Saverio ha ragione. Sindaco, siamo in emergenza climatica. Che e chi aspetti?

Incendi, temperature elevate, ghiacciai che si sciolgono e località marine della costa jonica che rischiano di essere sommerse dall’acqua e dalle isole di plastica galleggianti prima del previsto. E allora serve dichiarare l’emergenza climatica, attivando tutta una serie di misure che possono contribuire a ”invertire” la tendenza alla ”insostenibilità” e a fare qualcosa di contribuire per ridurre i consumi di energia e salvare il Pianeta e, quindi, noi stessi. Saverio Castoro, in trincea sui temi dell’ambiente e con iniziative concrete presentate nella bottega del commercio solidale del mercato di via Marconi, al rione Piccianello, tirare fuori una serie di proposte- dai costi contenuti- per evitare di mordersi le mani ”perchè già ora è tardi”. E allora le richieste fatte al sindaco di Matera, Domenico Bennardi, alla giunta e- aggiungiamo- all’intero consiglio sono improntate al buon senso. Comunità energetiche (discorso avviato ) più che hub tecnologici di varie dimensioni e finalità, che finora non hanno portato alcun ritorno nei servizi di pubblica utilità, centri di raffreddamento di quartieri, mobilità alternativa e altro ancora. Suggerimenti che cozzano con tante cose avviate o lasciate a metà, perchè il disegno di città è fatto di tanti spot che restano sui social o nelle buone intenzioni. Saverio , ricordiamo, alimenta la sua bottega de vicinato con l’energia con un tetto fotovoltaico e si muove su un monopattino elettrico, mentre in centro e non solo – e siamo in una città turistica, che va avanti da sè- transitano mezzi inquinanti. Altro che emergenza climatica. Saverio non molla e fa bene. Non guarda le stelle, ormai opache a causa di smog e delusioni, ma alle cose da fare. E allora al lavoro. Ma servono fatti.

L’APPELLO DI SAVERIO CASTORO
E’ tempo di dichiarare l’emergenza climatica

Mi rivolgo al Sindaco Bennardi, alla Giunta e al Consiglio Comunale affinché dichiarino per la città di Matera l’emergenza climatica.
Sarebbe un atto importante, nel percorso partecipato verso la dichiarazione, per la riflessione che imporrebbe e dopo, per le declinazioni che una tale dichiarazione avrebbe in tutti i processi decisori.

Siamo all’inizio di un’altra era. L’incremento delle temperature – oltre 40°C – e delle emissioni di carbonio – CO2 421ppm – misurano quanto ci siamo allontanati dal nostro passato. Negarlo equivale a far recedere la nostra economia oltreché a mettere in pericolo la vita di centinaia di persone.
La fine dell’era del “Petrolitico”, come prevedevano i modelli scientifici fin dal 1970, ci espone alla congiunzione della crisi climatica e della crisi energetica con tutte le declinazioni che questa tempesta perfetta comporta.
L’agenda politica nazionale e locale e i media che ne fanno da megafono tendono a nascondere questa relazione, eppure ognuno di noi potrebbe verificare, se volesse, come di anno in anno il consumo di combustibili fossili aggiunge emissioni climalteranti e rafforza, in relazioni non lineari, la frequenza e la violenza di eventi estremi: ondate di calore, bombe d’acqua, medicane, trombe d’aria, grandine.

Vi scrivo affinché l’urgenza del tema porti maggioranza e opposizione, nel rispetto delle differenti sensibilità e posizioni politiche, a soluzioni condivise che possano proteggere la nostra comunità e gli ospiti che trascorreranno a Matera giorni sereni.

Cosa fare:
Comunità energetiche e autoproduzioni di energia da fotovoltaico e eolico;
Ripristino di tutte le fontanelle e attivazione delle casette dell’acqua;
Rivalorizzare le aree verdi dando continuità annuale al personale che se ne dovrà prendere cura;
Piste ciclabili e HUB mobilità sostenibile per persone e merci;
Rivisitazione dei vari progetti già finanziati o in via di approvazione, in relazione alla dichiarazione di emergenza climatica, affinché possano essere una reale opportunità per la prosperità della comunità;
Centri di raffreddamento/riscaldamento di quartiere per offrire un riparo a chi non ha accesso all’aria climatizzata o non può utilizzarla per via degli aumenti in bolletta;
Un presidio sanitario dove maggiore è l’afflusso turistico, attrezzato per un primo soccorso;
Strade ombreggiate, anche con una copertura con teli, come in Spagna, (perché come sempre, basta poco, è una questione di volontà) per dare sollievo a chi attraverserà la città nelle ore più calde;

Alcuni percorsi in questa direzione sono stati già avviati. Percorsi, perlopiù, ritenuti sperimentali, senza considerare l’urgenza del momento, probabilmente temporanei, sebbene dovremmo sapere che non sono né sperimentali, né temporanei.
Vi rivolgo questo appello sapendo che presterete attenzione a quanto detto.
Cordialmente,
Saverio Castoro

P.S.: “Con la termodinamica non si negozia … tutti gli altri sono pii desideri”
(cit. Luca Mercalli)

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