Caravaggio, Dostojevski, la forza degli ultimi che alzano la mano al cielo e sorridono dopo tanto penare…Forse un po’ di tutte queste opportunità che ritroviamo nel film Shift di Aram Manukyan, descritto da Armando Lostaglio, sempre pronto a individuare tra le tante uscite film che si distinguono per qualità, messaggi e, naturalmente, di ottima fattura. Un lavoro da lettino dello psicanalista con la fragilità umana, che apre alla speranza ma anche alla cruda realtà dei conflitti senza fine con la marea di umanità costretta a fuggire alla ricerca di serenità.E con l’interrogativo di sempre. E’ dentro l’uomo ma è difficile trovarla…

IL FILM
Shift vuol dire spostare, muovere. Ed è il titolo del recente film, commovente, di Aram Manukyan, giovane regista armeno, che tocca il lato oscuro della vita, del sentire e dell’avvertire il bisogno di esistere. E la memoria dunque, l’oblio che aspetta ciascuno di noi, come su un fronte di guerra. La perdita della memoria e tutto ciò che resta fra il vissuto e ciò che sopravvive ad esso. La regia di Aram dipinge figure come ombre; che si aggirano nei fondali della stanza quasi buia (l’autore predilige la lezione caravaggesca). Fra stanza e memoria, chiuso, fra passato e presente, si muovono un padre, un figlio, la madre. E con essi l’idea utopica del ring, il pugile finito come metafora della lotta per sopravvivere, e fra il bene contro il male. Intanto, è l’oblio che aspetta tutti, prima o poi. Ecco allora la forza del Divino. Il Paradiso. La tonaca del sacerdote quale veicolo o aspirazione di salvezza.

Mentre l’autunno incombe, come un crepuscolo dopo una giornata di sole.
Resta nel profondo del film di Aram un’analisi seminascosta delle fragilità umane, dubbi “dostoevskijani”dei malati e degli emarginati sociali, le cui fragilità possono celare grandezze morali, tra la fede e il dubbio. La vacuità delle certezza è la forza dirompente di affermare chi siamo.
Oltre la caducità.
In Shift vige, in filigrana, quel concetto di Camus, laddove ci sussurra:
“Non è la lotta che ci obbliga a essere artisti, è l’arte che ci obbliga a lottare.”

SHIFT è una produzione di Armenia, Stati Uniti d’America e Italia, gli interpreti sono Samvel Grigoryan, Arsen Miqayelyan, Zaruhi Khachatryan
ed è un progetto di “LET ME” PRODUCTION, guidato dal celebre compositore di Hollywood Ron Jones (Produttore Generale e Consulente Musicale del film). Prodotto dal team di “LET ME” e da Marcello Zeppi, in co-produzione con Silvia Armeni (Armeni G.E.S Productions), Mkrtich Baroyan (Kinoket Productions).
Armando Lostaglio


