E quest’ultimo termine, che stimolerà la ricerca su quello che unisce soprattutto, coinvolgere, riflettere, denunciare sarà da filo conduttore per ‘’quattro sguardi sulla società italiana che saranno proiettati sul grande schermo del teatro Mercadante di Altamura. Una proposta, che coinvolge, insieme al Teatro, le associazioni culturali Proloco di Altamura, Cine Club Formiche Verdi e Accademia Obiettivo Successo oltre al gruppo informale Altamura al Cinema. Il 17 settembre primo ciak!, come si suol dire con il film ‘’Giulio Regeni’’ , un caso internazionale tra tanti oscuri che nascondono la verità tra Italia ed Egitto. il 20 settembre con “U.S. Palmese”, legato al mondo dello sport, il 24 ‘’Gioia mia’’ su quello dell’infanzia e 1 ottobre la proiezione del film ‘’Devozioni’’ dedicato a religiosità e religioni. E qui gli sguardi oltre le fiammelle della feda o dell’ipocrisia si perdono nella notte dei tempi. C’è materiale, per farla breve, per allacciare altri legami.

IL COMUNCATO STAMPA
Legàmi: quattro sguardi sulla società italiana. Cosa la tiene insieme e cosa la divide. Contraddizioni, passioni e cambiamenti. Rassegna cinematografica al teatro Mercadante di Altamura (17-20-24 settembre e 1 ottobre). Si comincia con “Giulio Regeni, tutto il male del mondo”. Biglietto ingresso a 6 euro. Organizza Altamura al Cinema
Che cosa tiene insieme una società? Quali sono i legami, visibili e invisibili, che costruiscono il nostro modo di vivere, di pensare e di stare insieme? Nasce da queste domande “Legàmi”, la rassegna cinematografica organizzata nelle giornate del 17, 20, 24 settembre e 1° ottobre dalle associazioni culturali Proloco di Altamura, Cine Club Formiche Verdi e Accademia Obiettivo Successo, assieme al gruppo informale Altamura al Cinema. Si comincia il 17 settembre alle 20 con l’atteso “Giulio Regeni, tutto il male del mondo”, film-documentario di Simone Manetti, distribuito quest’anno. Interverrà (in video collegamento) l’avvocata Alessandra Ballerini, che tutela gli interessi della famiglia del ricercatore friulano Giulio Regeni, rapito, seviziato e ucciso in Egitto. Il suo corpo venne trovato senza vita il 3 febbraio del 2016 alla periferia della capitale Il Cairo. Sarà l’occasione per riflettere su una vicenda drammatica che ha lasciato ferite indelebili nella società italiana e nell’opinione pubblica internazionale. E non solo. Un tema che interroga il rapporto tra cittadini e istituzioni, tra verità e giustizia, tra memoria individuale e responsabilità collettiva. A dialogare con lei Pasquale Dibenedetto, giornalista.
Le proiezioni di Legàmi, ciascuna seguita da talk e confronti con esperti, registi e critici, in dialogo con il pubblico sul tema proposto dal film, si terranno, per il secondo anno consecutivo, al teatro Mercadante, in passato sala cinematografica nell’epoca d’oro della settima arte. Attraverso quattro opere – due film e due film documentari – la rassegna propone un viaggio dentro la società italiana contemporanea, mettendo al centro quattro temi che ne raccontano contraddizioni, passioni e trasformazioni: politica, sport, famiglia e religione. Quattro sguardi sulla società italiana, quattro prospettive, quattro occasioni per guardare la realtà attraverso il cinema e, subito dopo, provare a discuterne insieme. Dopo ogni proiezione, il dibattito con gli ospiti sarà infatti parte integrante della serata: un momento per andare oltre lo schermo, mettere in relazione punti di vista diversi e trasformare la visione in una discussione condivisa.
Si prosegue il 20 settembre con “U.S. Palmese”, commedia dei Manetti Bros. Ospite il docente universitario di Antropologia Ferdinando Mirizzi intervistato da Pietro Colonna della Pro Loco. Con questa pellicola lo sguardo si sposta sullo sport, e, in particolare, sul calcio, un fenomeno che in Italia va ben oltre il campo da gioco, diventando identità, appartenenza, sogno e possibilità di riscatto. Attraverso il calcio si raccontano comunità e territori, ma anche il bisogno profondamente umano di sentirsi parte di qualcosa.
“Gioia mia”, film di finzione per la regia di Margherita Spampinato, che ha partecipato al 78° Film Festival di Locarno, ci porta invece dentro il mondo della famiglia e dell’infanzia, per esplorare i rapporti tra generazioni, la crescita e quei legami affettivi che, nel bene e nel male, contribuiscono a definire chi siamo. Un’occasione per interrogarsi su cosa significhi oggi essere famiglia e sul ruolo che gli adulti hanno nel costruire il mondo dei più piccoli. Ospite della serata del 24 settembre Anita Perillo, pedagogista, presidente della cooperativa sociale ‘Biancamano’, esperta di progettazione e interventi rivolti a minori e famiglie, a colloquio con Piero Crivelli di Altamura al Cinema.
Infine, il 1° ottobre, il film documentario “Devozioni”, di Gianfranco Pannone, affronta il tema della religione, osservandone la presenza nella vita quotidiana, nelle comunità e nella dimensione più intima delle persone. Una riflessione sul bisogno di credere, sui rituali, sulla spiritualità e sul rapporto tra individuo e comunità. Ospite della serata lo stesso Pannone, regista di lungo corso, intervistato da Luigi Abiusi, critico cinematografico de Il Manifesto, e Stefano Lorusso, presidente del cineclub Formiche Verdi.

