Una fiction tutta su Matera, dai rioni Sassi al Piano, con attori noti e meno noti ,per gran parte materani, e con un interessante valorizzazione a temi e luoghi del nostro territorio dalla costa metapontina a Miglionico a Bernalda, grazie alla prima delle sei puntate ” L’estate del dito” della fiction di Raiuno ” Imma Tataranni. sostituto procuratore” diretto da Francesco Amato e interpretato dalla brava Valeria Scalera. E la prima puntata ci ha fatto conoscere, aldilà delle scontate considerazioni su pronunce e inflessioni dialettali – vi invitiamo a rileggere l’intervista con la coach del film Lia Trivisani https://giornalemio.it/cinema/immaaa-materana-me-ooh-veloceee-e-i-nodini/- una inquirente tutto pepe, fuori dagli schemi, cervello fino e tenace, tutta cuore e anima come i residenti dei Sassi di un tempo. E così al largo di Metaponto adagiata su un voluminoso salvagente dal colore ”sckandoso” (sfavillante) visibile a 10 miglia dall’arenile…accade qualcosa per lo ”sceriffo del mare” che interromperà la vacanza dell’intraprendente magistrato. Un dito ricoperto di tatuaggi che galleggia per destinazione ignota. A qualcuno sarà sembrata una pastinaca o una carota, ma quel pezzo di arto finirà con il creare scompiglio in spiaggia e poi in Procura. Le battute da ”colpo di sole” sono davvero esilaranti ( La Tataranni ha preso un granchio o è stata morsa da una medusa?)e si intrecciano con quel clima ”comaresco” o da “gossip” che gira in spiaggia, dove tutti o quasi si fanno i fatti degli altri anche le colleghe di ufficio. Ma prima un ”bombolone” alla crema ci sta tutto per fare colazione e per tenere d’occhio la sedicenne figliola, che potrebbe avventurarsi in mare con un giovane capodoglio… E sì perchè Imma è madre all’antica, capace di indossare un capo in svendita con l’etichetta sul collo, e anche un bikini succinto puo’ indurre a tentazioni e a delinquere. Deviazioni professionali? Mah. Il marito (Massimiliano Gallo) che di cognome fa De Ruggieri ( ogni riferimento è casuale) la asseconda e cerca di mediare a casa o davanti al bar del Lido delle Sirene, gestito da tale Moliterni che ha un passato non Imma…colato e la Pm lo pizzica sulla evasione fiscale da scontrini, conteggiati da quanto ha aperto. Che memoria,Roba da tributaria! Dettagli. Ma quel dito gira e rigira, finchè non viene scoperto il pezzo di un arto di una giovane donna immigrata, rinvenuto in un parco acquatico in abbandono in territorio di Montescaglioso. E qui il medico legale Taccardi, di poche parole e tanta gestualità, tira fuori alcuni dati che saranno utili per il prosieguo delle indagini. Una storia che si intreccia con i riscontri su una donna di Bernalda, bracciante, vedova e madre di re figli, che si è fatta medicare al pronto soccorso di Taranto per l’amputazione del dito, le riprese del film sul lago di Tiberiade …con un impacciato Gesù con precedenti per reati legati al mondo della prostituzione e il ritrovamento di altri pezzi di arti di una donna immigrata ”segata” con una sega circolare. Naturalmente il caso monta, una emittente locale parla di serial killer e Imma Tataranni dopo una ”convincente”e colorita” interlocuzione sui doveri coniugali estivi il Procuratore della Repubblica ( Carlo Buccirosso) , riesce a ottenere il caso. Accanto a lei il giovane carabinieri della Polizia Giudiziaria Calogiuri, rimbeccato con uno squillante ” Meh, Veloceeeee!” Un giovane collaboratore che ha delle preziose intuizioni, che si sposa bene con la semplicità comportamentale ed espressiva di Imma Tataranni, tanto da proporle la spaghettata dell’appuntato… Sarà per un’altra volta. La Pm ha altro da fare per seguire la figlia, che vorrebbe un telefonino che costa 500 euro, “troppi -dice Imma Tataranni- e