E’ morto a 76 anni, in un ospedale di Barcellona, Enrique Irazoqui, che accettò il ruolo di Cristo nel “Vangelo secondo Matteo” di Paolini girati nei Sassi di Matera, solo per finanziare la lotta antifranchista.

In quel 1964 sembra che per Pasolini non fu facile ottenere per il suo film questo giovane spagnolo il cui viso e bellezza lo avevano così colpito da ritenerlo insostituibile per il ruolo principale del suo film. E si perchè Irazoqui, ateo e comunista, era preso dalla lotta antifranchista a cui poi destinò larga parte del suo cachet.  Comunque sia andata, meno male che alla fine si decise a venire in Italia ed interpretare quel ruolo (doppiato dal grande Enrico Maria Salerno) in un’opera che ebbe il Leone d’argento – Gran premio della giuria- alla XXV mostra di Venezia e persino il tardivo riconoscimento dell’Osservatore Romano come “il più bel film su Gesù di tutti i tempi“.

Una interpretazione di Cristo troppo anticonformista per il franchismo che gli causò più di qualche noia al rientro in patria. Un film emblematico ma che non lo avvicinò al cinema in una vita intensa (tre mogli e tre figli) divisa tra Parigi (laurea in economia e breve esperienza manageriale) e Stati Uniti (altra laurea in letteratura spagnola ed insegnamento), con una grande passione per gli scacchi.

Lo abbiamo rivisto a Matera nel 2011 (quando gli fu assegnata la cittadinanza onoraria) e lo scorso anno per partecipare (nel ruolo di Giovanni Battista) nell’opera di Milo Rau.

Ecco a seguire una nota di Salvatore Adduce:

Apprendiamo con profonda tristezza –si legge in una nota della Fondazione Basilicata Matera 2019– della scomparsa di Enrique Irazoqui, attivista e artista cui la nostra città è stata fortemente legata nel corso degli anni. Fu suo il volto del Cristo scelto da Pier Paolo Pasolini per il suo “Vangelo secondo Matteo”, girato in una Matera d’altri tempi, contribuendo a consacrarla quale set biblico a livello internazionale ma anche a riaccendere l’interesse verso i Sassi, che da lì a qualche anno sarebbero diventati Patrimonio mondiale dell’umanità.”

«Proprio per questa ragione – sottolinea il Presidente della Fondazione, Salvatore Adduce – nel 2011, mentre Matera si candidava al titolo di Capitale Europea della Cultura 2019, in qualità di sindaco conferii ad Irazoqui la cittadinanza onoraria su proposta dell’associazione “Pasolini” del compianto Mimì Notarangelo».

Nel 2019, quando Matera celebrava il suo anno speciale, il maestro è tornato a Matera per il progetto della Capitale Europea della Cultura “Topoi. Teatro e Nuovi Miti” coprodotto, fra gli altri, da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, chiamato dal regista svizzero Milo Rau a prendere parte al suo lavoro teatrale e poi cinematografico “Il Nuovo Vangelo”, nel ruolo di Giovanni Battista. Un film che è un manifesto di solidarietà agli ultimi del mondo contemporaneo, i migranti, nei giorni scorsi applaudito alle Giornate degli Autori, la sezione parallela del Festival del Cinema di Venezia.

Il ricordo di Enrique Irazoqui rimarrà indelebile in tutti coloro che hanno avuto l’onore e il privilegio di conoscerlo.

A seguire il video realizzato in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Enrique Irazoqui: