Con Lia Trivisani, attrice e donna materana tutta d’un pezzo, cuore, simpatia, tenacia e umiltà, è davvero piacevole parlare di identità materana e non sarebbe male, quando avrà un po’ di tempo da sottrarre alla famiglia…, che tenesse –magari a teatro- un paio di lezioni su questo tema. Tanto più che la prima delle sei puntate su ‘’ Imma Tataranni’’ sostituto procuratore della Repubblica va in onda domenica prossima. E il dialetto materano, non quello stretto che ormai solo gli anziani e pochi altri sanno parlare, verrà fuori con tonalità e coloriture particolari nella fiction interpretata da quel tornado di simpatia che è Vanessa Scalera, da Massimiliano Gallo e tanti attori materani noti o alle prime armi,che hanno tirato fuori l’anima della Città dei Sassi. Non ci credete ma è cosi. E guardate bene e senza posizioni preconcette con i soliti ‘’ Ma’’ o ‘’Però’’ la prima puntata. E Lia con la “santa pazienza’’ ci spiega perché… “ Quando ho parlato per la prima volta con il regista Francesco Amato –dice Lia- mi aveva detto che nella fiction voleva fissare sia un volto alla città di Matera ma anche la sua anima . Quindi hanno cercato una persona che la rappresentasse e lo hanno fatto per due mesi , però alla fine quando si informavano, chiedevano, veniva fuori sempre il mio nome . Ero nella produzione come capogruppo casting grazie a Bluvideo e a Geo Coretti e quindi non era possibile. Ma ad Amato serviva anche un ‘coach’ , quella figura che deve insegnare la materanità a tutto l’ambiente che gira sul set. Faccio un esempio in tavola non possono esserci pomodori di forma allungata, come i San Marzano, a Matera si coltivano e si usano quelli tondi. Stessa cosa per il pane, che non puo’ non essere che il nostro. Consigli dati a Roma dove sono stata lì fino alla metà di marzo’’. E qui il discorso cade sul nostro dialetto che per alcuni è ostrogoto o quasi.. “ Io che avevo studiato dizione –dice l’attrice- per un anno mi sono trovata a fare il lavoro contrario, scrivendo sul testo che gli attori dovevano recitare come pronunciare le nostre parole nostre . Matera da pronunciare con vocale chiusa e non aperta. Quindi quello che si sentirà nella fiction non è il materano stretto con la cadenza che i materani autoctoni hanno, ma sentiremo le vocali aperte e chiuse che sappiamo . E questo che ha voluto il regista. Ci sarà anche qualche termine o intercalare tipo ‘ Mo’ basta! Eh..E che ca…spita” . Un modo di esprimermi proprio dei miei personaggi, perchè Vanessa Scalera, l’attrice brindisina si è innamorata di questo personaggio, visto che faccio un po’ la cattiva e un po’ mi diverto. Tant’è che lo ha dichiarato, ringraziandomi, su Sorrisi e canzoni’’.

E Vanessa ,infatti, ha dichiarato , di essersi ispirata proprio a Lia la ‘coach’ che era sul set, ‘ Una meravigliosa donna materana –ha detto-. Un po’ spigolosa, ‘’pietrosa’’, ma con un cuore grande. L’ho imitata sia nei modi che,ovviamente, nel dialetto,: è stato proprio come imparare una nuova lingua’’. Na’ paràul “ E’ una parola”, si dice in dialetto a materano, passando da “Sant Pit d chera vonn a A Sant Pit d chessa vonn “e cioè da San Pietro Barisano a san Pietro Caveoso, ricordando le distanza degli antichi rioni . “Lei – dice Lia, riferendosi all’attrice- si è innamorata di questo modo di parlare, anche un po’ gutturale se vogliamo, nonostante lei brindisina, salentina abbia dovuto studiare ogni giorno. E con poco tempo a disposizione, con uno sforzo quotidiano per imparare da scritture con accenti diversi e con le ì parole strane del dialetto materano, difficile per chi ha studiato dizione. E’ stata Bravissima. Loro, e mi riferisco anche a Massimiliano Gallo (attento lettore dei post di Lia ndr) hanno compiuto un grande sforzo per esprimersi in materano con parole chiuse o aperte, in quanto nella dizione ufficiale è il contrario. E’ il bello ma anche il difficile del ”materano”. Niente parole monche ‘ Do’ va? ‘ Ma Dove vai’ sul set ma intere, perchè i termini devono essere compresi da Aosta a Udine da Roma a Trapani. Altri che hanno fatto da sè, mi riferisco a ruoli non di primo piano, hanno tenuto una cadenza barese. Ma nei personaggi principali è stato fatto un grande sforzo. Questo va apprezzato. Perchè per la prima volta non viene fuori solo Matera come città, ma anche l’anima nel senso bello del termine’’ E così quell’accento particolare di chi lo pronuncia porta comunque il segnale ‘’ u’nzignel’’ di Matera e ‘’ Maculet…’’ Imma Tataranni ne è uno dei tanti esempi che troveremo nelle sei puntate delle fiction. “Non ci vergognamo del nostro dialetto- aggiunge Lia. che ha un sostrato più simile al barese e del resto l’appartenenza alla Terra d’Otranto è una radice che non si può recidere. Ai materani dico di apprezzare lo sforzo fatto dagli attori con una sonorità diversa dal solito, però quando sentirete Massimiliano Gallo dire ”’ Oooh, E i bomboloni? E i nodini?…Sono una cosa nostra del parlato quotidiano. E poi Imma Tataranni che diceva sempre ” Me, ooh! Veloceee! Beh veloceee!” e lei lo dice apposta rivolgendosi all’appuntato Calogiuri che la segue. Ha caratteristiche che non puoi toglierle. Caratteristiche, che per altri aspetti i materani hanno. E poi fiction significa finzione. Chi le gira a Matera guarda tutto il contesto, ambiente, le storie, sparatorie, omicidi, luoghi comuni, Quindi rilassiamoci. Il regista ha voluto attori del posto. Geo Coretti ha fatto ulteriori provini a quelli fatta da giugno. Geo li ha fatti rifare e vantiamo un sacco di nomi non solo di attori materani, che avevano esperienza nel teatro, che sono i primi che abbiamo chiamato. Francesco Amato, ha fatto recitare Antonello Iacovone che è uno degli Angeli del Carro. Nella quinta puntata c’è tanta materanità, perchè ci sono io come mamma di ‘Stacchio’ , Antonello Iacovone che è mio marito e il piccolo Francesco Stano ” guest star” diventato attore ed è bravissimo. Poi c’è Maria Rosaria Rizzi, Antonio Montemurro, Antonio Andrisani , Nando Irene, la Del Piano , Faccia, Frascella, Nicola Fortunato che canterà una canzone a Grottole, Paolo Irene e decine di figurazioni speciali anche di persone normali. Bluvideo ha fatto lavorare tante comparse, quasi 1200 figurazioni. Ma di questo parleremo in altro servizio… Intanto domenica 22 settembre non prendete impegni. Sintonizzatevi su RaiUno,alle 21,30…” Me, ooh! Veloceee!’’