Quel ” Meh, Velocee…” espresso con carattere e gestualità dalla bravissima Vanessa Scalera, nel ruolo di Imma Tataranni, sostituto Procuratore della Repubblica di Matera è entrato nelle case degli italiani, e chissà che non contribuisca a dare una mossa a tante persone e situazioni che vivono nella dimensione della vita rallentata, dormiente o ”sostenibile” come è di moda dire. Una espressione a tante altre, che abbiamo riportato puntualmente nelle diverse espressioni di tonalità e derivazioni dialettale, che è servito a far conoscere con simpatia e curiosità usi, costumi della gente della Città dei Sassi.

Merito della pazienza ‘convincente’, come sa fare, della ‘insegnante” o se preferite all’inglese, tutor o coach, Lia Trivisani. Una adozione sul campo,quella dell’attrice materana, anzi sul set e dietro le quinte, da sorella maggiore con tanto di grembiule e mani nella farina delle tradizioni. Una passione che ha avuto un seguito- e non solo per Vanessa-anche a tavola per la famiglia De Ruggieri e dintorni. Se a pranzo o a cena oltre al nostro buono pane di ”Matera” (che andrebbe pubblicizzato di più, come sanno fare nella vicina Altamura), sono arrivati focacce,orecchiette e cime di rape, spaghetti alla San Giuannin, lampascioni, melanzane e una tortiera di pasta al forno è merito di Lia. Del resto a tavola non si invecchia, ma qualcuno i piatti dovrà lavarli e fare altri servizi. Su questo Imma Tataranni in famiglia è un’ottima massaia. Merito ancora una volta di Lia…che ci ha fatto apprezzare nella quarta puntata, l’ultima del 2021, altre battute come quella minacciosa dell’imprenditore affarista Romaniello ” Cesare Bocci” con uno ” Statt attind !” che sa tanto di vendetta, o di avvertimento da padre a figlia ” Ueh, uagnaredd…” rivolti da Pietro De Ruggieri alla giovane Valentina e poi le contrattazioni che la Pm ha con il venditore di oggetti di modernariato e antiquariato Paolo Paladino tra la sorpresa e la voglia di chiudere : ” Egghia la miseria…Facciamo un’euro e 50 e passa la paura”.

Ce n’è per aprire una scuola di dialetto, una aspirazione rimasta nella mente di pochi, insieme a quelle delle tradizioni da tramandare ai giovani che conoscono poco del passato dei padri e della città. Non sono i soli. E così diventa inevitabile non distinguere una pianta di prezzemolo da una di canapa indiana, come accaduto nell’ultima puntata della fiction con la Pm che apostrofa con decisione quell’anziana donna che teneva la pianta sul davanzale…ignorando di cosa si trattasse. ”Però…faceva stare bene”, quasi fosse una tisana. Suggerimento da prendere al balzo. Per cui, Lia, prima o poi dovrai tirare fuori un infuso di ”papagna” , quell’estratto di papaverum somniferum dalla proprietà oppiacee utilizzato da generazioni passate come antidolorifico o per fare addormentare i bambini. Ma, mi raccomando, una tazza fumante va servita in Procura al ”capo”, Vitali (Carlo Buccirosso) che deve fare i conti con un figliuolo testa calda e con fatti e personaggi d’ufficio a cominciare da Imma…Senza dimenticare l’amica ”separata” della Pm che ha trovato nella contemplazioni dello yoga e nelle attenzioni del maestro Manolo Pentasuglia, fumatore di ”cannette”, la consolazione della vita? Veloceee, che si freddaaaa!