Dottoressa…Sapete come è nei paesi. E’ u’ ciallidd (il pettegolezzo) l’invidia…’‘ che gira di bocca in bocca, con l’inevitabile passamano travisato, che rovina reputazioni ma che contiene un briciolo di verità. E la battuta del maresciallo dell’Arma La Macchia, l’attore materano Nando Irene, nella seconda puntata ”Come piante tra i sassi” della fiction di Raiuno (altra punta elevata di ascolti) ”Imma Tataranni sostituto procuratore della Repubblica” ha offerto un altro spaccato di cultura ”tradizionale” materana, propria dei comuni e della città di provincia.

E Matera sotto questo aspetto, nonostante il titolo di capitale e la ‘scialata‘ di eventi europei o da viale Europa , resta tale. Per cui le considerazioni del maresciallo dei Carabinieri La Macchia, che indaga a modo suo e con metodi sbrigativi sentendo tutte le campane, circa il movente (le corna) dell’omicidio di Nunzio Festa, coinvolto in un giro scavi archeologici clandestini e di ecomafia, sono l’emblema di quel modus vivendi e di pensare rafforzato da una gestualità esplicita e colorita.

E già perchè quel segno inequivocabile, con il pugno ”copulativo” che si muove a percussione e accompagnato da un sorriso ammiccante che la dice tutta, per indicare la tresca tutta famigliare tra il padre della vittima e la giovane ucraina entrata in quella famiglia, confermano ancora una volta quanto il regista Francesco Amato sia riuscito- e bene- a entrare nell’anima di Matera e dei nostri centri, rappresentandola con i toni giusti.

E il resto lo hanno fatto gli attori, a cominciare dalla pm interpretato dalla brava Vanessa Scalera, fuori dagli schemi per quanto si vuole, ma ‘capatost”, tenace, con intuito non sempre ”afferrato” (si dice in dialetto) da quanti la circondano. Con un cuore grande quanto una casa per comprendere la mamma affetta da demenza senile ( ma invaghita di Bruno Lauzi e del noto brano allusivo ”Ritornerai) e paziente ma ”talebana” -come la definisce sua suocera- nel rapporto con la figlia Valentina, con la quale fino alla fine andrà al concerto del cantante Achille Lauro…che è il nome di una nave e di un vecchio armatore napoletano.

Storie di vita famigliare, accanto al marito che lo tormenta con il monocorde jazz ma che in cucina conquista Imma che a tavola, tanto da dimostrarsi una ottima forchetta. Il ritrovamento del cadavere di Nunzio Festa, sfaccendato, ma che d’improvviso si ritrova con abiti firmati e un mucchio di banconote in tasca, segna l’avvio di una storia ispirata ( il libro è tutt’altro) a uno dei lavori della scrittrice Mariolina Venezia che passano per la storia del territorio come l’ archeologia (alla mercè dei tombaroli) e l’ambiente ( la rivolta contro il sito unico nucleare nazionale di Scanzano jonico) .

Ma anche delle persone che vivono nei piccoli centri in continuo spopolamento, tra drammi famigliari e i tumori procurati da un territorio inquinato. L’azione del maresciallo dei Carabinieri, La Macchia, del quale Imma Tataranni inizialmente non si fida, è un po’ la variabile ricca di sorprese, ma anche scazzi come direbbe il ”mediterraneo” Nando Irene, che tengono bene e creano interesse nella evoluzione delle indagini del film.

Nonostante gli epiteti da cantina o da caserma, se preferite, che il maresciallo rivolge nei confronti di Milena la fidanzata incinta del Festa e del fratello di quest’ultima Carmine Amoroso , una testa calda che si esprime – come si dice dalla nostre parti – ”alla ‘ncropj” fuori di testa. Le sequenze sotto questo aspetto sono esilaranti.

E vi invitiamo a rivederle su raiplay. L’acume del maresciallo, bravo nell’indagini, ma lento nel capire il perchè di conclusioni e obiettivi, portano comunque a una attestazione di merito della PM quando viene fuori il rapporto sui redditi di alcuni proprietari terrieri, che accettano nelle loro proprietà lo sversamento di rifiuti illegali. Tutti tranne uno…e questo porterà alla confessione e alla scoperta dell’autore dell’omicidio del Festa, avvenuta in famiglia e a valle di uno scontro generazionale tra chi ama la terra e chi non la lavora e la avvelena per far soldi.

Una storia che si intreccia ancora una volta con quella del faccendiere facciatosta Saverio Romaniello, lo stesso implicato nell’omicidio della migrante fatta a pezzi nella precedente puntata, e sul quale la tenace PM non molla nemmeno davanti al Tribunale che decide per il procedimento con rito ordinario e il mantenimento dei domiciliari.

Romaniello entra di straforo nell’episodio ”Come piante fra i Sassi” per la sua passione per l’archeologia e per le “tavolette ” istoriate di età classica. E al faccendiere si arriva grazie a Emanuele ”Manolo” Pentasuglia, titolare del camping ” Macondo” (tutto un programma) sulla costa jonica , amico di Nunzio Festa, e con la passione per le meditazioni indù e indiane, il fumo di oppiacei, che sogna la primavera perpetua e che ritiene Matera piu antica della città indiana di Varanasi.

Anche Pentasuglia, che in Val d’Agri terra di estrazione petrolifere cerca il tempio di Persefone la ”Wodstock” dell’antichità, ha qualcosa da farsi perdonare, come una scazzottata di quattro anni prima con tal Michele Cannone, condannato per ricettazione proprio per reati contro il patrimonio archeologico. La tavoletta,pertanto, è la traccia per gli scavi clandestini e di buche occupate dall’istrice, un animale pigro, che utilizza per dimorare cunicoli e buche lasciate da altri. Era il metodo dei tombaroli del passato, che oggi usano il metaldector. E così se due più due fa quattro per Imma Tataranni è l’occasione per incastrare Romaniello, anche per il traffico e smaltimento illecito dei rifiuti nei terreni segnati da una mappa rinvenuta sul telefonino di Nunzio Festa.

Il cerchio sta per chiudersi…e presenze come quella di don Mariano (interpretato da Alberto Gerardi) parroco in trincea della protesta di Scanzano jonico del 2003- che saluta con un ” Hasta siempre…” di matrice rivoluzionaria-potrebbe riservare sorprese nelle prossime puntate. E a proposito di don Mariano alcuni l’hanno scambiato, per il fisico possente, a un altro attore materano, Domenico Fortunato, che ha partecipato ad altre fortunate fiction tv.

Ma c’era la brava Anna Cimarrusti, altra attrice materana che viene dalle esperienze del teatro in vernacolo e da altre con Talia, nel ruolo di inflessibile professoressa che fa rivivere storie e comportamenti con le compagne di banco di Imma e di sua figlia Valentina… Coincidenze?


Anche una festa di classe serve a portare avanti le indagini e ad alimentare la curiosità e le ironie del sostituto procuratore della Repubblica. Ma con tanto di repliche sul campo. Del resto le amorevoli ironie del Procuratore la esortano a portare gli indagati nel Tempio della Giustizia , ma non sopporta quelle di una collega che si perde in chiacchiere e origlia le sue telefonate.

La festa di classe, alla quale Imma si presenta con una tortiera di pasta al forno congelata, è l’occasione per destare i commenti, i ‘tagli’ delle amiche di un tempo sul suo ruolo e modo di vestire come le scarpe paragonate a ‘bomboniere’ a piedi,e per scoprire con i reperti archeologici (ereditati?) possano finire anche in casa di una amica facoltosa.

La Pm, naturalmente, non mangia la foglia e sfoglia un noto libro sui ”Tesori greco lucani” , trovando riscontro nella preziosa consulenza di un amico che lavora al museo archeologico ”Domenico Ridola”. E’ la nostra storia, la nostra carta di identità come ricorda don Mariano, rispondendo a una domanda fattagli dai ragazzi di una scuola che assistono dopo 15 anni al documentario sui fatti di Scanzano Jonico.

Pericolo sotto traccia? ”Dipende da voi” risponde don Mariano che mette in guardia dalla consuetudine come ” Certe persone davanti ai soldi perdono il lume della ragione e non guardano in faccia a nessuno”. Parole della saggezza popolare, con i toni giusti come ci ha ricordato la coach del film Lia Trivisani, https://giornalemio.it/cinema/immaaa-materana-me-ooh-veloceee-e-i-nodini/– e i volti di tanti attori noti e meno noti selezionati con Bluvideo e dal regista Geo Coretti.

Matera e tanti centri della provincia, con tanta sapienza , una storia che funziona e una efficace fotografia sul piccolo schermo. Merito anche di una Pm che qualcuno vorrebbe indagasse anche su altre questioni cittadine. Ma è una fiction…Chissà nel 2020.