La trama è intricata e ci ha pensato la Squadra Mobile della Questura di Matera a sbrogliarla, mettendo a nudo …elementi che avrebbero interessato e non poco il talentuoso e provocatorio Tinto Brass dei tempi migliori, quando aveva diretto note attrici in pellicole di ”erotismo” classico e di tanti luoghi comuni italici come ”La chiave”, ”Paprika”, ”Capriccio”, ”Così fan tutte”. E la vicenda di un impiegato materano che non consuma rapporti sessuali con una donna, che ha sottratto tempo prezioso per lavorare e incassare e che – comunque- vuole essere pagata, si intreccia con quella di un uomo di Potenza che ”fiuta” la situazione cercando di sfruttare – riuscendovi- le paure della la gallina (in questo caso il gallo) dalle uova d’oro per far quattrini. Le presunte amicizie con malavitosi calabresi fanno il resto e per la coppia degli estorsori è manna caduta dal cielo. Ma non può durare all’infinito.Dopo il danno la beffa..di vedere andare in fumo quanto la povera vittima aveva messo da parte. Da qui la decisione di liberarsi del gran peso e di parlarne con la Polizia,che è intervenuta bloccando l’ultima richiesta estorsiva. Scelta liberatoria e pulsioni…sopite per sempre. Forse.

Matera: arrestato per tentata estorsione un potentino, denunciata la sua compagna

Gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Matera, a seguito di una attività d’indagine, hanno arrestato in flagranza di reato un quarantaduenne potentino, perché responsabile di tentata estorsione nei confronti di un impiegato materano di trentasei anni.

Quest’ultimo in due occasioni aveva offerto ad una donna la somma contante di quattrocento euro in cambio di rapporti sessuali da consumarsi in una tavernetta sita nella zona di via Gravina, per poi essere irretito dalla stessa donna che, fingendosi innamorata, gli comunicava di non provare interesse verso altri uomini.

Dopo qualche tempo però, a contattare l’uomo è stato un altro soggetto, il quale millantando forti legami con appartenenti alla malavita calabrese, lo minacciava, riferendogli che la donna era protetta da lui e che gli aveva fatto perdere nel frattempo centomila euro di introiti per le mancate prestazioni sessuali.

Alle minacce sempre più esplicite ed insistenti, effettuate di persona, nonché telefonicamente e per WhatsApp, sono seguite anche le richieste di denaro, prima duecento euro a settimana, che venivano corrisposte, poi cinquantamila euro, oltre alla copia della busta paga, della patente di guida e del codice fiscale da utilizzare per l’acquisto di un’autovettura da intestare al malcapitato per poi essere consegnata all’aguzzino; infine, l’impiegato materano sarebbe stato invitato a fare un ulteriore bonifico da trentamila euro.

L’uomo quindi, al culmine delle vessazioni subite ed in uno stato di paura e prostrazione si è rivolto alla Polizia che è subito intervenuta con una Volante bloccando il malfattore. La Squadra Mobile ha quindi ricostruito le varie fasi dell’attività criminosa procedendo all’ arresto che è avvenuto poco prima che l’uomo consegnasse la propria busta paga e gli altri documenti ed effettuare il bonifico da trentamila euro.

La donna è stata denunciata in stato di libertà per il medesimo reato e sono in corso indagini della Squadra Mobile per risalire ad eventuali analoghi episodi.

Sono inoltre state effettuate diverse perquisizioni che hanno consentito di rinvenire e sequestrare materiale utile alle indagini, con l’ausilio anche del Reparto Prevenzione Crimine Puglia Centrale, aggregato a Matera per l’anno 2019.

L’arresto è stato convalidato dall’A.G. e l’uomo si trova ora agli arresti domiciliari.