Finale ”meraviglioso” con la nostra Festa del 2 Luglio a chiudere con un messaggio di ricostruzione, rinascita che fa riconsiderare tutto e tutti, nell’ultima puntata con ascolti record della fiction di Rai Uno ” Imma Tataranni sostituto procuratore della Repubblica” presso il Tribunale di Matera. Sequenze ai materani tanto care, irrinunciabili, con una moltitudine di concittadini presenti nell’edizione della festa 2018-a cominciare da monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo- protagonisti di uno spot promozionale su Matera e sulla Festa davvero strabiliante.E con i ritmi giusti che hanno incuriosito e non poco il pubblico del BelPaese e quello straniero che, ne siamo certi, come accaduto per il ”Commissario Montalbano”, vedrà le puntate del nostro intraprendente e tormentato magistrato. E già perchè Imma, la bravissima Vanessa Scalera, aveva rischiato e non poco di essere trasferita altrove, per la scarsa considerazione del Procuratore Capo Vitale (Carlo Buccirosso) e per le pressioni del mondo di ”tramezzo” fatto di politica e affari rappresentati dall’imprenditore Saverio Romaniello (Cesare Bocci) . Ma è lo stesso Procuratore, proprio durante la serata della Festa della Bruna, a dirle che mai avrebbe rinunciato a un sostituto ”capatosta” certamente ma capace e che, pertanto, avrebbe potuto assistito ad altre edizioni della Festa. Un 2 luglio che favorisce il ”ravvedimento” di un imprenditore devoto, Antonio Scaglione,che finanzia la festa,e che si è fatto da sè grazie alle fortune el terremoto 1980 che colpì gran parte ella Basilicata e l’Irpinia. Lui che decide di farla finita, non reggendo al rimorso che altri possano seguire l’amaro destino del suo amico autotrasportatore Pasquale Fanuzzi (ricattato dai trafficanti di rifiuti, che gli commissionano un delitto) e colpito dalla leucemia, a causa della esposizione di rifiuti tossici seppelliti nei terreni del Materano. Un amico coinvolto nell’omicidio di don Mariano, un sacerdote simbolo della lotta alla legalità e dell’usura, scomodo, che aveva raccolto prove schiaccianti contro la cupola di interessi illegali che lega politica, affari e malavitosi rappresentati dal clan Mazzocca. Prove che avrebbe voluto consegnare alla Pm Tataranni , ma che non andrà per un impedimento all’appuntamento sulla strada per Miglionico,che aveva raccolto nel suo prezioso tablet…Dapprima scomparso e poi fatto recapitare al magistrato, proprio dall’imprenditore che salda il suo debito con la coscienza fornendo le prove dell’ultimo patto scellerato tra politica, affari e malavitosi . Quella realizzazione della lottizzazione ”Il giardino” nell’ameno ”Vallone della Femmina”, mega cimitero di rifiuti speciali. Le considerazioni di Imma Tataranni su cosa è stata la rivolta di Scanzano jonico del 2003 contro il sito unico nucleare radioattivo in una delle ”tante cavità” della Basilicata sono l’emblema di un passato e di un presente che guarda ancora minaccioso alla salute delle nostri genti e che si associa agli effetti di altre forme di inquinamento, a cominciare dal petrolio. Ci sono materiali e spunti, ne siamo certi, per la seconda serie di ”Imma Tataranni” come dimostra la sceneggiatura dell’ultimo libro di Mariolina Venezia ” Via del Riscatto”, al quale certamente l’ottimo registra Francesco Amato potrà ispirarsi. E poi l’imprenditore Saverio Romaniello è uno che ha sette vite e non abbiamo ancora assistito all’arringa (quella giusta) della nostra Pm…che ha un cuore e una passione fuori dal comune. Ma che alla fine riesce a tenere la barra dritta ritrovando l’armonia familiare, perdonando e tenendosi stretto il marito e recuperando il rapporto con la sua Valentina, alle prese con amori e disamori adolescenziali.