“Legàmi non vuole soltanto proporre quattro film – spiega Crivelli, curatore e coordinatore della rassegna – ma creare quattro momenti di incontro. Perché il cinema può essere uno spazio in cui riconoscersi, confrontarsi e, soprattutto, porsi delle domande. Dopo ogni proiezione, il dibattito con gli ospiti sarà infatti parte integrante della serata: un momento per andare oltre lo schermo, ampliare lo sguardo e mettere in relazione punti di vista diversi e trasformare la visione in una discussione condivisa. Quattro temi diversi, dunque, ma un’unica domanda di fondo: quali sono i legami che costruiscono la società in cui viviamo? Il cinema, con la sua capacità di raccontare l’intimità e il reale, diventa uno spazio privilegiato per interrogarsi su ciò che ci unisce, su ciò che ci separa e su ciò che continua a tenerci in relazione. Le opere selezionate mettono in luce fragilità e forza, conflitti e riconciliazioni, distanze e ritorni, restituendo la complessità dei rapporti che definiscono la nostra identità”.
Si tratta della XIII edizione della rassegna organizzata da Altamura al Cinema che dal 2025 è approdata al teatro Mercadante: una scelta quanto mai gradita da chi ha frequentato lo storico teatro nelle stagioni d’oro della settima arte e sostenuta dalla Teatro Mercadante srl che ha riconfermato la sua partnership ufficiale insieme al Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Pane DOP di Altamura.
La manifestazione è patrocinata da Regione Puglia, Comune di Altamura, Apulia Film Commission e Puglia Promozione.
Tutti i film inizieranno alle 20 (apertura porte alle 19.30), tranne U.S. Palmese che comincerà alle 19 (con apertura porte alle 18.30).
I biglietti sono disponibili al botteghino del teatro al costo di 6 euro (0803101222)
E anche su Viva Ticket.

Per contatti:
Piero Crivelli, Gruppo Informale Altamura al Cinema Tel: 333 46 OS 552
Pietro Colonna, Presidente Proloco Altamura Tel: 342 13 97 201
Stefano Lorusso, Ass. Cult. Cine Club Formiche Verdi Tel: 320 237 4449
Cinzia Clemente Ass. Cult. Obiettivo Successo Tel: 3279979265
Social
Facebook
https://www.facebook.com/AltamuraalCinema
Instagram
https://www.instagram.com/altamura_al_cinema/
Sito web
https://altamuraalcinema.it/#
SCHEDE
I film e gli Ospiti dell’edizione 2026

Giovedi 17 settembre ore 20:00
“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” film-documentario di Simone Manetti, 2026. Durata 1h 45m
SINOSSI:
Giulio Regeni — Tutto il male del mondo è il primo film documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi. Un padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatahal-Sisi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo quattro agenti della National Security egiziana. Iniziato nella primavera del 2024, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.
Simone Manetti nasce a Livorno nel 1978, è regista e documentarista.
Nel 2016 firma il suo esordio alla regia con il documentario Goodbye Darling, l’m Off to Fight, ottenendo la candidatura come Miglior Documentario di Cinema del Reale ai Nastri D’Argento 2016,

Domenica 20 settembre ore 19:00
“U.S. Palmese” film dei Manetti Bros, 2024. Durata 2 h, genere commedia
SINOSSI:
Etienne Morville è un astro nascente del calcio mondiale.
Proviene dalle banlieue parigine ma cerca di trovare il successo a Milano.
Il comportamento che ha in campo e fuori, però, lo porta ad essere messo fuori squadra e ciò rischia di spegnere ogni possibilità di successo.
Nel cast anche Rocco Papaleo e Claudia Gerini.
A Palmi, Calabria, un pensionato, don Vincenzo, inizia a raccogliere denaro con l’idea di farlo giocare nella U.S. Palmese, squadra locale che milita nei dilettanti.
Marco Manetti (Roma, IS gennaio 1968) e Antonio Manetti (Roma, 16 settembre 1970) sono due fratelli registi, sceneggiatori e produttori cinematografici italiani, noti come i Manetti Bros.
Nel corso della carriera hanno ottenuto diversi riconoscimenti come registi, sceneggiatori e produttori, tra cui un David di Donatello, Nastro d’argento e un Globo doro.

