie capacità professionali, ma essendo questa un’opera seconda risulta meno comprensibile, e toglie rigore alla narrazione.Ed è un peccato, perché il tema della ripetitività della condizione femminile attraverso le epoche è di primaria importanza e di grande attualità: ma qui c’è il rischio che venga utilizzato in modo strumentale privilegiando invece l’aspetto estetico, spesso anche grottesco e raccapricciante.All’inizio la storia sembra promettere una svolta horror o soprannaturale, ma poi preferisce alternare i toni per raccontare una serie di personaggi che si sovrappongono e in qualche misura si affastellano, rendendo difficile per lo spettatore capire chi faccia cosa e in che rapporto sia con gli altri personaggi. Esteticamente il film si muove fra la crudeltà di Michael Haneke e la oleografia della pittura fiamminga, con qualche compiacimento di troppo e qualche vezzo autoriale diventato di moda, a cominciare dal formato 1:1:33, ma anche con un raffinato gusto compositivo e un utilizzo sapiente degli strumenti cinematografici.La parte più interessante, in un film che mette il sound nel titolo, è proprio la gestione del sonoro: silenzi improvvisi alternati al rumore del vento e della tempesta, a rimbombi e respiri, scrosci e sciabordii. Ma spesso ‘Sound of Falling’ appare eccessivamente artefatto e manierato, ridondante e tematicamente labirintico: un maggiore controllo sulla materia trattata e sulla sua presentazione avrebbe grandemente giovato al risultato finale.

RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti