Le sigle da ” Chiacchiere a vacant, a vuoto” sul turismo sostenibile da Basilicata libera o quasi dal covid si susseguono, ma di progetti seri e concreti nemmeno l’ombra. E così la nostra regione attende che la manna scenda dal cielo, con la schiera di ”angeli” tour operators, che facciano arrivare frotte di turisti del finesettimana. Con la scellerata decisione della zona rossa a tappeto, senza delimitare comuni e comprensori focolaio come hanno fatto altrove, c’è poco da stare allegri e l’esordio della stagione turistica con il ponte pasquale è a rischio. E allora Gaetano Plasmati, fotografo materano globetrotter sempre attivo con i progetti che fanno conoscere itinerari immersi nella natura della Basilicata, che potrebbero fare la nostra fortuna, ha solcato più di una traccia nel Parco nazionale del Pollino. E, come, dimostrano le fotografie del servizio, è al lavoro con slitta, cavalletto, zaino e tanta preparazione per far conoscere le potenzialità di paesaggi, del turismo ambientale, di prossimità e di quanto conti il clima.

Perchè il turismo ambientale ha bisogno di conoscenza del territorio, di preparazione fisica, di impiegare materiale tecnico adeguato e di rispettare i criteri di sicurezza. Un supporto necessario per mettere a punto Itinerari certificati,da monitorare con continuità, per poi passare a una promozione adeguata. Ed è qui il paradosso. La Basilicata ha le carte in regola per battere queste piste, in relazione alla ridotta densità di popolazione e alla varietà del paesaggio. Gaetano pronto a far da guida a quanti continuano a restare dietro a una scrivania navigando nel virtuale, ma senza avere contezza di quanto possiamo fare, valorizzando e organizzando l’offerta reale. Sarebbe naturale…affidarsi con umiltà e concretezza alle professionalità giuste. Altrimenti resteremo ai piedi del palo della cuccagna, proprio perchè non si vuol ragionare sulle tecniche per scalarlo. E se non si è capaci, che si abbia il coraggio di passare la mano, cercando chi possa farlo.