Giovedi 24 settembre ore 20:00
“Gioia mia” film di Margherita Spampinato, 2025. Durata 1h 30 minuti, genere drammatico.
SINOSSI:
Nico è un bambino che deve trascorrere l’estate dall’anziana zia siciliana Gela perché la sua baby-sitter Violetta deve sposarsi e non può occuparsi più di lui.
La zia Io accoglie al suo arrivo all’aeroporto e durante il tragitto Nico e Gela cominciano a relazionarsi, dando vita a un rapporto difficoltoso basato su differenze d’età e abitudini.
Quando il bambino arriva in casa della zia, in un antico palazzo, la sua prima preoccupazione è quella di sapere se c è il wi-fi per il suo telefono ma in quell’appartamento, ancorato al passato, non c è. Nico deve adattarsi piano piano a vivere in una nuova dimensione circondato dai tanti simboli religiosi presenti nella casa della zia e a seguire le regole ferree imposte da lei ma anche abituarsi a nuovi sapori e cibi. Stringe controvoglia amicizia con Rosa, una sua coetanea, che Io inserisce nel gruppo dei bambini che vivono in quel palazzo e con cui comincia a trascorrere i pomeriggi giocando insieme a loro o facendo delle incursioni negli appartamenti rimasti vuoti, alla ricerca degli spiriti che li abitano, in base a credenze e superstizioni dei residenti di quell’edificio. Nico e Gela riescono a conquistare, nel frattempo, la fiducia reciproca e la zia si lascia andare a confidenze personali sulla sua giovinezza.
Margherita Spampinato nasce a Palermo nel 1979.
Nel 2003 si laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma.
Dal 2003 ricopre il ruolo di segretaria di produzione in numerosi progetti cinematografici, tra cui Grido di Pippo Delbono, Aria Salata di Alessandro Angelini,
I Vicerè di Roberto Faenza,
Gli Amici del Caffè Margherita di Pupi Avati e molti altri.
Il suo lungometraggio d’esordio, “Gioia mia” è stato presentato in anteprima al 78 0 Festival di Locarno, vincendo il Premio Speciale della Giuria nel Concorso Cineasti del Presente.
L’attrice protagonista, Aurora Quattrocchi, ha ricevuto il premio come Migliore Attrice.

Giovedì 1 ottobre ore 20:00
“Devozioni” film documentario di Gianfranco Pannone, 2026. Durata 1h 22m
SINOSSI:
Un convento francescano dove vivono solo due monaci e un uomo che si è dato la missione di salvarlo; una poetessa che, ormai adulta, ha incontrato Cristo fino a costruire un santuario in suo onore; due fratelli sulle tracce di Pasolini nel paese dove il regista girò parte del suo “Vangelo secondo Matteo’ un bambino miracolato da una figura che il popolo considera santa: una cantante e ricercatrice sulle orme delle antiche melocfe popolari.
E vero che nella Lucania appenninica, regione del Sud Italia con le sue valli ricche di storia e tradizioni, grazie alla fede della sua gente, resiste un diffuso senso del sacro?
Tra processioni devozionali di santi e madonne, file di pale eoliche che in parte hanno trasformato un paesaggio a tratti selvaggio e il flusso incessante delle stagioni dettato dal vento, l’autore va in cerca di una spiritualità che i nostri tempi sembrano aver smarrito.
Gianfranco Pannone
Regista cinematografico e televisivo, dopo essersi laureato in Storia e critica del cinema all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza’ e diplomato in Regia al Centro Sperimentale dl Cinematografia, tra il 1990 e il 1998, ha diretto e prodotto i film documentari Piccola America, Lettere dall’America e CAmerica a Roma, che insieme compongono la Trilogia dell’America; e successivamente Latina/Littoria 2001, film documentario di produzione italo-francese, con il quale nello stesso 2001 ha avuto il riconoscimento quale opera di non-fiction al Torino Film Festival e nel 2003 al Festival del Cinema del Mediterraneo – Premio Rai.
Seguono tra i lungometraggi Il sol dell’avvenire, ma che Storia…, Sul vulcano, L’esercito più piccolo del mondo, Lascia stare i santi, Scherza con i fanti, Onde radicali.
