Colori, profumi e un gusto particolare nell’accostare varietà lungo un percorso di bellezza e di cura dell’arredo urbano che a San Fele (Potenza) nota per le cascate e per tante piccole iniziative che ne fanno un esempio interessante, di voler continuare a ”proporre” e ”fare” nonostante le tante difficoltà, comuni a tanti centri della Basilicata a rischio di spopolamento. E così un concorso all’insegna del pollice verde, come ci racconta nella nota Armando Lostaglio, San Fele ha realizzato in concreto quello che il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini ripete come un mantra ovunque: ” Bellezza”. Lasciamo da parte la digitalizzazione, che continua a restare un enunciato per addetti ai lavori del business culturale, e apprezziamo quanto ha fatto San Fele con tanta volontà e un pizzico di lungimiranza. Ed è la caratteristica di quella comunità, come ripeteva sempre mia nonna materna Giulia, nata in quel centro del Marmo Platano, e vissuta poi nella vicina Bella. Nel solco della natura e della bellezza…

OLYMPUS DIGITAL CAMERA


San Fele La strada dei Fiori

di Armando Lostaglio

San Fele. Quanta vita si cela nei colori della primavera fra i viali fioriti, nei giardini e negli orti fra centro storico e le colline intorno a San Fele. Ogni seme è fiorito per mano di donne e di e uomini aperti alla vita che prospera, come nella poesia di Mario Luzi (Il seme). Per iniziativa di Fernanda Ruggero, attenta operatrice e formatrice culturale che ha creato da tempo una apposita associazione, ha promosso una sorta di concorso di bellezza sul territorio, fatto di giardini fioriti e ben curati, dagli orti alle ville che fanno della primavera e dei suoi colori la cifra esatta di comunità vissuta nel segno della natura. Meritano il massimo dei voti tutte e tutti i partecipanti, per l’amorevole cura che pongono sul campo, di vedere un seme che offre il fiore in quel cromatismo necessario alla vita. Fiorire è il fine, scriveva la poetessa americana Emily Dickinson, due secoli fa. Un lavoro egregio ed un encomio lo meritano i giardini urbani fra le pietre secolari di San Fele, che l’occhio di Fernanda (e della sua giuria) ha saputo esaltare mettendole a confronto in un viaggio reale fino alla Via dei Fiori intorno alla Madonna di Pierno. Vincenzo e sua madre, sulle colline in un giardino che fa da corollario al maneggio di cavalli, buoi al pascolo e terreni coltivati: visi di un candore e di mitezza arcaici, tenaci come sanno essere i lucani. Generosi come chi coltiva l’orto e sa offrire il suo verde frutto. Merita lo sguardo attento chi fa crescere il giardino fra le rocce, chi sa creare un ambiente di cento fiori diversi, e chi ricorda la fatica dell’emigrazione in terre lontane, che però hanno educato al piacere dei fiori quale premio della fatica. Il viale dell’Avis è una miniatura di piante diverse con armonie di colori. Donato, ottantenne, dedica il suo tempo ad innaffiare con venti secchi d’acqua ogni sera i suoi giardini sul vicolo, sarà lui l’emblema di un borgo che si ostinerà a non voler finire, nonostante gli ingorghi e gli ingombri del tempo.Balconi fioriti e Orti felici 2021 I partecipantiAssociazione Avis di San Fele, Rosella Ferrara, Franca Stia, Rosa Carlucci, Anna Sofia, Donatella Vetrano, Donatina Cappiello, Carmela Cancellara, Vincenzo Di Giacomo, Donato Di Leo, Teresa Stia, Vincenzo Ranauda, Franca Bencivenga, Maria Radice e Franco Tronnolone.