mercoledì, 28 Febbraio , 2024
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”Nostalgia film festival” in tre tappe per il cinema iraniano

E’ inevitabile pensare a un polo che soffre, quello iraniano, per un regime che ne soffoca le libertà, come ha dimostrato la protesta- repressa, ma continua- delle donne, che vogliono liberarsi da costrizioni che ne limitano portamento e pensiero. Così l’omaggio a un cinema, in esilio, o di iraniani che ta tempo si sono trasferiti e lavorano in Occidente, con la tappa napoletana, insieme a quelle di Roma e Milano, sono l’occasione per guardare a quello che c’è di nuovo o sul quale riflettere. Armando Lostaglio, che vanta una consolidata collaborazione con il cinema iraniano,ci descrive un lungo elenco di produzioni che avrebbero meritato il supporto di materiale fotografico. Sarà per altra occasione e se vi capita un titolo sul cinema del Paese che ha ereditato la cultura dell’antica Persia vedetelo.

Da novembre a dicembre, serate di successo fra Napoli, Roma e Milano.
L’11 e il 12 novembre si è svolta a Napoli la quarta edizione del
Nostalgia Film Festival, il primo in Italia e interamente dedicato al cinema iraniano. Nato a Milano nel 2019, quest’anno si è svolta in edizione itinerante: oltre alla tappa partenopea, è proseguito il 15-16 e 17 novembre al teatro Ateneo de La Sapienza di Roma per
concludersi nei primi di giorni di dicembre a Milano.

Questa quarta edizione è stata un caleidoscopio di facce, storie, suoni e colori dalle mille sfumature, il racconto variegato di un paese controverso qual è
l’Iran che affonda le sue radici nella più ricca e antica storia
che si possa ricordare.

Tre le sezioni in concorso: cortometraggio, documentario e
lungometraggio con opere che hanno messo in luce i principali aspetti di un popolo in bilico tra ironia e tragedia: il dramma dei rifugiati e dei loro viaggi clandestini narrati in Game Over, la complicata vita della
squadra femminile iraniana di futsal nel documentario Malek’s girls e l’ironico racconto delle surreali lezioni universitarie ai tempi del Covid nel divertente cortometraggio Entropy di Bamdad Aghajani e
Arian Navabi. Un’opera geniale realizzata da studenti che hanno
vissuto in prima persona le grottesche situazioni narrate.
Goli’s greatest adventure di Elika Mehranpoor, menzione speciale nella Sezione cortometraggi, è invece il tenero e nostalgico racconto di una bambina alla scoperta dei ricordi d’infanzia del padre, che ha inumidito gli occhi del pubblico iraniano presente in sala.

Il vincitore, nella stessa sezione, è stato The ride della regista
iraniana trapiantata a Londra, Tara Agadashloo nel quale convergono i temi dell’incomunicabilità di coppia, il razzismo e la prevaricazione
del singolo che richiama quella di un popolo su un altro sintetizzata nella frase finale della protagonista “Tu mi colonizzi!”.
A tal proposito merita una citazione Don’t breathe di Milad Nasim Sobhan che racconta in maniera metaforica la persecuzione: ambientato in
un luogo indefinito sottolinea come questa non sia vizio di qualcuno ma abitudine di tanti. Un cortometraggio ricco di poesia e tensione, recitato
benissimo, che avrebbe meritato di più.

Kak Iraj del regista Jamshid Farajvand è il miglior documentario: la storia di un personaggio reale quanto iconico che vive in Kurdistan,
immerso nella natura, riciclando televisori e gomme d’automobili che utilizza in maniera originale e inaspettata. Un’opera di sole
immagini, bellissima la fotografia, finalista al BCEFF festival 2022.
A chiudere il podio dei vincitori, nella sezione lungometraggi, è
Nargesi di Payam Eskandari: un uomo con la sindrome di Down cerca di vivere a pieno la sua vita in una società che lo vuole confinato nella sua camera e relegato nel ruolo di “mongoloide” a dispetto del suo
animo libero e gioioso. Una storia amara e meravigliosa che ha conquistato il pubblico anche grazie all’interpretazione del
bravissimo Hossein Eskandari.
Il Nostalgia Film Festival con le sue opere ha aperto una finestra su un universo di persone e fatti, reali e di finzione, raccontati con onestà e autenticità.
Il direttore artistico Amir Kaveh è fortemente grato al Direttore del Dipartimento Studi Orientali dell’Università La Sapienza di Roma prof. Franco D’Agostino per l’impegno e il sostegno al Festival indipendente iraniano.
Hanno portato il proprio contributo il CineClub De Sica di Rionero ed il Cinit Cineforum Italiano con sede a Venezia.

Per gli appassionati e i cultori il cinema iraniano torna nella
città partenopea l’8-9-10 ed il 15-16-17 dicembre, sempre nello
spazio di Area 35, con mostre fotografiche sempre dedicate all’Iran, in occasione della seconda edizione della rassegna NeapolisPersia.

Armando Lostaglio

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