Già, l’amore, che la farà svegliare giusto in tempo e all’inizio della puntata, dal titolo “Dalla parte degli ultimi”, prima che la Corte si ritiri per la sua tresca con il giovane collaboratore Calogiuri. E si sà lo spirito è forte, ma vacilla e la carne si arrosola da sè… Sarebbe stata una condanna al massimo della pena, C.P.T.A il Codice delle Pene e delle Tresche amorose , per ”Cattivi pensieri, morbosità e reiterazioni nel tempo” quella che richiesta dal Procuratore e con tanto di testimonianza del giovane maresciallo Calogiuri(Alessio Lapice) che descrive a menadito tutti gli episodi di ”debolezza” consumati dalla coppia. Ma è un sogno, con il Procuratore nei panni di uno psichiatra, che diventa realtà proprio negli uffici della Procura…una stretta naturale conclusa con un ripensamento ”provvidenziale” dopo baci e abbracci e un commento da rimorso ” Calogiù, Dimentica. tu sei pericoloso…”. Cupido o il magnetismo di una coppia che avrebbe tanto da dividere. Festa della Bruna provvidenziale per assistere all’assalto e alla distruzione del carro in famiglia e per tirare un sospiro di sollievo nell’apprendere dalla donna delle pulizie, amica di sua madre, che è figlia di Rocchino Tataranni e non del discusso imprenditore edile Cenzino Latronico morto, guarda caso, proprio il 2 luglio del 2011.

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Per lei è una festa doppia, dopo che ha perdonato la ‘scappatella’ del marito finito in ospedale e una cena a base di cozze offerta dalla insegnante di jazz. Il marito confessa e la indispettita moglie non può fare a meno di esclamare che ”la prossima volta la mano sulla testa quando vomiterai nel cesso te la farai mettere da Cinzia Sax o Sex…” Triviale, ma no cruda e gergale da dialetto materano. E quando è sicura che l’impacciato marito ”mammo” (Massimiliano Gallo) tornato a casa dopo la degenza ospedaliera, non l’ha tradita e allora prende l’iniziativa e la ”dà furt” (altro termine dialettale) recuperando l’intimità perduta. Cuore lacerato per la Pm…anche per le pene altrui, come l’amica Diana, collaboratrice in Procura,e alle prese con i tradimenti del marito Giuseppe Siggillino, che avvia la separazione.Testa di pianti inevitabile e tradimento consumato in archivio con tale Capozza, che non è un Adone ma che con i modi e i complimenti ci sà fare… Finita?

 

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Macchè l’ultima puntata ci ha riservato una gradita sorpresa con le interviste e la presenza, durante la trasmissione ” A Ruota Libera” di Vanessa Scalera e della sua coach Lia Trivisani, presentatati in studio con la sua trascinate simpatia e un cesto con pane di Matera e peperoni cruschi. Altro spot per la buona tavola lucana. E qui sono venuti fuori i tratti identitari della bravissima attrice brindisina, che viene dalla gavetta, ”forte, bizzarra, tenace” una borghese vera come Imma e che vorrebbe interpretare ruoli maschili shakesperiani. Donna impegnata che conosce le debolezze degli uomini e che sa come comportarsi davanti a temi e domande imbarazzanti. Ricorda l’episodio della prima puntata quando, a settembre 2018, aveva girato a Metaponto scene in cui era rimasta in acqua su un salvagente per cinque ore. E per vincere il freddo aveva mandato giù più di un ”cicchetto” di liquore, fino a ubriacarsi. Poi ricordo e le attese dei provini per la scelta della protagonista con un messaggio lapidario ” Ciao Imma” e il ringraziamento a Lia Trivisani, una ”caterpillar” -come l’ha definita- dalla forza ”taurina” che l’ha consigliata per bene e fatta calare nella ”materanità” con qell’intercalare: ” Beh, Veloceee”” che ha imparato a memoria, per dare e darsi una smossa. E Lia da par suo ha ricordato rapporti,momenti e scelte fatte e condivise con il regista Geo Coretti e con la Bluvideo, che ha insistito e riuscendo benissimo a puntare su figurazioni locali. E nell’ultima puntata abbiamo rivisto Antonio Montemurro, anima di Talia Teatro, amabile compagno di tavola e di giochi a carte, l’anatomopatologo Carlo De Ruggieri che non ha ancora trovato l’anima gella, e poi Valerio Stano, Walter Nicoletti, Stachio Scarano, Pietro Lamacchia, Franco Burgi e in voce…Nando Irene, apprezzato in precedenza nei panni del maresciallo dei carabinieri. E , probabilmente, anche un Paolo centauro, e killer (dell’autotrasportatore Iannuzzi) poi abbattuto da due collabatori della Pm. L’elenco potrebbe continuare con quanti sono comparsi nelle altre puntate da Matera, a Metaponto, Bernalda, Pisticci, Miglionico, Grottole in ruoli di primo piano o secondari. Anche questa è promozione del terittorio, coinvolgendo tutti. Ciak! Attendiamo ”Imma Tataranni 2”…

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