poi le onde elettromagnetiche bruciano le cellule neuronali, e con la mamma affetta da demenza senile e che fugge nei Sassi alla ricerca della casa di un tempo ” O’ LLammord”. Casa e vicinato,però, occupati da turisti che finiscono per mandare la foto di mamma e figlia sul web. E non sarà la sola dopo la irruzione di una serata in discoteca al Lido delle Sirene, alla ricerca della figlia, dopo l’arrivo di una e mail provocatrice e inquietante del presunto serial killer. Imma va oltre sale sul palco e prende il microfono chiedendo notizie della sedicenne. La cosa, manco a dirlo, fa migliaia di visualizzazioni fino a incrinare il rapporto tra mamma e figlia. Inevitabile. Ma il giallo, che si tinge dell’olio di una frugale cena con bruschetta e lampascioni, diventa ancora più intrigante con il ritrovamento di altri arti tra Tursi e alcuni centri del Metapontino. Manca il busto della vittima, ma la chiacchierata liberatrice con la donna di Bernalda, che ha perso un dito ,scoperchia la verità sui soprusi che le donne (italiane e straniere) subiscono dai caporali in agricoltura e sulle strane coincidenze di beni acquistati all’asta in poco tempo e finiti in mani equivoche. Come un caseificio gestito da una coppia di affaristi che lavora latte proveniente dai Paesi dell’Est che è ” Buono e costa poco”. Ma l’offerta dei nodini prodotti in loco vengono rifiutati da Imma che dice di essere ”fan del latte nostrano”. Più chiaro di così… Ma si è alla ricerca di autore e moventi che hanno portato alla morte di Aida, la giovane marocchina tagliata a pezzi che si è fatta tatuare in arabo la frase ” Puoi prendermi tutto, non puoi prendermi l’anima”. Le tracce portano a una prestazione sessuale con l’attore del film che interpreta Gesù, al pappone del bar Paradiso che ha una lunga carriera nei locali notturni e poi ai Romaniello a un magistrato che ha curato le aste e al fratello presidente( Cesare Bocci)di una onlus che si occupa di agricoltura. E qui il cerchio si chiude e viene fuori tutto il marcio della storia tra ipocrisie, ricatti,pratiche sessuali estreme che porteranno all’omicidio della giovane immigrata. Il tassello mancante, il bacino della donna (con le prove dello stupro, come da riscontro di laboratorio) viene trovato nello yacht con il quale il gestore del Lido delle Sirene avrebbe voluto emigrare verso i lidi del Paradiso…ricattando il depravato presidente della Onlus. La precisa denuncia e ricostruzione del sostituto procuratore della Repubblica inchiodano l’indagato, che tira fuori la maschera dell’ipocrisia e della finzione. Bene. Una fiction che funziona, e tanta parte c’è l’ha anche la nostra Blu video diretta da Geo Coretti, e ispirata ai libri di Mariolina Venezia (editi da Einaudi) “Come piante tra i Sassi”, “Maltempo” e “Rione Serra Venerdì”. Citiamo anche i ruoli di concittadini noti affermati attori come Antonio Montemurro, Carlo De Ruggieri e all’esordio come Maria Rosaria Rizzi e alcuni scorci della città che hanno colpito, oltre alle splendide immagini sui Sassi, e non poco i materani. Ci riferiamo al Tribunale, ambientato all’ingresso del cinema comunale, e nel Palazzo dell’Annunziata dove fino a 45 anni fa – all’ultimo piano- fa c’erano aule e uffici giudiziari. Un tuffo nel passato nell’anima e nella storia di Matera e con gli interrogativi tutti locali sulla figura che potrebbe avere ispirato una ”inquirente”, che negli spot Rai si alterna a quelli del commissario Montalbano. E ora la seconda puntata con il sapore di una tortiera della cucina lucana e sulle note di un canto di Liberazione: ” O parmigiana portami via, oh bella ciao, ciao”. Per quanti non hanno visto la prima a causa della sovrapposizione di eventi del fine settimana c’è RaiPlay… Meh, Veloceeeee!